Echi da un regno oscuro (1990)
Con Michael Goldsmith, François Gibault, Augustine Assemat
La trama
Michael Goldsmith, inviato nella Repubblica Centrafricana, viene sospettato di spionaggio. Dal sospetto si passa alla reclusione, quindi ai maltrattamenti. Michael esce di galera leccandosi le ferite e pensando che quello è il regime di Bokassa. Questo film è la storia di Jean Bedel Bokassa, dittatore delirante e forse anche cannibale, vista attraverso la vicenda esemplare di un giornalista, partito per fare il suo mestiere è finito dritto dritto in un incubo. Werner Herzog è sempre alla ricerca del lato oscuro del mondo, dei punti di ebollizione del pianeta, dei cuori di tenebra dell'umanità. Ormai soltanto lui riesce a fare film del genere.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 13/11/2011 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
13 novembre 2011 Opinione di sasso67 su "Echi da un regno oscuro"
Esempio quasi perfetto di cosa significhi fare un documentario cinematografico interessante sia dal punto di vista storico (o cronachistico, visto che nel 1990 Bokassa era ancora in vita) che da quello spettacolare. Certo, il soggetto aiuta sicuramente l'opera del regista, che torna nella Repubblica Centrafricana in compagnia di un giornalista, l'inglese Michael Goldsmith (1921-1990), che proprio da Bokassa era stato incarcerato, sulla base di indizi davvero risibili, come spia sudafricana....
voto al film: 
5 giugno 2011 Opinione di mm40 su "Echi da un regno oscuro"
Come aveva già ampiamente dimostrato in passato, l'Herzog documentarista non si tira indietro di fronte a nulla, quando si tratta di testimoniare i lati sconvolgenti, le esasperazioni dell'umanità (Ultime parole, La grande estasi), anche in situazioni di estremo pericolo (La soufrière) e soffermandosi in particolare su una questione: cos'è la pazzia? Qui, ci spiega nell'incipit il regista stesso, riceve dal giornalista Michael Goldsmith la proposta di...
voto al film: 
16 gennaio 2011 Opinione di clario su "Echi da un regno oscuro"
c'è un qualcosa di estremamente umano nel mitizzare un pagliaccio. non è raro, ancora oggi, che "salga" al potere un individuo irrazionale e risibile. e non è raro che l'intera popolazione di una nazione, se non tutto il mondo debba fare i conti, più o meno direttamente, con le conseguenze portate dalle folli e arbitrarie ("non c'è nulla di più arbitrario del potere" cit. Pasolini) decisioni di un mitomane. la storia non ha insegnato, non insegna e,...
voto al film: 
6 aprile 2009 Opinione di carlos brigante su "Echi da un regno oscuro"
"Echi da un regno oscuro" è un dei titoli più belli della storia del Cinema. Gli echi sono suoni di rimbalzo proprio come le voci (spesso) indirette che si susseguono in questo docu-fiction generato dalla mente geniale di Werner Herzog. Herzog, colui che cerca di filmare l'invisibile, l'infilmabile; colui che esplora i confini della Civiltà e della Natura; colui che anche quando narra il narrabile, il Reale, forgia un qualcosa che acquista una forma quasi metafisica; una...
voto al film: 
2 febbraio 2009 Opinione di kotrab su "Echi da un regno oscuro"
Herzog ha la capacità incredibile di far sembrare inventato e irreale qualunque fatto reale prenda in esame, riesce a fare quasi una nuova fantascienza, tutta immersa nella mente umana, nella parte più nascosta, o nella parte più evidente che però si autooblia. Eppure è tutto sempre attuale, purtroppo. 7 1/2
voto al film: 
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:





















