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Buongiorno, notte (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Buongiorno, notte: assente
Ritmo ritmo in Buongiorno, notte: presente
Impegno impegno in Buongiorno, notte: molto forte
Tensione tensione in Buongiorno, notte: forte
Erotismo erotismo in Buongiorno, notte: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Buongiorno, notte

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Buongiorno, notte (voti: 131 media: 3,72) 131

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La trama

La prigionia di Moro vista dal privato dei suoi rapitori.

Roma, 1978: Chiara diventa la "vivandaia" di Aldo Moro dopo il suo sequestro da parte delle Brigate Rosse. La ragazza fatica a conciliare la lotta armata con la vita di tutti i giorni, fatta di lavoro, fidanzato e rapporti con familiari, amici e colleghi.  

Tutto costruito sul "privato" della protagonista (la giovane brigatista che vive la schizofrenica doppia esistenza di impiegata e carceriera/carcerata), sulle silenziose relazioni che si intrecciano nella casa di via Gradoli (corpi che si appoggiano a dormire di fianco a lei nel letto, la presenza fantasmatica rinchiusa nell'anfratto nel muro, la sua voce, il gatto, i canarini, il terrore degli occhi dei vicini), _Buongiorno, notte_ ci racconta forse molto di più sull'oggi che su quel particolare momento della nostra storia. Con le sue sfilate di politici, ripresi dai servizi televisivi dell'epoca, con i suoi cenni di televisione-spazzatura (che proprio in quegli anni cominciò a rodere i nostri cervelli), e soprattutto con la sua privata ostinazione, con il suo "fuori" angosciante e minaccioso (le due sequenze al Ministero, tra scale e ascensori, che fotografano l'aria e la paura che si respiravano), descrive i germi che si sono insinuati nella nostra realtà e indica con chiarezza chi li ha seminati. Come in _L'ora di religione_, per Bellocchio l'unica via di sopravvivenza è tracciata dal sogno: Moro/Herlitzka, che si ostina ad andarsene libero nell'immaginazione di Chiara, ha la stessa espressione di Castellitto che ritrova la propria libertà nel finale di quel film. Questi fantasmi hanno qualcosa da insegnarci.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 0/0

Un film fatto di volti riquadrati dall’ombra scura di uno spioncino, di occhi che parlano più di quanto non vorrebbero, di mani, caviglie, ombre. Un film fatto di fantasmi: il fantasma di un’ideologia che si è persa in un’autoreferenzialità fuori dalla Storia, il fantasma di uno statista (ma anche di un vecchio, di un nonno) che è stato trasformato suo malgrado in un simbolo, il fantasma di una giovinezza perduta e di un ideale che ha rischiato di affondare nei totem. Come saremmo noi, oggi, se Aldo Moro il 9 maggio del 1978, di prima mattina, se ne fosse andato via libero, respirando l’aria che gli era stata negata per 55 giorni di prigionia? ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 2011-01-20 17:03:21 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

LA NOTTE DELLA REPUBBLICA Quale dovrebbe essere la funzione di una opera cinematografica? Quella di proporre un tipo di sguardo, sottolineare un particolare punto di vista su un determinato argomento, detrminare nello spettatore una particolare consapevolezza che porta a un maggiore livello di significato nella visione. I film di Bellocchio non impongono un particolare tema dall'alto di una autorità più o meno riconosciuta. Al contrario suggeriscono una molteplicità di interpretazioni che dipendono dalle diverse sensibilità degli spettatori. Così i 55 giorni di prigionia dello statista democristiano Aldo Moro rappresentano un periodo di tempo sufficientemente lungo dove proiettare fantasmi del passato, rabbie del presente e utopie per futuri impossibili. Nel dormiveglia realtà e fantasia si mescolano, non riesci a distinguere se quello che stai vivendo è un sogno o è la stessa realtà che sta degenerando in incubo. Quante volte di fronte ad immagini scioccanti di guerra di violenza di morte di sopraffazione i nostri occhi si chiudono cercando rifugio in une negazione: non può essere vero, un uomo non può fare questo ad un altro uomo. Il punto di vista della terrorista Chiara (una superba Maya Sanza) è quello di chi capisce, nell'arco di tempo di 55 giorni, che i propri ideali rivoluzionari stanno varcando il limite della Morale, stanno violando i confini dell'umanità, stanno riproducendo l'errore storico di una violenza che ha solo richiamato altro sangue. Le immagini della rivoluzione russa, della guerra partigiana , delle fucilazioni e delle esecuzioni sommarie fanno precipitare Chiara dal potere dell'immaginazione all'eccesso sanguinario di realtà.
Moro è un uomo, un padre, un marito, un nonno.
Finisce di essere un simbolo, ma diventa la sconfitta della ragione. E il sonno della ragione genera i mostri, incarnati dalla folle determinazione del terrorista Lo Cascio a completare il folle piano contro ogni ragionevole dubbio. 
Quando Moro avverte i terroristi che il suo assassinio sarà strumentalizzato e il suo martitio provocherà la fine delle istanze della lotta di classe (perchè i mass media e il sistema di potere scateneranno l'ira della popolazione sui brigatisti), Chiara pone una drammatica e sconvolgente equivalenza tra la morte di Moro per mano delle BR e la morte del proprio padre giustiziato dai fascisti perchè partigiano. Bellocchio parla attraverso le immagini, senza retorica, asciugandole di qualsiasi orpello barocco. Il buio di un appartamento del centro di Roma nel quale si nasconde un pezzo di Storia, gli elicotteri che fanno intuire la tragedia, gli sguardi dallo spioncino da parte dei terroristi, il rosso del drappo dietro le spalle dell'ostaggio, il simbolo della stella a cinque punte che irrompe nelle quotidianetà, l'apparente banalità della vita di tutti i giorni con i soliti programmi da cerebrolesi (Raffaella Carrà che balla il Tango) che viene squarciata dalle edizioni straordinarie dei telegiornali d'epoca che scandiscono il conto alla rovescia verso il punto di non ritorno, la biblioteca del ministero così ansiogena e arida da soffocare i timidi tentativi di seduzione del giovane sceneggiatore romantico (che pagherà sulla sua pelle le premonizioni del futuro), i sogni della terrorista che schiudono le porte della gabbia dei canarini, il pranzo all'aperto degli ex partigiani che intonano “Fischia il vento, infuria la bufera”. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Buongiorno, notte


2011-01-20 17:03:21 Opinione di Snaporaz68 su "Buongiorno, notte"
Snaporaz68

LA NOTTE DELLA REPUBBLICA Quale dovrebbe essere la funzione di una opera cinematografica? Quella di proporre un tipo di sguardo, sottolineare un particolare punto di vista su un determinato argomento, detrminare nello spettatore una particolare consapevolezza che porta a un maggiore livello di significato nella visione. I film di Bellocchio non impongono un particolare tema dall'alto di una autorità più o meno riconosciuta. Al contrario suggeriscono una molteplicità...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto buono a Buongiorno, notte (2003)

3 commenti
[utile per 10 utenti]

2011-01-10 08:33:31 Opinione di luisasalvi su "Buongiorno, notte"
luisasalvi

Il titolo, da un verso di Emily Dickinson (“Buongiorno Mezzanotte / Sto tornando a casa / Il giorno si è stancato di me / come potrei io di lui?”.), adottato come titolo di una sceneggiatura scritta dal fidanzato di Chiara (Sansa), la brigatista carceriera di Moro (Herlitzka), cui il fidanzato, ignaro, si ispira per la protagonista della sua sceneggiatura, che è proprio quella che stiamo vedendo: lui ne offre il commento e la spiegazione, e l’autoreferenza...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a Buongiorno, notte (2003)

nessun commento
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2010-11-23 17:59:06 Opinione di Luke Vacant su "Buongiorno, notte"
Luke Vacant

La prigionia di Moro attraverso i suoi rapitori è un operazione tanto rischiosa, quanto interessante. E ci voleva proprio un regista intelligente come Bellocchio per renderla un film denso e solido.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Buongiorno, notte (2003)


2010-09-24 23:50:06 Opinione di luca826 su "Buongiorno, notte"
luca826

VOTO 8 INTIMISTA (Cinema Settembre 2003) Bellocchio è riuscito in un'operazione rischiosa, quella di ambientare una storia in un avvenimento fondamentale della recente memoria italiana. Non era facile, si poteva incorrere in passi falsi di ogni genere, ma evidentemente il puntare tutto sull'intimismo (davvero la svolta del film) e sulla recitazione ha contribuito a vincere la scommessa. Bellocchio analizza ma non vuole ne giustificare ne tanto meno insegnare, rileggendo politicamente...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Buongiorno, notte (2003)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


2010-05-05 19:57:06 Opinione di SaintlySinner su "Buongiorno, notte"
SaintlySinner

Interessante il punto di vista da cui viene ripreso il caso del rapimento di Aldo Moro. La regia di Bellocchio è ottima e Maya Sansa è bravissima. Mi sono piaciute molto le sequenze oniriche, i sogni (come unico modo di sfogo), le bellissime musiche dei Pink Floyd e la buona ricostruzione del periodo.

voto al film: SaintlySinner assegna il voto buono a Buongiorno, notte (2003)


2009-07-24 09:16:02 Opinione di nip76 su "Buongiorno, notte"
nip76

Un film per me straordinario che è riuscito a cambiare il mio modo di vedere quelle vicende o ad aggiungervi comunque nuove prospettive.Sin dalla prima scena il film mi trascina in un mondo a me molto familiare.La straordinaria ricostruzione dell'epoca,1978,nell'abbigliamento e nell'arredamento,i filmati che passano in televisione,sembrano quasi farmi respirare un aria comune per me che in quegli anni ero solo un bambino.Le sigle dei telegiornali,i Pink Floyd Raffaella...

voto al film: nip76 assegna il voto ottimo a Buongiorno, notte (2003)



2008-10-17 11:32:59 Opinione di mm40 su "Buongiorno, notte"
mm40

Di buono c'è la regia, la recitazione e la tenuta complessiva di un 'opera che si basa su poco o niente in quanto a narrazione di fatti concreti. E i frequenti inserti televisivi dell'epoca, utilmente incasellati nel corso del film con chirurgica precisione e nessuna invadenza, a spiegare tutto ciò che non viene esplicitamente detto nella pellicola: gli avvenimenti concreti, insomma. Purtroppo però un'opera del tipo 'anche i brigatisti hanno un cuore' non può riscuotere molta simpatia:...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Buongiorno, notte (2003)


2008-03-14 21:27:12 Opinione di delfinodelfino su "Buongiorno, notte"
delfinodelfino

Capolavoro! da far vedere ai giovani!!! e la RAI deve solo vergognarsi di mandarlo in onda alle 3 di notte...

voto al film: delfinodelfino assegna il voto ottimo a Buongiorno, notte (2003)



2008-02-06 11:59:53 Opinione di chribio1 su "Buongiorno, notte"
chribio1

film a tema reale ma che mi ha fatto dormire.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Buongiorno, notte (2003)


2007-10-12 17:05:22 Opinione di valerioexist su "Buongiorno, notte"
valerioexist

Semo gente de brigata! Bene! Più passano gli anni dagli anni di piombo, più capita di parlare con molta (troppa) gente che davanti al terrorismo rosso ha opinioni vaghe, timorose di sembrare superficialmente demonizzatrici, e si esprime dicendo “beh, certo! Indubbiamente vennero fatti degli sbagli, però… attenzione, non è che insomma…erano proprio dei matti criminali… non generalizziamo, diciamo che… si, insomma, magari se...

voto al film: valerioexist assegna il voto sufficiente a Buongiorno, notte (2003)




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