Opinione di tafo su Ecce Bombo
Con Nanni Moretti, Luisa Rossi, Glauco Mauri, Fabio Traversa, Lina Sastri
- negative [7]
- sufficienti [6]
- positive [33]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Il più importante ritratto dei giovani del cinema italiano?
Se ne può discutere anche se a mio avviso è difficile trovare un film personale e generazionale, privato e universale, familiare e sociale, ironico e cinico, fatto di gag verbali e montaggio spezzettato migliore di questo.
I rapporti familiari esplodono, si capovolgono e si confondono, il figlio picchia il padre, il fratello fà il padre con la sorella e la mamma non capisce nulla. Dopo il 68, la famiglia ha perso autorità è appare inutile e superato anche il film di Bellocchio, rendendo nei fatti superflua e inutile la violenza estrema dei Pugni in Tasca. Il bamboccione Moretti non ha necessità di uccidere i genitori perchè lo devono mantenere e sentirsi in colpa per questo, senza potere sapere nulla di quello che i figli fanno. I rapporti con gli amici sono pieni di una ricerca di un qualcosa che riempia il tempo, colmi la loro inadeguatezza. La noia è un abitudine, le libertà di quegli anni appaiono troppo pesanti come i discorsi in una comune, comunque osservati e guardati dalla parte sbagliata, come un alba attesa da ovest.
Il solito scherzo telefonico ne svela l'infantilismo latente ricercato dal nostro come antidoto allo stereotipo giovanile. I giovani infatti non possono essere annoiati, fiacchi e infantili, ma devono per definizione essere vitali, risoluti e affamati di vita sempre pronti a trasgredire a essere un pò rivoluzionari per forza. I rapporti con le donne sono instabili e immaturi, dove la libertà sessuale diventa inacpacità di relazionarsi seriamente e concretamente all'altro sesso e viene fuori la solita ossessione sessuale unita all'ebbrezza di soffiare la moglie ad un amico, come se si dovesse disturbare l'anormale normalità di quel rapporto. I vitelloni di Moretti possono scegliere se andare a confortare un amica che sta male ma alla fine si disperdono nei frammenti finali in attività frivole e rumorose, Felliniane nella forma, ma che anticipano nella sostanza il vuoto esistenziale delle generazioni successive. La cosa giusta da fare è andare a trovare quella amica e stare in silenzio se non si hanno cose importanti da dire.
Un film-limite dopo il quale al cinema sarebbero apparsi sempre più ggiovani volgari e rumorosi senza l'ironia e la critica sociale del nostro, dove i limiti generazionali erano visti come difetti, dopo diventeranno tragicamente dei pregi da esaltare e che non ci meritavamo. Nemmeno Moretti probabilmente pensava di dover rivalutare il cinema dei Manfredi e dei Sordi rispetto ai bamboccioni mocciosi e brizzolati di oggi.
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