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Opinione di Snaporaz68 su Buongiorno, notte





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20/01/2011 voto al film: voto buono

Sul film

LA NOTTE DELLA REPUBBLICA Quale dovrebbe essere la funzione di una opera cinematografica? Quella di proporre un tipo di sguardo, sottolineare un particolare punto di vista su un determinato argomento, detrminare nello spettatore una particolare consapevolezza che porta a un maggiore livello di significato nella visione. I film di Bellocchio non impongono un particolare tema dall'alto di una autorità più o meno riconosciuta. Al contrario suggeriscono una molteplicità di interpretazioni che dipendono dalle diverse sensibilità degli spettatori. Così i 55 giorni di prigionia dello statista democristiano Aldo Moro rappresentano un periodo di tempo sufficientemente lungo dove proiettare fantasmi del passato, rabbie del presente e utopie per futuri impossibili. Nel dormiveglia realtà e fantasia si mescolano, non riesci a distinguere se quello che stai vivendo è un sogno o è la stessa realtà che sta degenerando in incubo. Quante volte di fronte ad immagini scioccanti di guerra di violenza di morte di sopraffazione i nostri occhi si chiudono cercando rifugio in une negazione: non può essere vero, un uomo non può fare questo ad un altro uomo. Il punto di vista della terrorista Chiara (una superba Maya Sanza) è quello di chi capisce, nell'arco di tempo di 55 giorni, che i propri ideali rivoluzionari stanno varcando il limite della Morale, stanno violando i confini dell'umanità, stanno riproducendo l'errore storico di una violenza che ha solo richiamato altro sangue. Le immagini della rivoluzione russa, della guerra partigiana , delle fucilazioni e delle esecuzioni sommarie fanno precipitare Chiara dal potere dell'immaginazione all'eccesso sanguinario di realtà.
Moro è un uomo, un padre, un marito, un nonno.
Finisce di essere un simbolo, ma diventa la sconfitta della ragione. E il sonno della ragione genera i mostri, incarnati dalla folle determinazione del terrorista Lo Cascio a completare il folle piano contro ogni ragionevole dubbio. 
Quando Moro avverte i terroristi che il suo assassinio sarà strumentalizzato e il suo martitio provocherà la fine delle istanze della lotta di classe (perchè i mass media e il sistema di potere scateneranno l'ira della popolazione sui brigatisti), Chiara pone una drammatica e sconvolgente equivalenza tra la morte di Moro per mano delle BR e la morte del proprio padre giustiziato dai fascisti perchè partigiano. Bellocchio parla attraverso le immagini, senza retorica, asciugandole di qualsiasi orpello barocco. Il buio di un appartamento del centro di Roma nel quale si nasconde un pezzo di Storia, gli elicotteri che fanno intuire la tragedia, gli sguardi dallo spioncino da parte dei terroristi, il rosso del drappo dietro le spalle dell'ostaggio, il simbolo della stella a cinque punte che irrompe nelle quotidianetà, l'apparente banalità della vita di tutti i giorni con i soliti programmi da cerebrolesi (Raffaella Carrà che balla il Tango) che viene squarciata dalle edizioni straordinarie dei telegiornali d'epoca che scandiscono il conto alla rovescia verso il punto di non ritorno, la biblioteca del ministero così ansiogena e arida da soffocare i timidi tentativi di seduzione del giovane sceneggiatore romantico (che pagherà sulla sua pelle le premonizioni del futuro), i sogni della terrorista che schiudono le porte della gabbia dei canarini, il pranzo all'aperto degli ex partigiani che intonano “Fischia il vento, infuria la bufera”. In questo percorso visivo Bellocchio è aiutato dalle musiche extradiegetiche: dalla stupenda partitura musicale Shine on You Crazy Diamond dei Pink Floyd al sereno momento n3 di Schubert (che riportano intatte il segno di un qualcosa che è andato irrimediabilmente perduto), da The Great Gig In the Sky di Richard Wright ai cori tenebrosi di Alexander Knaifel (che fanno da colonna sonora dei corridoi del potere), In un cortocircuito spaziotemporale la sceneggiatura di Buongiorno, Notte si troverà nella borsa di Moro, quasi a volere dimostrare una contaminazione del mondo dell'immaginario cinematografico con il periodo di grande confusione politico e sociale di fine anni 70. La notte della Repubblica, un periodo di stragi e assassini politici, di nuclei armati rivoluzionari e servizi segreti deviati. Al Cinema rimane il compito di immaginare un finale diverso, di modificare la sceneggiatura cupa della Storia con una soluzione narrativa romantica che fa intravedere il raggio di luce dell'alba nel fondo di una notte apparentemente senza fine.
Moro che cammina salvo per le strade piovose di Roma non è solo il sogno di una terrorista pentita ma anche il desiderio di una generazione di idealisti pacifisti che avrebbe voluto cambiare le cose in maniera diversa. Perchè in quella sfilata di facce livide e incartapecorite ai funerali di Aldo Moro, non possiamo non individuare i veri responsabili dell' assassinio dei sogni di una generazione.


SI

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