Spasimo (1944)
Con Stig Järrel, Alf Kjellin, Mai Zetterling, Olof Winnerstrand, Gösta Cederlund
La trama
Un professore di latino, soprannominato Caligola, terrorizza i suoi allievi con la sua severità patologica. In particolare le sue crudeli attenzioni si concentrano su Bertha una studentessa che non regge allo stress e muore stroncata da un attacco di cuore. Jan-Erik Widgren, fidanzato della ragazza, nel cercare di fare giustizia, viene espulso dalla scuola.
Scritto da un giovane Ingmar Bergman e girato dal regista teatrale Sjöberg, un fosco e ossessivo dramma psicologico. Ricordi espressionisti e nessuna concessione alla speranza, in un film che, nel rapporto tra vittime e aguzzini si fa specchio delle paure di un'Europa non ancora uscita dall'incubo nazista. Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 16/02/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
"Sono stanco morto! Sarebbe bello avere un letto come quello nel film. E una bella ragazza...".
"Tu credi?".
"Puoi scommetterci! Una tavola imbandita con cibo e vino, quel letto e una ragazza: non mi alzerei per due settimane, mangerei, dormirei e me la spasserei con la mia ragazza".
"Sei un vero materialista. Io la vedo un po' diversa: scriverò e suonerò il violino tutto il tempo, una volta fuori da questo posto orrendo. Quanto alle donne e a tutto il resto, me ne basterà una: una donna da amare".
"E ora non ne hai una? Che ne dici di Lena?".
"Non sono innamorato di lei".
"Innamorato? Sei pazzo! Non mi dirai che ne vuoi una pura e innocente?".
"Invece sì!".
"Ma non esistono".
"Davvero?".
"Tutte le donne sono sgualdrine. E, se non lo sono, vorrebbero esserlo: lo dicevano Nietzsche e Strindberg...".
Rincasando dopo la serata col suo amico, Jan incontra lungo il tragitto una ragazza, Bertha Olsson (Mai Zetterling), completamente ubriaca: la riaccompagna a casa ed ascolta il suo sfogo, in lacrime, per la paura di un uomo che, gli confessa, prima o poi "la porterà alla morte". Bertha lo prega di rimanere insieme a lei per la notte e Jan accetta, definitivamente sedotto dal suo fascino e dalla sua bellezza. Iniziano a frequentarsi e si innamorano, anche se entrambi sono costretti a vivere nell'angoscia i loro primi giorni insieme: Jan, infatti, che trascura gli studi, è continuamente vessato dal suo professore di latino, Caligola (Stig Järrel), mentre Bertha è sempre più terrorizzata dal misterioso uomo che la perseguita e che, in una sequenza meravigliosamente hitchcockiana (ed evidente omaggio al Murnau di Nosferatu), anticipato dalla sua ombra inquietante sul muro mentre Bertha e Jan si baciano sulle scale del pianerottolo, si introduce nell'appartamento di Bertha e rivela finalmente (allo spettatore) il suo volto: che è quello di Caligola. Quando Jan, dopo una delle prove scritte dell'esame di fine anno, si precipita a casa di Bertha, che trova nuovamente ubriaca e devastata da una notte di soprusi e violenze, esplode il dramma: Jan è furioso, si sente tradito perchè crede che la ragazza abbia, in realtà, un amante e, quando finalmente Bertha si convince a rivelargli ogni dettaglio della squallida vicenda in cui è imprigionata, finiscono per litigare:
"Mi ucciderà. ESPANDI +
16 febbraio 2011 Opinione di FABIO1971 su "Spasimo"
Jan-Erik Widgren (Alf Kjellin) è al quarto anno della scuola superiore: a poche settimane dall'esame di ammissione, però, a causa della severità del suo professore di latino (terrore di tutti gli studenti, che lo hanno soprannominato Caligola per i suoi sadici metodi di insegnamento, e disprezzato dallo stesso preside) e di qualche sua indubbia lacuna nella materia, rischia di veder compromessa l'intera annata scolastica. Insieme all'amico Sandman (Stig Olin), cinico e...
voto al film: 
11 febbraio 2010 Opinione di Aquilant su "Spasimo"
In un certo senso “Spasimo” rappresenta il battesimo del fuoco per Bergman, vale a dire il suo sospirato esordio come regista. Essendogli stata rivolta l’obiezione di un finale oscuro ed irrisolto, l’allora giovane sceneggiatore decise di aggiungere un paio di scene ulteriori tra cui l’ultima in esterni in cui vediamo il giovane Kjellin, protagonista della vicenda, camminare nelle prime luci dell’alba in direzione di un futuro forse un po’ meno...
voto al film: 
18 dicembre 2009 Opinione di fornarolo su "Spasimo"
Grande teatro se vogliamo, ma eccessi di moralismo e pessimismo che ci costringono ad apprezzare il nostro immorale mondo cattolico.
voto al film: 
11 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Spasimo"
Amore e solitudine, vita e morte, gioventù e vecchiaia, colpa ed innocenza: tutti estremi che questa splendida sceneggiatura di Bergman viene a toccare con garbo ed intelligenza, generando una situazione dove l'inquietudine è sovrana assoluta. Magnifico il finale, con il preside che, conscio di avere sbagliato, ma di non poter uscire dal suo ruolo istituzionale di punitore, testimonia la sua comprensione al protagonista: come un padre severo e forse anche vigliacco, ma onesto (fattore...
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