Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

La repubblica di San Gennaro - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Emiliano Morreale

Classica occasione persa, colpevoli i frizzi e i lazzi di una sceneggiatura che non va mai oltre la superficie

Siamo nel 2013 e l’Italia è divisa in due. Nella repubblica del Nord, i meridionali vengono deportati o rinchiusi in appositi ghetti con tanto di cavalli di frisia ad alto voltaggio. A Milano, il povero Strummolo (Imparato) le tenta tutte per diventare cittadino del Nord: millanta origini tedesche e si fa chiamare Strumm, va in giro con una parrucca bionda, parla con un improbabile accento meneghino. I vicini lo trattano come un collaborazionista, i parenti lo compatiscono, le autorità lo perseguitano. Il film è tratto da una commedia del protagonista Imparato intitolata Casa di frontiera. Ma Imparato, che è attore teatrale di chiara fama, come drammaturgo è superficiale, e la sua mimica e i suoi occhi strabuzzati al cinema riescono insopportabili. Il resto (dalla fotografia al sonoro) è al di sotto dei livelli di decenza professionale. Supertrash Vincenzo Peluso e Lucrezia Lante della Rovere in versione sadonazi che ballano il tango. Tutto si basa su macchiette, luoghi comuni e porte in faccia. Certo, una commedia feroce sulla Lega sarebbe una grande idea (Massimo Boldi che interpreta la vita di Umberto Bossi, suggeriva Fofi da queste pagine); ma i nostri sceneggiatori “seri” hanno ben altro per la testa.


Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?