Elephant (2003)
Con Alex Frost, Eric Deulen, John Robinson, Elias McConnell, Jordan Taylor
La trama
Un giorno di ordinaria follia in una qualunque high school americana.
Nella tranquilla Portland la vita scorre monotona. In un giorno uguale a qualsiasi altro, nel locale liceo gli allievi si dedicano alle solite attività, ma la tragedia incombe...
Van Sant gira con i veri studenti, facendo coincidere la cronologia delle riprese e il tempo del film, e modificando progressivamente il copione. La vita quotidiana, i dialoghi banali, la routine: per la prima ora non accade nulla, la stessa mattinata è raccontata da differenti punti di vista e con lunghi piani-sequenza. Poi, l'esplosione di follia. Ma talmente coerente col mondo mostrato, che a quel punto i ragazzi stragisti potrebbero essere quasi tutti: l'occhialuta bibliotecaria, quello col padre alcolista, le tre ochette amorali, il pianista incuriosito dai nazi. Non si fraintenda: Van Sant non è un nichilista, amerebbe i suoi protagonisti col trasporto di un Pasolini, e perciò ne vede doppiamente l'orrore. Il suo sguardo gelido è la cosa più dolorosa e appassionante di un film che rifiuta ogni spiegazione socio-psicologica (tranne un paio di accenni all'habitat e all'omosessualità repressa, che sono infatti le uniche piccole "stecche"), perché sa che ciò che il cinema deve e può dare è la visione di un mondo, è far sentire il gelo fino all'insopportabile, restituirci i tempi, i ritmi, i segni. Mostrarci l'elefante che sta sotto gli occhi di tutti e che nessuno vuol vedere (è questo il senso del titolo), senza per forza dirci: ecco l'elefante. Giustamente premiato a Cannes (miglior film e miglior regia: quest'ultima sul filo del virtuosismo, ma mai gratuita), _Elephant_ ha la giusta distanza dalle cose e ridà un senso al concetto di cinema americano indipendente. Non a caso, è stato realizzato fuori da ogni major, per la Tv via cavo.
La recensione di FilmTv
Di Emiliano Morreale - FilmTV n. 41/2003
Gus Van Sant racconta un giorno di ordinaria follia in una High School americana. Un bell’esempio di cinema indipendente, di agghiacciante lucidità
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 2011-02-01 17:09:08 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
Una macchina guida in maniera discontinua, al volante c'è un uomo ubriaco, il figlio seduto accanto lo fa scendere e prende il suo posto alla guida...arriva fino a scuola ed entra in quella che sarà l'ultima mattinata di normale studio per la Columbine School.
Il film di Gus Van Sant sembra un film di spettri a dire il vero, spettri di ragazzi morti durante la carneficina fatta da due ragazzi come loro, che continuano a rivivere all'infinito quella mattina.
La macchina da presa li segue, intrecciando i vari momenti che precedono quello fatidico della follia. Ragazzi normali, adolescenti che fanno una vita da adolescenti, con problemi e chiacchiere tipiche della loro età...Perciò sorrido ascoltando le tre amiche che parlano di ragazzi e compere, ma rabbrividisco quando le vedo andare in bagno a vomitare di nascosto il loro pasto frugale. Mi intenerisco seguendo la ragazzina sfigata, che non ha il coraggio di mettersi in pantaloncini corti per fare ginnastica, e che corre per non fare tardi al suo impegno in biblioteca ( e con la sua morte).
E così continuiamo a seguire tutti questi ragazzi nei loro cammini lungo i lunghi corridoi della scuola che si riempiono e si svuotano, saluti, voci, battute....i ragazzi si incontrano ma pare che non si vedano, proprio come spettri che rivivono all'infinito e inconsapevolmente il loro ultimo giorno di vita.
I due adolescenti che compiono la strage sono anche loro anonimi come gli altri, ma offesi e umiliati dalla crudeltà tipica di quell'età. Hanno subito scherzi e offese, e non si sentono inseriti nel contesto scolastico che odiano. Studiano il piano in maniera militare, ordinano per posta armi modernissime tramite internet, e tra un gioco elettronico e una suonata al pianoforte nella loro stanzetta bunker arrivano al giorno fatidico. “Oggi si muore” dirà uno all'altro sotto la doccia, scambiandosi il loro primo bacio...
Il cielo azzurro iniziale ora si annuvola di nubi cariche di pioggia, il temporale si avvicina e si odono i primi rombi di tuono...comincia la pioggia.
Vestiti da combattimento e armati fino ai denti i due entrano a scuola e compiono il massacro...Sparano a casaccio contro chiunque incontrino,si divertono al tiro al segno con i loro compagni, fanno scoppiare bombe nelle aule, non mostrando alcun segno di cedimento o di emozione.
La scuola si svuota, lasciando a terra i corpi di ragazzi e professori, sono tantissimi, tutti colti nei loro momenti di quotidianità, come in una Pompei moderna il tempo si è fermato, ci sono libri aperti sui banchi, i resti del pranzo sui tavoli della mensa, un cuoco per terra con ancora il vassoio tra le mani....Uno degli assassini si è fermato, seduto ad un tavolo beve da un bicchiere a caso...Uccide a bruciapelo il compagno che lo raggiunge, ha il sentore che ancora qualcuno si sta nascondendo....Scova la coppia degli innamorati tanto perfetti ed invidiati da tutti, che si abbracciano nella cella frigorifera....Una conta spietata...”Amba rabà ciccì cocò tre civette sul comò....”
L' ultimo quarto d'ora l'ho visto praticamente in apnea...Bellissimo e coinvolgente, sapiente utilizzo della macchina da presa, che diventa occhio e anima dei personaggi, come un'aurea che segue senza trattenere, lascia e prende le storie facendocele ascoltare, impotenti seguiamo lo svolgimento della strage senza poter salvare nessuno, proprio come capita al primo protagonista del film, che osserva tutto dal fuori. La Columbine diventa suo malgrado un Overlook Hotel.
- negative [30]
- sufficienti [18]
- positive [103]
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2011-09-23 19:40:59 Opinione di Viola96 su "Elephant"
In tanti hanno provato,sempre,a descrivere il dolore.Sia nel cinema,sia nella letteratura,sia nell'arte,sia nella musica.Ma pochi hanno cercato di descrivere il disagio.Van Sant,regista indipendentemente puro nel suo gioco di sguardi,riflette sul linguaggio della modernità sotto forma di follia."Elephant" non è la cronaca di un avvenimento,la strage nella Columbine High Scholl,ma è la cronaca di un mondo estraneo al mondo reale,in cui la costruzione degli eventi avviene sotto forma di...
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2011-07-20 16:08:33 Opinione di PompiereFI su "Elephant"
I genitori non hanno più il controllo. Sbandano anche quando la strada è diritta. Vuoti e sfocati, come i corridoi scolastici percorsi dalla loro prole. L’assenza è così palese che sono loro ad essere al servizio dei figli, quei discendenti altrettanto disorientati, costretti ad amministrare le “virtù” loro malgrado. Questi ragazzi tirano su col naso e camminano solitari con in mano fucili e bombe. Come siamo arrivati a tutto questo?...
voto al film: 
2011-02-01 17:09:08 Opinione di maghella su "Elephant"
La prima inquadratura è un cielo azzurro, con il passaggio di alcune nuvole.... Una macchina guida in maniera discontinua, al volante c'è un uomo ubriaco, il figlio seduto accanto lo fa scendere e prende il suo posto alla guida...arriva fino a scuola ed entra in quella che sarà l'ultima mattinata di normale studio per la Columbine School. Il film di Gus Van Sant sembra un film di spettri a dire il vero, spettri di ragazzi morti durante la...
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2011-01-12 12:24:23 Opinione di cheftony su "Elephant"
Un ragazzo arriva in ritardo a scuola a causa del padre ubriaco di prima mattina e si ritrova nei guai col preside. Un ragazzo, sempre sorridente e appassionato di fotografia, gira per il liceo scattando foto ai compagni e sviluppandole. Una ragazza, bruttina sodo, sola ed insicura, si vergogna a fare ginnastica con gli shorts come le compagne e viene rimbeccata dall'insegnante. Un ragazzo, giovane promessa del football, è impegnato con una compagna di scuola ma è "desiderato"...
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2010-10-29 23:06:32 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Elephant"
Gus Van Sant racconta la strage avvenuta a Columbine nel 1999 nell'unico modo nel quale poteva/doveva essere raccontata. Prima cerca di dare una spiegazione all'orrore mostrando i maltrattamenti che i 2 ragazzi subiscono da parte di alcuni compagni, intanto segue in presa diretta (e in tempo reale!) le vicende di tutti i protagonisti. Bravi e cattivi. Poi nell'assoluta banalità di un America dove le armi (vere!) si ricevono per posta come fossero oggetti qualunque si consuma la...
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2010-01-01 18:31:40 Opinione di mm40 su "Elephant"
Anticronaca di una tragedia. Con uno stile asciuttissimo ed iperrealista, Van Sant entra nel liceo (ispirato a quello di Columbine, dove realmente ci fu una strage simile nel '99) e non ci racconta nulla: assiste semplicemente con noi ad un massacro esattamente come passa per puro caso con la sua macchina da presa accanto ai vari ragazzini che discutono delle loro piccole e grandi occupazioni quotidiane. E' qui che sta la grandezza (la casualità calcolata, la freddezza che si traduce...
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2009-09-10 00:44:50 Opinione di sbrillo su "Elephant"
Regia molto lucida di fronte ad un fatto di cronaca che tempo fa sconvolse l'America. Van Sant non giustifica e non condanna ma osserva e registra tutte le azioni degli studenti con il medesimo sguardo distaccato, dal fare una fotografia al compiere una strage. Quasi a volerci suggerire che l'orrore fa indiscutibilmente parte della natura umana. Un grande esempio di moralità. Grandi virtuosismi tecnici, ma per una volta funzionali a ciò che si mostra. Meritata...
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2009-08-26 20:01:02 Opinione di rebis su "Elephant"
Paralisi temporale che monta la tensione narrativa per accumulo ipertrofico – potenzialmente infinito – di brevi circuiti narrativi, precipita ineluttabilmente i personaggi coinvolti alle soglie di una violenza che si sprigiona con banale e terrifica lucidità. La dilatazione del tempo insignificante che precede il dispiegarsi insolubile dell’orrore – attraverso l’addizione di pedinamenti, dettagli, relazioni - catapulta lo spettatore in una spaesante...
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2009-04-04 19:17:10 Opinione di mahleriano su "Elephant"
Premetto che da sempre non amo i film in cui si presenti la violenza in modo crudo, come accade in questo, ma non posso negare che qui ci sia un'originalità degna di nota. Il fatto che quella folle strage sia avvenuta credo meriti almeno un tentativo di risposta. E questo film a mio parere ne dà più di una. Parla innanzitutto di omologazione e discriminazione. Cose forse già viste da sempre. Ma non certo colpa del regista. È il mondo che è fatto così. I ragazzi che in circolo...
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