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Il sole della mela cotogna (1992)

[El sol del membrillo, Spagna 1992, Documentario, durata 133']   Regia di Victor Erice
Con Antonio López García, Marina Moreno, Enrique Gran, María López



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il sole della mela cotogna: assente
Ritmo ritmo in Il sole della mela cotogna: presente
Impegno impegno in Il sole della mela cotogna: forte
Tensione tensione in Il sole della mela cotogna: assente
Erotismo erotismo in Il sole della mela cotogna: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il sole della mela cotogna

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il sole della mela cotogna (voti: 8 media: 4,25) 8

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La trama

Un artista si misura con l'"irrappresentabile".

Il pittore Antonio López García ha un soggetto prediletto per i suoi lavori: un alberello di mele cotogne da lui stesso piantato anni addietro. Ma i suoi tentativi di rendere le sfumature di luce sui frutti maturi andranno incontro a un inevitabile fallimento.  

Una scarna, efficace metafora dei complessi rapporti fra arte e realtà.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 31/05/2010 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il quadro non è un ritaglio di realtà, bensì un ritaglio di visione. Prospettiva, luce e ombreggiature non esistono nell’ambiente esterno,  ma appartengono al nostro linguaggio percettivo; è la nostra collocazione spazio-temporale, infatti, a definire distanze, angolazioni e profondità. La geometria è il codice matematico che sintetizza il nostro rapporto con gli oggetti ed i luoghi, delineando i parametri fondamentali della nostra conoscenza delle cose. È  il dove la categoria primaria del nostro essere nel mondo; sono infatti le circostanze della nostra presenza a stabilire il come, fornendo la base alle nostre idee, ed indicando la direzione al nostro pensiero. Nella pittura di Antonio Lopez García è la momentanea disposizione degli elementi del paesaggio a creare l’evento; l’effetto congiunto di contrasti ed armonie produce quella tensione che trasforma l’esserci in un accadere: così una natura morta racconta la storia di un attimo, che raccorda il passato al presente, ed è quindi l’eloquente testimone di un continuo divenire. L’informazione viva è racchiusa nei dettagli dell’insieme, in quei particolari che, apparentemente, sono disposti a caso; il fatto che essi si trovino in quella determinata condizione, e non diversamente, è la traccia rivelatrice di un’evoluzione, e il connotato individuale del singolo istante, che distingue quest’ultimo dagli altri, e fa sì che l’artista se ne possa innamorare.  Il protagonista di questo film può dipingere le mele cotogne solo quando il sole si posa su di esse secondo una certa inclinazione, perché è quello il fotogramma che egli vuole isolare dal tumultuoso scorrere del tempo, sottraendolo al flusso del continuo cambiamento. Il prima e il dopo non devono contaminare la perfetta unicità dell’ora: d’altronde srotolare la pellicola dei giorni significa assistere alla decadenza e ad altri dolorosi mutamenti. In questo senso, la meditazione pittorica coincide con una meticolosa messa a fuoco del soggetto da ritrarre, che, sulla tela, deve diventare, pennellata dopo pennellata, sempre più aderente alla propria identità.  La plastica pienezza delle statue di Fidia – in cui riecheggia, nei ricordi del protagonista, l’esortazione más entero! del suo maestro d’accademia – esprime la freschezza incorrotta dell’esistente, in cui convergono la gioia di essere nato e l’entusiasmo di crescere. Una venere della classicità greca ha le forme rotonde della gemma, del boccio o del frutto, essendo carica di polpa viva, succosa e fertile; non ha l’aspetto duro, spento ed avvizzito dell’umanità michelangiolesca del Giudizio Universale, che raffigura solo le spoglie logore di ciò che è stato. Fermare l’attimo è un modo per scongiurare l’irreparabile e prevenire il momento dell’addio: è l’avanzare dell’età ad aumentare il valore dell’istante, rendendo infinitamente prezioso ciò che – come ormai si è appreso – non tornerà mai più. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il sole della mela cotogna


4 giugno 2011 Opinione di zombi su "Il sole della mela cotogna"
zombi

un pittore comincia a voler dipingere un alberello di mele cotogne. vuole cogliere il momento brevissimo in cui il sole colpisce l'albero, ma non vi riesce o non vuole. spesso impedito dall'inclemenza del tempo, il pittore abbandona l'olio che aveva iniziato privilegiando un disegno a matita. ma anche qui i segni bianchi sui frutti sempre più pesanti e maturi e sulle foglie che di mano in mano diventano secche, gialle e cadono, lo obbligano ad utilizzare amici che tengano spostate le...

voto al film: zombi assegna il voto buono a Il sole della mela cotogna (1992)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

31 maggio 2010 Opinione di OGM su "Il sole della mela cotogna"
OGM

Il quadro non è un ritaglio di realtà, bensì un ritaglio di visione. Prospettiva, luce e ombreggiature non esistono nell’ambiente esterno,  ma appartengono al nostro linguaggio percettivo; è la nostra collocazione spazio-temporale, infatti, a definire distanze, angolazioni e profondità. La geometria è il codice matematico che sintetizza il nostro rapporto con gli oggetti ed i luoghi, delineando i parametri fondamentali della nostra...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Il sole della mela cotogna (1992)

3 commenti
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11 aprile 2009 Opinione di joseba su "Il sole della mela cotogna"
joseba

Straordinaria riflessione sui valori figurativi della luce, limpida meditazione sulla spazialità della composizione estetica e pacata contemplazione della bellezza inafferrabile, "Il sole della mela cotogna" è un film apparentemente semplice e disadorno, la cui sobrietà dispiega tuttavia una serie di aspetti e suggestioni letteralmente innumerabili: la delicatissima relazione tra l'artista e la realtà, la creazione come certosina fatica quotidiana, la continuità tra l'atto manuale e la...

voto al film: joseba assegna il voto ottimo a Il sole della mela cotogna (1992)

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