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Nave fantasma - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Enrico Magrelli

Orrore, morte e oscuri misteri su un bastimento affondato e riapparso miracolosamente

Una sontuosa nave da crociera della flotta italiana, l’Antonia Graza, salpa per l’America nel 1962 e scompare durante una festa, mentre gli eleganti passeggeri ballano sulle note di una canzone carica di sinistri presagi: Senza fine (la cruenta sequenza d’apertura ben dispone lo spettatore). La nave non lascia tracce, ma ricompare misteriosamente nelle infide acque del mare di Bering e l’affiatato equipaggio di un rimorchiatore accetta l’offerta di portarla a riva. Capitano coraggioso del rimorchiatore è Gabriel Byrne. Dalla casa di vetro infestata da tredici spettri, il regista Steve Beck (già direttore artistico degli effetti visivi di Caccia a Ottobre rosso e The Abyss) è passato a un tenebroso transatlantico carico di fantasmi, presenze e spiriti poco benigni. La nave, l’avidità e il Male pretendono il loro tributo di sangue allettando gli intrusi con casse di lingotti d’oro. Un corretto e decoroso prodotto di genere che si sfibra dal momento in cui chiarisce le cause trascendenti della maledizione della nave. Può tornare utile per un saggio su orrore e spazio, paura e scenografia.


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