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Opinione di luisasalvi su Edward mani di forbice





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25/10/2009 voto al film: voto buono

Sul film

A lungo avevo  evitato di vederlo, nonostante la simpatia per altri film di Burton; non mi piaceva l'idea mostruosa e insensata delle forbici al posto delle mani, premessa assurda per un racconto grottesco e raccapricciante. L'assurdità di partenza è attenuata (limitata a quella usuale per film fantastici) perché, se ho capito bene, l'inventore geniale (Price) non ha costruito un uomo senza fare in tempo a fargli "le mani, che sostituisce con due paia di forbici", bensì aveva costruito una macchina per sagomare le siepi e/o affettare verdure, poi l'ha trasformata in essere umano ma è morto di infarto proprio mentre gli stava provando le mani da applicargli al posto delle forbici. Ma soprattutto, e qui sta la sfida e la bravura di Burton, ottimamente coadiuvato da Depp, nonostante la premessa difficile il film non è affatto raccapricciante né grottesco, bensì riesce ad essere, di volta in volta, comico o drammatico e soprattutto tenero; Edward è un ragazzo dal cuore d'oro, timido e attento, imbranato solo perché inesperto del mondo, oltre che ovviamente per il suo limite che però può essere anche uno strumento di successo. Come per ogni artista. Non c'è affatto "odio dei vicini per la sua diversità" che dicono i nostri critici; la donne del quartiere sono derise, ma per la loro curiosità pettegola rivolta alla mamma adottiva  che ha trovato e accolto Edward, poi per l'entusiasmo per la novità, che tutte vogliono vedere e usare. Come per ogni artista; "diverso", sì, ma in quanto artista o spacciabile per tale, non per il semplice fatto di essere diverso. L'indicazione di artista è ripetuta e il paragone con il regista è implicito (forse con allusioni ai suoi rapporti con la Disney). La caduta dal successo al disprezzo è dovuta semmai al fatto che Edward si innamori e per amore faccia e taccia ciò che non avrebbe dovuto fare ma avrebbe dovuto dire; anche la cattiveria del rivale in amore nasce appunto da rivalità in amore oltre che da pessima educazione sociale attribuibile, a piacere del pubblico, o alle ricchezze del padre o alla sua severità: così Burton soddisfa tutti senza entrare nel merito del problema educativo; quello che Burton ci tiene sempre a mostrare è che comunque la massa è sempre pecora, quando ti osanna e quando ti disprezza. E forse anche che l'amore è cieco, se Edward ha potuto innamorarsi di quella ragazzina scemotta che fila con quel bulletto prepotente, o lei, se scemotta non è, ha potuto innamorarsi di quello; ma Edward non ha mai visto donna; la prima che incontra, Peggy, gli fa da mamma, ma della successiva, Kim, non può che innamorarsi, per quanto essa sia scemotta e forse mal recitata da Winona Ryder, che aveva già recitato una diversa ragazzina in Bettlejuice, e forse in entrambi con apparenze incoerenti imposte dal regista e funzionali ai due film; e poiché amore a nullo amato amar perdona lei viene nobilitata dall'amore di lui, che prima non aveva  neppure riconosciuto, e finalmente lo ricambia. Tipica  storia d'amore. Ma raccontata da Burton.


SI

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