Il risolutore - La recensione di FilmTv
Con Vin Diesel, Larenz Tate, Timothy Olyphant, Jacqueline Obradors, Geno Silva
La recensione di FilmTv
Tra stereotipi e cliché Vin Diesel, muscolare agente della Dea, combatte il narcotraffico
Vin Diesel, per ora, è prigioniero dei suoi muscoli e della sua faccia.Nei suoi cromosomi cinematografici si incrociano le furie del primo Stallone, la prestanza atletica degli attori spacca-spara tutto, la determinazione di agenti segreti che hanno messo nell’armadio lo smoking e la grinta indomabile dei giustizieri. Sean Vetter (il suo nuovo personaggio) è un agente della Dea cresciuto nei quartieri poveri di Los Angeles e la scuola della violenza e della strada sono appena moderate dal distintivo e dal cappelletto d’ordinanza. Dopo sette anni di appostamenti e indagini la squadra alla quale è aggregato riesce a decapitare - almeno così sembra- un’organizzazione che commercia droga tra il Messico e gli Stati Uniti. Il capo della banda, Memo Lucero, finisce in un carcere di massima sicurezza, ma si materializza un misterioso e feroce erede, soprannominato Diablo, e la guerra al narcotraffico ricomincia con aggravanti familiari: la moglie del protagonista viene uccisa in un assalto notturno. La vendetta sarà implacabile e i vecchi amici e le consolidate tecniche dei cattivi ragazzi usciti dai sobborghi incandescenti delle metropoli americane saranno determinanti. Il film è del tutto ovvio e nessuno (produttore, regista, sceneggiatori e attori) fa qualcosa di più o di diverso. Tutti lì ad aspettare il passaggio rapido e indolore nel circuito dell’homevideo.
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