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Elephant (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Elephant: assente
Ritmo ritmo in Elephant: minimo
Impegno impegno in Elephant: forte
Tensione tensione in Elephant: forte
Erotismo erotismo in Elephant: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Elephant

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Elephant (voti: 227 media: 3,69) 227

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La trama

Un giorno di ordinaria follia in una qualunque high school americana.

Nella tranquilla Portland la vita scorre monotona. In un giorno uguale a qualsiasi altro, nel locale liceo gli allievi si dedicano alle solite attività, ma la tragedia incombe...  

Van Sant gira con i veri studenti, facendo coincidere la cronologia delle riprese e il tempo del film, e modificando progressivamente il copione. La vita quotidiana, i dialoghi banali, la routine: per la prima ora non accade nulla, la stessa mattinata è raccontata da differenti punti di vista e con lunghi piani-sequenza. Poi, l'esplosione di follia. Ma talmente coerente col mondo mostrato, che a quel punto i ragazzi stragisti potrebbero essere quasi tutti: l'occhialuta bibliotecaria, quello col padre alcolista, le tre ochette amorali, il pianista incuriosito dai nazi. Non si fraintenda: Van Sant non è un nichilista, amerebbe i suoi protagonisti col trasporto di un Pasolini, e perciò ne vede doppiamente l'orrore. Il suo sguardo gelido è la cosa più dolorosa e appassionante di un film che rifiuta ogni spiegazione socio-psicologica (tranne un paio di accenni all'habitat e all'omosessualità repressa, che sono infatti le uniche piccole "stecche"), perché sa che ciò che il cinema deve e può dare è la visione di un mondo, è far sentire il gelo fino all'insopportabile, restituirci i tempi, i ritmi, i segni. Mostrarci l'elefante che sta sotto gli occhi di tutti e che nessuno vuol vedere (è questo il senso del titolo), senza per forza dirci: ecco l'elefante. Giustamente premiato a Cannes (miglior film e miglior regia: quest'ultima sul filo del virtuosismo, ma mai gratuita), _Elephant_ ha la giusta distanza dalle cose e ridà un senso al concetto di cinema americano indipendente. Non a caso, è stato realizzato fuori da ogni major, per la Tv via cavo.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emiliano Morreale - FilmTV n. 41/2003

Gus Van Sant racconta un giorno di ordinaria follia in una High School americana. Un bell’esempio di cinema indipendente, di agghiacciante lucidità

Di nuovo Columbine. E non solo. Gus van Sant, indipendente vezzeggiato dalle majors e tentato dal successo, racconta un giorno di ordinaria follia in una high school dell’Oregon, cerca un approccio giusto all’inspiegabile e ritrova necessità e purezza. Gira con i veri studenti, facendo coincidere la cronologia delle riprese e il tempo del film, modificando il copione. La vita quotidiana dei ragazzi, i dialoghi banali, la routine: per la prima ora di film non accade nulla, la stessa mattinata è raccontata da differenti punti di vista, con lunghi piani-sequenza che trasformano la scuola in un Overlook Hotel o in una alienata playstation. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di maghella scritta il 01/02/2011 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto ottimo

La prima inquadratura è un cielo azzurro, con il passaggio di alcune nuvole....
 
Una macchina guida in maniera discontinua, al volante c'è un uomo ubriaco, il figlio seduto accanto lo fa scendere e prende il suo posto alla guida...arriva fino a scuola ed entra in quella che sarà l'ultima mattinata di normale studio per la Columbine  School.
 
Il film di Gus Van Sant sembra un film di spettri a dire il vero, spettri di ragazzi morti durante la carneficina fatta da due ragazzi come loro, che continuano a rivivere all'infinito quella mattina.
 
La macchina da presa li segue, intrecciando i vari momenti che precedono quello fatidico della follia. Ragazzi normali, adolescenti che fanno una vita da adolescenti, con problemi e chiacchiere tipiche della loro età...Perciò sorrido ascoltando le tre amiche che parlano di ragazzi e compere, ma rabbrividisco quando le vedo andare in bagno a vomitare di nascosto il loro pasto frugale. Mi intenerisco seguendo la ragazzina sfigata, che non ha il coraggio di mettersi in pantaloncini corti per fare ginnastica, e che corre per non fare tardi al suo impegno in biblioteca ( e con la sua morte).
 
E così continuiamo a seguire tutti questi ragazzi nei loro cammini lungo i lunghi corridoi della scuola che si riempiono e si svuotano, saluti, voci, battute....i ragazzi si incontrano ma pare che non si vedano, proprio come spettri che rivivono all'infinito e inconsapevolmente il loro ultimo giorno di vita.
 
I due adolescenti che compiono la strage sono anche loro anonimi come gli altri, ma offesi e umiliati dalla crudeltà tipica di quell'età. Hanno subito scherzi e offese, e non si sentono inseriti nel contesto scolastico che odiano. Studiano il piano in maniera militare, ordinano per posta armi modernissime tramite internet, e tra un gioco elettronico e una suonata al pianoforte nella loro stanzetta bunker arrivano al giorno fatidico. “Oggi si muore” dirà uno all'altro sotto la doccia, scambiandosi il loro primo bacio...
 
Il cielo azzurro iniziale ora si annuvola di nubi cariche di pioggia, il temporale si avvicina e si odono i primi rombi di tuono...comincia la pioggia.
 
Vestiti da combattimento e armati fino ai denti i due entrano a scuola e compiono il massacro...Sparano a casaccio contro chiunque incontrino,si divertono al tiro al segno con i loro compagni, fanno scoppiare bombe nelle aule, non mostrando alcun segno di cedimento o di emozione.
 
La scuola si svuota, lasciando a terra i corpi di ragazzi e professori, sono tantissimi, tutti colti nei loro momenti di quotidianità, come in una Pompei moderna il tempo si è fermato, ci sono libri aperti sui banchi, i resti del pranzo sui tavoli della mensa, un cuoco per terra con ancora il vassoio tra le mani....Uno degli assassini si è fermato, seduto ad un tavolo beve da un bicchiere a caso...Uccide a bruciapelo il compagno che lo raggiunge, ha il sentore che ancora qualcuno si sta nascondendo....Scova la coppia degli innamorati tanto perfetti ed invidiati da tutti, che si abbracciano nella cella frigorifera....Una conta spietata...”Amba rabà ciccì cocò tre civette sul comò....”
 
L' ultimo quarto d'ora l'ho visto praticamente in apnea...Bellissimo e coinvolgente, sapiente utilizzo della macchina da presa, che diventa occhio e anima dei personaggi, come un'aurea che segue senza trattenere, lascia e prende le storie facendocele ascoltare, impotenti seguiamo lo svolgimento della strage senza poter salvare nessuno, proprio come capita al primo protagonista del film, che osserva tutto dal fuori. La Columbine diventa suo malgrado un Overlook Hotel.
 
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SI

Opinioni su Elephant


25 maggio 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Elephant"
Snaporaz68

Il film trae spunto da un fatto di cronaca, il massacro di studenti e professori compiuto da due studenti in un liceo di Portland nell’Oregon nel 1999. Gus Van Sant sceglie la strada del minimalismo e della sperimentazione (un po’ ricorda il più provocatorio Haneke di Niente da Nascondere 2005) e destruttura la narrazione seguendo i vari ragazzi e ragazze nei lunghi corridoi della scuola e incrociando i diversi piani temporali e i punti di vista. I lunghi piano sequenza che seguono le...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto buono a Elephant (2003)

nessun commento
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25 maggio 2012 Opinione di AftertheFall su "Elephant"
AftertheFall

In alcuni momenti si perde quasi la sicurezza che quello che si sta guardando sia qualcosa di questo mondo: una fotografia talmente nitida da essere straniante; suoni che paiono arrivare da un film di fantascienza; o una sagoma indefinita sullo sfondo, fanno credere che da un momento all'altro, dal cielo nuvoloso, possa arrivare una navicella aliena per riportarsi a casa questi due ragazzi, fornendo così, perlomeno, una spiegazione più logica e accettabile a ciò si sta vednedo. Ma invece...

voto al film: AftertheFall assegna il voto mediocre a Elephant (2003)



23 settembre 2011 Opinione di Viola96 su "Elephant"
Viola96

In tanti hanno provato,sempre,a descrivere il dolore.Sia nel cinema,sia nella letteratura,sia nell'arte,sia nella musica.Ma pochi hanno cercato di descrivere il disagio.Van Sant,regista indipendentemente puro nel suo gioco di sguardi,riflette sul linguaggio della modernità sotto forma di follia."Elephant" non è la cronaca di un avvenimento,la strage nella Columbine High Scholl,ma è la cronaca di un mondo estraneo al mondo reale,in cui la costruzione degli eventi avviene sotto forma di...

voto al film: Viola96 assegna il voto ottimo a Elephant (2003)

5 commenti
[utile per 16 utenti]

20 luglio 2011 Opinione di PompiereFI su "Elephant"
PompiereFI

I genitori non hanno più il controllo. Sbandano anche quando la strada è diritta. Vuoti e sfocati, come i corridoi scolastici percorsi dalla loro prole. L’assenza è così palese che sono loro ad essere al servizio dei figli, quei discendenti altrettanto disorientati, costretti ad amministrare le “virtù” loro malgrado. Questi ragazzi tirano su col naso e camminano solitari con in mano fucili e bombe. Come siamo arrivati a tutto questo?...

voto al film: PompiereFI assegna il voto ottimo a Elephant (2003)

10 commenti
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1 febbraio 2011 Opinione di maghella su "Elephant"
maghella

La prima inquadratura è un cielo azzurro, con il passaggio di alcune nuvole....   Una macchina guida in maniera discontinua, al volante c'è un uomo ubriaco, il figlio seduto accanto lo fa scendere e prende il suo posto alla guida...arriva fino a scuola ed entra in quella che sarà l'ultima mattinata di normale studio per la Columbine  School.   Il film di Gus Van Sant sembra un film di spettri a dire il vero, spettri di ragazzi morti durante la...

voto al film: maghella assegna il voto ottimo a Elephant (2003)

13 commenti
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12 gennaio 2011 Opinione di cheftony su "Elephant"
cheftony

Un ragazzo arriva in ritardo a scuola a causa del padre ubriaco di prima mattina e si ritrova nei guai col preside. Un ragazzo, sempre sorridente e appassionato di fotografia, gira per il liceo scattando foto ai compagni e sviluppandole. Una ragazza, bruttina sodo, sola ed insicura, si vergogna a fare ginnastica con gli shorts come le compagne e viene rimbeccata dall'insegnante. Un ragazzo, giovane promessa del football, è impegnato con una compagna di scuola ma è "desiderato"...

voto al film: cheftony assegna il voto buono a Elephant (2003)

2 commenti
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29 ottobre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Elephant"
LIBERTADIPAROLA75

Gus Van Sant racconta la strage avvenuta a Columbine nel 1999 nell'unico modo nel quale poteva/doveva essere raccontata. Prima cerca di dare una spiegazione all'orrore mostrando i maltrattamenti che i 2 ragazzi subiscono da parte di alcuni compagni, intanto segue in presa diretta (e in tempo reale!) le vicende di tutti i protagonisti. Bravi e cattivi. Poi nell'assoluta banalità di un America dove le armi (vere!) si ricevono per posta come fossero oggetti qualunque si consuma la...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto ottimo a Elephant (2003)

7 commenti
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1 gennaio 2010 Opinione di mm40 su "Elephant"
mm40

Anticronaca di una tragedia. Con uno stile asciuttissimo ed iperrealista, Van Sant entra nel liceo (ispirato a quello di Columbine, dove realmente ci fu una strage simile nel '99) e non ci racconta nulla: assiste semplicemente con noi ad un massacro esattamente come passa per puro caso con la sua macchina da presa accanto ai vari ragazzini che discutono delle loro piccole e grandi occupazioni quotidiane. E' qui che sta la grandezza (la casualità calcolata, la freddezza che si traduce...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Elephant (2003)

nessun commento
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10 settembre 2009 Opinione di sbrillo su "Elephant"
sbrillo

Regia molto lucida di fronte ad un fatto di cronaca che tempo fa sconvolse l'America. Van Sant non giustifica e non condanna ma osserva e registra tutte le azioni degli studenti con il medesimo sguardo distaccato, dal fare una fotografia al compiere una strage. Quasi a volerci suggerire che l'orrore fa indiscutibilmente parte della natura umana. Un grande esempio di moralità. Grandi virtuosismi tecnici, ma per una volta funzionali a ciò che si mostra. Meritata...

voto al film: sbrillo assegna il voto buono a Elephant (2003)


26 agosto 2009 Opinione di rebis su "Elephant"
rebis

Paralisi temporale che monta la tensione narrativa per accumulo ipertrofico – potenzialmente infinito – di brevi circuiti narrativi, precipita ineluttabilmente i personaggi coinvolti alle soglie di una violenza che si sprigiona con banale e terrifica lucidità. La dilatazione del tempo insignificante che precede il dispiegarsi insolubile dell’orrore – attraverso l’addizione di pedinamenti, dettagli, relazioni - catapulta lo spettatore in una spaesante...

voto al film: rebis assegna il voto ottimo a Elephant (2003)




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