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Verso la città (1950)

[Till glädje, Svezia 1950, Drammatico, durata 98', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Maj-Britt Nilsson, Stig Olin, Birger Malmsten, John Ekman



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Verso la città: assente
Ritmo ritmo in Verso la città: assente
Impegno impegno in Verso la città: assente
Tensione tensione in Verso la città: assente
Erotismo erotismo in Verso la città: assente

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L'opinione più recente

Di mm40 scritta il 21/04/2009

Voto al film: voto sufficiente

Effettivamente 'Alla gioia' (come L'inno di Beethoven) rende meglio l'idea di 'Verso la città', francamente pure un po' insignificante, se non contraddittorio (quando la coppia si muove dalla campagna verso la città succede l'esatto contrario della gioia: litiga e si separa). Un impianto solidissimo regge questo dramma decisamente bergmaniano, fatto di passione, sofferenza, morte, incomprensione e, incredibile incredibile, un enorme spiraglio che nel finale apre alla gioia sconfinata, quella che va al di là del bene e del male, dei fatti concreti, delle sensazioni momentanee. E' la gioia della musica, suono paragonato alle immagini di una vita felice, con una donna amata e due figli meravigliosi. Stig Ericsson è un uomo felice, semplicemente non vuole accettarlo. Il direttore d'orchestra ha un ruolo essenzialmente paterno, di severo educatore (altro punto fermo del regista svedese) che riconosce il giusto, ma non perdona il minimo errore; è inoltre un'opera virata con forza al maschile, non solo per la misogina figura del direttore, ma anche per l'evidente ruolo di primo piano di Stig rispetto a Marta, sebbene le vicende narrate riguardino entrambi dall'inizio alla fine del film. E' uno dei primi lavori di Bergman, ma già solidissimo ed efficace a livello di espressione.
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SI

Opinioni su Verso la città


21 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Verso la città"
mm40

Effettivamente 'Alla gioia' (come L'inno di Beethoven) rende meglio l'idea di 'Verso la città', francamente pure un po' insignificante, se non contraddittorio (quando la coppia si muove dalla campagna verso la città succede l'esatto contrario della gioia: litiga e si separa). Un impianto solidissimo regge questo dramma decisamente bergmaniano, fatto di passione, sofferenza, morte, incomprensione e, incredibile incredibile, un enorme spiraglio che nel finale apre alla gioia sconfinata,...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Verso la città (1950)


18 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Verso la città"
steno79

L'ho visto una volta su raisat cinemaworld : tra le opere giovanili di Bergman è forse una delle più interessanti, ma non regge il confronto con i film della maturità artistica del regista. Narrato in flashback e illuminato dalla presenza di Maj Britt Nilsson, una delle prime muse del regista, presente anche in Un'estate d'amore. Visione già molto cupa dell'infelicità coniugale, come verrà sviluppata e ampliata in molte opere successive. Bello il finale col sottofondo dell'Inno alla...

voto al film: steno79 assegna il voto sufficiente a Verso la città (1950)



30 maggio 2008 Opinione di bertoconsalvi su "Verso la città"
bertoconsalvi

ma che titolo gli avete messo???? "Till gladje" si traduce "Alla gioia"!!!

voto al film: bertoconsalvi assegna il voto nd a Verso la città (1950)



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