El Cochecito (1960)
Con José Isbert, José Luis López Vazquez
La trama
Invidioso dell'amico Don Luca, invalido e possessore di una carrozzella a motore, Don Anselmo, le cui gambe funzionano perfettamente, decide di comprarsi anche lui un "cochecito". Ferreri agli esordi in Spagna, giovane e cattivo con un José Isbert che quanto a ostinazione e cattiveria non è secondo a nessuno.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 30/07/2010 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
I protagonisti di questa (tragi)commedia nerissima, sono un vecchietto apparentemente innocuo, Don Anselmo, e il suo gruppo di invalidi armati di carrozzelle a motore. Don Anselmo si sente vivo e felice sono in loro compagnia. Per essere accettato completamente dal gruppo, deve, però, essere come loro o quantomeno sembrare tale. Se non può diventare paralitico, deve allora munirsi anch'egli di un cochecito a motore a tutti i costi; contro ogni pregiudizio... contro ogni ostacolo famigliare e non. Poco alla volta questo suo (non tanto) oscuro oggetto del desiderio si trasforma in una furente ossessione pronta a scagliarsi contro qualsiasi cosa gli si interponga davanti.
La bonarietà va a braccetto con la follia in un vortice mirabolante di caustica ironia. Don Anselmo può finalmente mettere in atto la sua rivoluzione in carrozzella.
Irridente e ferocemente grottesco, Ferreri libera la “sana” follia in una società sottosopra, in cui anche i discriminati si mettono a discriminare.
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- positive [8]
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18 settembre 2011 Opinione di luca826 su "El Cochecito"
VOTO 7/8 DECISO (Tv 18 Settembre 2011) El Cochecito parte come un film sulla terza età per poi trasformarsi in un duro apologo sulla condizione umana, rivelando uno dei grandi autori del cinema europeo del dopoguerra. Don Anselmo incarna molte problematiche della senilità: il fatto di essere a carico della propria famiglia, l'indipendenza, il passato, il ricordo dei defunti, le prospettive future. Ma poi la traccia di emancipazione senile si contamina di elementi psicologici ed...
voto al film: 
11 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "El Cochecito"
Seconda esperienza cinematografica di regia di Marco Ferreri e sempre in terra spagnola, con l’appoggio, e non solo materiale, di Rafael Azcona, con cui avrà una sua bella collaborazione, che formerà la sua personalità in maniera precisa e singolare nel nostro panorama cinematografico. Qui affronta una storia da un racconto di Azcona, come è successo con il primo film; una storia simpaticamente acida, che ci fa vedere una famiglia in preda...
voto al film: 
25 aprile 2011 Opinione di millertropico su "El Cochecito"
I criminali in pantofole sono sempre i più pericolosi, sicuramente quelli più spietati. Ferreri e Azcona, rifacendosi alla lezione bunueliana sull'"Humor nero" hanno raccontato in questo film la storia di un vecchietto capriccioso come un bambino. Proprio sostenendo sulle spalle il peso dell'età e della morte, il protagonista di questa graffiante pellicola ha un desiderio che intende assolutamente realizzare, quello di acquistare una carrozzella da invalidi simile a...
voto al film: 
26 ottobre 2010 Opinione di OGM su "El Cochecito"
Di Buñuel, questo Ferreri della prima ora riprende lo spirito affettuosamente antiborghese, che ritrae con amorosa passione un mondo di cui contesta impietosamente le magagne; dal maestro surrealista si distingue, invece, per la rinuncia al simbolismo e la scelta – che caratterizzerà gran parte della sua filmografia - di fare della fisicità il punto di forza del proprio registro espressivo. Il male è più che mai tangibile e disturbante quando...
voto al film: 
30 luglio 2010 Opinione di carlos brigante su "El Cochecito"
Marco Ferreri affila i suoi artigli e con disarmante leggerezza si scaglia contro la fragile ed ipocrita facciata di una borghesia attenta solamente a rifarsi il trucco. Un Ferreri che ricorda in certi frangenti il Bunuel del periodo messicano seppur senza alcuna allusione alla sfera sessuale. I protagonisti di questa (tragi)commedia nerissima, sono un vecchietto apparentemente innocuo, Don Anselmo, e il suo gruppo di invalidi armati di carrozzelle a motore. Don Anselmo si sente vivo e...
voto al film: 
21 marzo 2010 Opinione di mm40 su "El Cochecito"
Feroce apologo contro la borghesia ed il consumismo, con un Isbert davvero irresistibile; è il primissimo Ferreri, che gira in Spagna avvalendosi della firma di Azcona in sceneggiatura. Qualche traccia di bunuelismo e tanta, spietata voglia di deridere i costumi sociali del periodo; a partire dal ruolo della terza età nelle famiglie e nella società, per arrivare a puntare il dito contro la media borghesia, apparentemente ottusa ed egocentrica. E' il terzo film di Ferreri...
voto al film: 
4 marzo 2010 Opinione di ed wood su "El Cochecito"
Il Ferreri grezzo della prima ora, quando gli oggetti non avevano ancora preso il sopravvento e gli uomini erano ancora fatti di carne e di sentimenti. L'ambientazione è puramente bunueliana: gli storpi, le galline maltrattate, la meschinità borghese, i crocefissi ovunque. Del Maestro surrealista mancano però le accensioni oniriche, nonchè la ferocia e il rifiuto della psicologia. In compenso, Ferreri si presenta con uno stile ancora...
voto al film: 
8 marzo 2008 Opinione di kotrab su "El Cochecito"
Film acuto e paradossale sulla emarginazione e la pazzia senile: a me il simpatico vecchietto sembra solo capriccioso e incompreso, non "cattivo" come dice FilmTv. Bravissimo José Isbert. 7 1/2
voto al film: 
10 febbraio 2008 Opinione di luisasalvi su "El Cochecito"
Lodato per motivi diversi, come "apologo crudele e grottesco sulla vecchiaia e l'ipocrisia dei rapporti familiari borghesi. E' anche un ritratto impietoso della Spagna franchista" per Morandini, o come "parabola anarchica" per Mereghetti, o per "una poetica di satira funerea della società" per B. V. (Bruno Venturi) in Di Giammatteo, che ne travisa fortemente la vicenda; Mereghetti e B. V. lo dicono, non so perché, "arrivato in Italia con diciotto anni di ritardo", mentre è "uscito in...
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