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Opinione di shadgie su La bella e la bestia

[Beauty and the Beast, USA 1991, Animazione, durata 87']   Regia di Gary Trousdale, Kirk Wise




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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03/01/2012 voto al film: voto buono

Sul film

Se la rilettura dei ricordi e feticci d'infanzia può risultare spoetizzante e tediosa, almeno a volte, La bella e la bestia sembra poter reggere il passo tra attualità e ricordo. Ancora lontano dalle derive tecnologiche della computer grafica, il lungometraggio disneyano sembra però prevedere il futuro in una sontuosa scena di ballo, tutta giallo oro a contrasto con la notte. La storia e la narrazione assumono un'importanza preponderante, essendo tratte da una versione probabilmente edulcorata di una tipica fiaba francese, le cui atmosfere cupe rivivono nelle immagini iniziali. Narrativa è anche la natura dei personaggi, in particolare di Belle, romantica eroina già addentrata nell'età adulta e rapita dall'unico sfogo che un paese piccolo e arretrato può offrire ad una ragazza: i libri come preludio all'avventura. Attorno al tema impietoso della diversità (la povertà, la bestia, il padre "tocco" di Belle) ruota quello della crescita delle figure femminili nel conservatorismo disneiano. Belle non è una ragazza "emancipata", non ancora, ma accenna una prima gustosa forma di lotta con la forza della riflessione e con il suo ruolo meno frivolo e più attivo nel cambiare le persone e gli antropomorfi intorno a lei. Forse, avvolta dalla vita di corte e dalle attenzioni di una servitù deliziata, rinuncerà alle avventure prospettate dai suoi romanzi, ma continuerà a vivere a dispetto del brand istituzionale e castrante delle "principesse disney". Splendimo amalgama tra i colori, la familiare morbidezza dei gesti e la gotica imponenza di alcuni volti e ambienti, con protagonisti non più "animali", ma oggetti pià umani dell'umano. Unico vero neo un pomposo main theme finale che ricalca la più delicata canzone della teiera, esaltato dalla voce potentissima di Celine Dion ma poi affidato nella versione italiana, a Gino Paoli e alla figlia, ennesima "figlia d'arte" sfiatata


SI

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