Buongiorno, notte (2003)
Con Luigi Lo Cascio, Maya Sansa, Roberto Herlitzka, Giovanni Calcagno, Pier Giorgio Bellocchio, Paolo Briguglia
La trama
La prigionia di Moro vista dal privato dei suoi rapitori.
Roma, 1978: Chiara diventa la "vivandaia" di Aldo Moro dopo il suo sequestro da parte delle Brigate Rosse. La ragazza fatica a conciliare la lotta armata con la vita di tutti i giorni, fatta di lavoro, fidanzato e rapporti con familiari, amici e colleghi.
Tutto costruito sul "privato" della protagonista (la giovane brigatista che vive la schizofrenica doppia esistenza di impiegata e carceriera/carcerata), sulle silenziose relazioni che si intrecciano nella casa di via Gradoli (corpi che si appoggiano a dormire di fianco a lei nel letto, la presenza fantasmatica rinchiusa nell'anfratto nel muro, la sua voce, il gatto, i canarini, il terrore degli occhi dei vicini), _Buongiorno, notte_ ci racconta forse molto di più sull'oggi che su quel particolare momento della nostra storia. Con le sue sfilate di politici, ripresi dai servizi televisivi dell'epoca, con i suoi cenni di televisione-spazzatura (che proprio in quegli anni cominciò a rodere i nostri cervelli), e soprattutto con la sua privata ostinazione, con il suo "fuori" angosciante e minaccioso (le due sequenze al Ministero, tra scale e ascensori, che fotografano l'aria e la paura che si respiravano), descrive i germi che si sono insinuati nella nostra realtà e indica con chiarezza chi li ha seminati. Come in _L'ora di religione_, per Bellocchio l'unica via di sopravvivenza è tracciata dal sogno: Moro/Herlitzka, che si ostina ad andarsene libero nell'immaginazione di Chiara, ha la stessa espressione di Castellitto che ritrova la propria libertà nel finale di quel film. Questi fantasmi hanno qualcosa da insegnarci.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 0/0
L'opinione più votata
Di tafo scritta il 10/05/2012 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Il percorso di Chiara, sempre meno convinta di quello che sta facendo, è uno sguardo sospeso tra sogno e realtà, tra il desiderio umanissimo di non voler essere complice di un omicidio e la necessità ideologica di dover denigrare la lettera di Moro al papa. Chiara deve reprimere i propri sentimenti, la sua soggettività verso parenti e amici è limitata così come la fede verso i compagni deve essere oggettiva. Quando la donna ricomincia a pensare sovrapponendo le lettere dei condannati a morte dai fascisti con la lettera di Moro alla moglie è la sua soggettività che lotta contro le sovrastrutture politiche e che ci ricorda come ogni assassinio sia prima di tutto un atto di violenza verso un uomo. BUONGIORNO, NOTTE è un film impietoso verso il terrorismo che passa attraverso la consapevolezza di un mondo eticamente convinto delle proprie azioni che si trova a vivere una quotidianità allucinante. Il contrasto è spietato non concede nulla ai terroristi chiusi nei loro deliri autoreferenziali. Aldo Moro rimane una figura essenzialmente umana che ha paura di morire, che sa e non vuole diventare un martire della repubblica, corpo sacrificato e per questo unico assente al suo funerale. Quel funerale che rimane una delle immagini simbolo del nostro paese nel suo essere insieme tragica e farsesca e che in un blob ideale della nostra repubblica non si può dissociare dai Pink Floyd. Al centro della scena c'è la potenza del cinema nell'immaginare un finale diverso ingenuo nella sua sincerità ma libero di andare oltre ogni pentimento ideale o tardivo e ogni polemica dietrologica e strumentale.
- negative [15]
- sufficienti [12]
- positive [75]
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23 maggio 2012 Opinione di Baliverna su "Buongiorno, notte"
E' un film minimalista e antispettacolare, intimista direi anche, girato quasi tutto in interni piuttosto bui. Tuttavia è molto coinvolgente e dotato di una notevole forza drammatica. Il punto di vista è quello della brigatista (non ricordo il nome) che collaborò assieme ad altri al sequestro Moro, praticamente una carceriera dello statista rapito. La doppia vita che conduce le costa molta fatica, sia per dissimulare il suo appartenere alle BR che per fare i conti con la sua coscienza. E'...
voto al film: 
13 maggio 2012 Opinione di Enrique su "Buongiorno, notte"
Un occhio furtivo ci introduce in un piccolo, opprimente antro segreto: lì, scruta in cerca di una persona; forse una tra le più importanti di quel periodo storico, o forse, paradossalmente, una tra le tante che ha avuto la sfortuna di ricoprire un incarico istituzionale nella notte della nostra storia repubblicana (Snaporaz68), o forse entrambe le cose: certamente, un uomo….ma si può anche dire, un nemico? E’ ciò che quell’occhio curioso - a volte indiscreto - cerca di capire:...
voto al film: 
10 maggio 2012 Opinione di tafo su "Buongiorno, notte"
Quello che interessa al regista è farci entrare dentro la normalità di quei 55 giorni , farci vedere la reclusione forzata delle brigate rosse, che non può che produrre la totale astrazione di quello che accade fuori. Il contatto con la realtà è minimo e mediato sempre dalla televisione con pochi canali ma già con una grande capacità di disturbo sulla vita quotidiana. Bellocchio conosce il mondo dell'estrema sinistra sa che molti terroristi credono che la loro lotta sia una...
voto al film: 
20 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Buongiorno, notte"
LA NOTTE DELLA REPUBBLICA Quale dovrebbe essere la funzione di una opera cinematografica? Quella di proporre un tipo di sguardo, sottolineare un particolare punto di vista su un determinato argomento, detrminare nello spettatore una particolare consapevolezza che porta a un maggiore livello di significato nella visione. I film di Bellocchio non impongono un particolare tema dall'alto di una autorità più o meno riconosciuta. Al contrario suggeriscono una molteplicità...
voto al film: 
10 gennaio 2011 Opinione di luisasalvi su "Buongiorno, notte"
Il titolo, da un verso di Emily Dickinson (“Buongiorno Mezzanotte / Sto tornando a casa / Il giorno si è stancato di me / come potrei io di lui?”.), adottato come titolo di una sceneggiatura scritta dal fidanzato di Chiara (Sansa), la brigatista carceriera di Moro (Herlitzka), cui il fidanzato, ignaro, si ispira per la protagonista della sua sceneggiatura, che è proprio quella che stiamo vedendo: lui ne offre il commento e la spiegazione, e l’autoreferenza...
voto al film: 
23 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Buongiorno, notte"
La prigionia di Moro attraverso i suoi rapitori è un operazione tanto rischiosa, quanto interessante. E ci voleva proprio un regista intelligente come Bellocchio per renderla un film denso e solido.
voto al film: 
24 settembre 2010 Opinione di luca826 su "Buongiorno, notte"
VOTO 8 INTIMISTA (Cinema Settembre 2003) Bellocchio è riuscito in un'operazione rischiosa, quella di ambientare una storia in un avvenimento fondamentale della recente memoria italiana. Non era facile, si poteva incorrere in passi falsi di ogni genere, ma evidentemente il puntare tutto sull'intimismo (davvero la svolta del film) e sulla recitazione ha contribuito a vincere la scommessa. Bellocchio analizza ma non vuole ne giustificare ne tanto meno insegnare, rileggendo politicamente...
voto al film: 
5 maggio 2010 Opinione di SaintlySinner su "Buongiorno, notte"
Interessante il punto di vista da cui viene ripreso il caso del rapimento di Aldo Moro. La regia di Bellocchio è ottima e Maya Sansa è bravissima. Mi sono piaciute molto le sequenze oniriche, i sogni (come unico modo di sfogo), le bellissime musiche dei Pink Floyd e la buona ricostruzione del periodo.
voto al film: 
24 luglio 2009 Opinione di nip76 su "Buongiorno, notte"
Un film per me straordinario che è riuscito a cambiare il mio modo di vedere quelle vicende o ad aggiungervi comunque nuove prospettive.Sin dalla prima scena il film mi trascina in un mondo a me molto familiare.La straordinaria ricostruzione dell'epoca,1978,nell'abbigliamento e nell'arredamento,i filmati che passano in televisione,sembrano quasi farmi respirare un aria comune per me che in quegli anni ero solo un bambino.Le sigle dei telegiornali,i Pink Floyd Raffaella...
voto al film: 
17 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Buongiorno, notte"
Di buono c'è la regia, la recitazione e la tenuta complessiva di un 'opera che si basa su poco o niente in quanto a narrazione di fatti concreti. E i frequenti inserti televisivi dell'epoca, utilmente incasellati nel corso del film con chirurgica precisione e nessuna invadenza, a spiegare tutto ciò che non viene esplicitamente detto nella pellicola: gli avvenimenti concreti, insomma. Purtroppo però un'opera del tipo 'anche i brigatisti hanno un cuore' non può riscuotere molta simpatia:...
voto al film: 
- negative [15]
- sufficienti [12]
- positive [75]
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