Opinione di mm40 su Una lezione d'amore
Con Eva Dahlbeck, Gunnar Björnstrand, Yvonne Lombard, Harriet Andersson
- sufficienti [2]
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Sul film
Il registro della commedia è certamente quello che meno si addice a un autore complesso, psicanalitico, stratificato nella costruzione di personaggi e situazioni come è Ingmar Bergman: e infatti di pellicole in tale chiave, il Maestro svedese ne ha lasciate poche. Fra queste, Una lezione d'amore è senz'altro una delle maggiormente riuscite, sebbene sia necessario constatare come Bergman permanga introspettivo, chirurgico, curioso indagatore del malessere umano anche in un film dai toni lievi (ma mai del tutto scanzonati) come questo: è emblematico in tal senso il personaggio della figlia, che osserva sgomenta la relazione in crisi dei genitori e si domanda angosciata quale sia il senso della vita se l'amore, a quanto pare, non esiste. Invece, ci dice la sceneggiatura firmata dallo stesso regista, esiste eccome: e la gelosia ne è solo una minima componente, una sorta di fiammella sempre accesa che può rinvigorire da un momento all'altro, senza dare preavviso, la luce che illumina il rapporto. Bergman va sul sicuro nella scelta dei due protagonisti centrali di questo lavoro: Eva Dahlbeck era già nel precedente Donne in attesa (1953) e tornerà spesso a lavorare con il regista negli anni immediatamente successivi; Gunnar Bjornstrand è invece notoriamente uno degli attori-feticcio di Bergman, proveniva anch'egli da Donne in attesa e anche da Una vampata d'amore (1953), ma le sue interpretazioni più memorabili devono ancora venire, in primis quella del pastore Tomas di Luci d'inverno (1963). In una particina c'è anche Harriet Andersson, che in quel periodo ebbe una relazione con il regista; montaggio di Oscar Rosander, già collaboratore di Bergman in una manciata di precedenti pellicole, e fotografia - per la prima e ultima volta, sebbene il risultato non lasci affatto a desiderare - di Martin Bodin. Una lezione d'amore è, paradossalmente, la conferma della statura di Bergman quale autore drammatico: legato alla tradizione scandinava, non perde l'occasione neppure in questo film in apparenza più leggero per affrontare tematiche profonde e angoscianti come la morte, la sfiducia nel genere umano e l'assenza di amore nel mondo. 6,5/10.
Sulla trama
Marito e moglie si tradiscono, ma nessuno dei due è soddisfatto della proprie relazioni, tantomeno di quella coniugale. Un plateale tradimento di lui riaccende però la gelosia di lei: è ancora amore.
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