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Twentynine Palms (2003)

[Twentynine Palms, Francia, Germania 2003, Drammatico, durata 119']   Regia di Bruno Dumont
Con Katerina Golubëva, David Wissak



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Twentynine Palms: assente
Ritmo ritmo in Twentynine Palms: minimo
Impegno impegno in Twentynine Palms: forte
Tensione tensione in Twentynine Palms: minimo
Erotismo erotismo in Twentynine Palms: forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Twentynine Palms

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Twentynine Palms (voti: 24 media: 2,75) 24

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La trama

Il fotografo David parte per Los Angeles in cerca di nuovi luoghi per realizzare dei reportage. In compagnia di Katia attraversa il deserto californiano di Joshua Tree, fermandosi nei pressi di Twentynine Palms. Qui, immersi in una natura selvaggia, i due si abbandonano alla passione fino a lasciarsi possedere dai più reconditi istinti primordiali.  

Il deserto californiano è bello ed è facile da inquadrare e questa non è certo una scoperta epocale del regista. I due attori, Katia Golubeva e David Wissak, sono sopraffatti da due ruoli di maniera, scritti molto male, e sono entrambi abbandonati alla loro isterica altalena. Dumont sembra detestare in maniera irreversibile i suoi interpreti. Molte inquadrature sono belle, ma il merito è soltanto della natura.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 21/2004

Twentynine Palms è un film vecchissimo, atroce. Il suo regista Bruno Dumont, dopo l’interessante L’età inquieta e il problematico e compiaciuto L’umanità rivela che il monumento visivo che sta erigendo alla sua poetica è prematuro e con fondamenta friabili come la sua concezione del Cinema. I suoi sono pretenziosi manufatti che riflettono, con molti decenni di ritardo, sulla durata (per lo spettatore questa elucubrazione si traduce in una noia abissale), sulla bassa definizione di personaggi non rotondi e odiosi (i suoi dialoghi - qui - sono interferenze vocali, rumori fatici, grugniti da orgasmo, ripetizione di una dozzina di vocaboli) e sulla relazione non originale tra figure e paesaggio (Wenders, Antonioni e Ferreri - solo per citare tre nomi - avrebbero sviluppato questo incastro di corpi e rocce, vuoto geografico e vuoto dell’anima in modo meraviglioso). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di ROTOTOM scritta il 23/08/2009 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto pessimo

David ha la macchina grossa perché ha il cazzo piccolo, e lei giustamente vuole guidare la macchina grossa. Nulla, nulla, nulla.
Katia piscia tra i pilastri di sostegno delle pale eoliche. Deserto, deserto, deserto.
Lui la tromba in piscina, gorgogliando. Lei gode, poi s’incazza. Poi ride. Poi s’incazza.
Deserto. Nudi su una roccia, 23 minuti di estenuanti lungaggini sullo scalare le rocce.
Buona notte col cazzo in mano. Nulla, nulla, nulla. Deserto deserto deserto.
Bla. Bla. In macchina bla bla. Poi lei è nervosa. Fugge, chissà perché. Schiaffi in mezzo ad una strada di notte e non passa nessun Tir a dar pace ai due dementi che è tardi e domani devo alzarmi presto. Deserto deserto. Sguardi smarriti.
Violenza. Grossa violenza. Male. Tanto male. Lui è ferito nel culo e nell’anima. Lei cincischia qualcosa, blatera bibibi bobobo. Lui esce dal bagno rasato e l’uccide. Fine.
 Antonioni riusciva ad annoiare meglio.
 David è un fotografo zazzeruto in cerca di location per nuove creazioni. Ha la faccia di uno che alla parola “esposimetro” comincia a battersi il petto come una scimmia.
 Katia è francese, molto francese, dalla voce sibilata direttamente dalla gola le cui parole paiono piovergli in testa da un altroquando infelice e lei che le ripete stupendosi.
Sciatta di quella sciatteria snob, falsamente incurante della propria bellezza, istericamente aggrappata allo stereotipo dell’anticonvenzionale a tutti i costi infilata in maglioni informi obbligatoriamente con le maniche portate a coprire metà le mani.
E’ un simbolo, questo, molto preciso, di noncuranza calcolata come lo sporcarsi di gelato, ridere e piangere nello spazio di due minuti, estremizzatrice della volubilità emotiva nel quale isteria e depressione convivono in piena armonia nella grande casa del male di vivere. Ragazza da prendere a calci nel culo dall’alba al tramonto.
Stereotipi di personaggini scritti veramente molto male. 
I loro corpi galleggiano in un nulla fatto di vacui discorsi, riprese mozzafiato di deserto, corpi nudi che provano a fondersi nella natura, inutilmente, mentre lo sguardo di Dumont è paraculo, autoreferenziale e snob, disperatamente autoriale nella ricerca di un’inquadratura ad effetto, nella ricerca di un senso filmando la sua negazione (ritrito trucco di chi non ha idee)  nell’indagare di corpi glabri stucchevoli nelle performance erotiche che  nulla hanno  di disperato, nulla di erotico. Sono solo fastidiosamente pose posticce nelle quali mai si va a fondo, mai si fa sul serio.   
 Sospensioni temporali che non sottintendono nulla, millantati coiti isterici, barriti d’orgasmo, improvvise esplosioni di iper emotività immotivata, sberle a caso.
Necrosi di un cinema ripiegato su se stesso, indisponente e presuntuoso, cinema morto che cerca disperatamente l’indispensabile capezzolo della derisione e dell’ incomprensibilità come nutrimento per la  propria spravvivenza. 
Il cinema ha in seno equivoci di questa portata, anelli che idealmente chiudono la circolarità dell’arte cinematografica unendosi agli opposti speculari tipo Angeli e Demoni: il nulla si fonde al nulla, tutto il resto è arte.
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SI

Opinioni su Twentynine Palms


3 febbraio 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Twentynine Palms"
Mathiasparrow

Non fate conoscere Twentynine palms a chi ama erigere castelli in aria e filosofeggiare a vuoto, perchè il film offre su un piatto d’argento l’occasione di fare entrambe le cose e rischia quindi di essere frainteso, cioè promosso. Dumont raggiunge nuove (?) vette della presunzione. Scene lunghe il triplo del necessario sono l’inevitabile conseguenza di una carenza concettuale lampante, che punta a confondere la sua vastità con quella del deserto scelto...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto pessimo a Twentynine Palms (2003)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

23 agosto 2009 Opinione di ROTOTOM su "Twentynine Palms"
ROTOTOM

David ha la macchina grossa perché ha il cazzo piccolo, e lei giustamente vuole guidare la macchina grossa. Nulla, nulla, nulla. Katia piscia tra i pilastri di sostegno delle pale eoliche. Deserto, deserto, deserto. Lui la tromba in piscina, gorgogliando. Lei gode, poi s’incazza. Poi ride. Poi s’incazza. Deserto. Nudi su una roccia, 23 minuti di estenuanti lungaggini sullo scalare le rocce. Buona notte col cazzo in mano. Nulla, nulla, nulla. Deserto deserto deserto. Bla....

voto al film: ROTOTOM assegna il voto pessimo a Twentynine Palms (2003)

2 commenti
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20 novembre 2007 Opinione di rebis su "Twentynine Palms"
rebis

Allunaggio di uomo e di donna sulla superficie inospitale di un modo non noto; vasto implacato silenzio. Cielo bianco sopra l'amore, il disincanto; sesso graffiato via, urlato e immobile. L'occhio fisso sulle cose che non dicono. Estenuante stasi. Dietro l'archetipo, ombre dello stereotipo. Poi l'orrore. Lo shock innescato da Dumont è tanto più devastante quanto concepito come risveglio atroce, scoperta insostenibile del male. Caduta dall'Eden di sola andata. Riassorbe ogni ogni sguardo....

voto al film: rebis assegna il voto buono a Twentynine Palms (2003)


7 febbraio 2007 Opinione di strangerinworld su "Twentynine Palms"
strangerinworld

Un film per gente di un certo livello. Noi comuni mortali ci annoiamo.

voto al film: strangerinworld assegna il voto pessimo a Twentynine Palms (2003)



9 giugno 2005 Opinione di columbiatristar su "Twentynine Palms"
columbiatristar

il paesaggio è indubbiamente bellissimo.. la storia è quella che è... ma i personaggi e la regia non funzionano proprio. qualche scena fintamente scandalosa non basta mica!

voto al film: columbiatristar assegna il voto mediocre a Twentynine Palms (2003)


18 maggio 2005 Opinione di RAGIONTRAVOLTA su "Twentynine Palms"
RAGIONTRAVOLTA

Gioco di distanze. Corpi che si allontanano, si respingono, si sovrappongono. Corpi NON protagonisti d'una pellicola il cui principale attore è lo spazio (vitale e non) che fra essi si interpone. Come nell'atletica, o nell'esegesi moviolistica d'una azione calcistica contestata, occorre prestare attenzione alla LUCE tra un corpo e l'altro. A ciò che di vuoto permane prima, durante e dopo il passaggio delle figure. Ad alcuni elementi di rara suggestione (la rappresentazione quasi 'mistica'...

voto al film: RAGIONTRAVOLTA assegna il voto sufficiente a Twentynine Palms (2003)



30 aprile 2005 Opinione di emmepi8 su "Twentynine Palms"
emmepi8

Antonioni ha fatto scuola, ma si tratta di molti anni fa', e quindi qualcuno lo prende per una novità!! Diciamo che il tema del sesso per il sesso e fatto in maniera materiale, non porta che alla squalifica dei sentimenti, almeno da parte di lui, che non riesce a riconoscere l'amore mettendo in crisi il rapporto anche fisico. I silenzi pesano? Non direi, le parole non sono necessarie le immagini scrutate al microscopio parlano da sole. Scene estreme!! Be ' almeno due si e solo un...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Twentynine Palms (2003)


19 aprile 2005 Opinione di tobanis su "Twentynine Palms"
tobanis

Una puttanata di film come raramente capita di trovare. Diretto male, scritto in maniera talmente orrenda che a raccontarlo non si crederebbe. La sceneggiatura e i colloqui sono indescrivili tanto sono brutti, ma come si fa a scrivere ste cagate? Ma un deficiente in prima elementare scrive meglio! Vada a fare in culo sto regista - sceneggiatore ! I silenzi sono tali solo perchè il regista, che non sapeva che cazzo fare(e questo è evidente fin dall'inizio) sta meditando qualche coglionata...

voto al film: tobanis assegna il voto mediocre a Twentynine Palms (2003)



12 febbraio 2005 Opinione di kappadue83 su "Twentynine Palms"
kappadue83

Un film complessivamente buono. La storia convince poco, certo, ma i silenzi sono indovinati, i bei paesaggi pure così come gli interpreti e le scene di sesso. Bravo e di talento il regista.

voto al film: kappadue83 assegna il voto buono a Twentynine Palms (2003)


13 agosto 2004 Opinione di David Cronenberg su "Twentynine Palms"
David Cronenberg

David è un fotoreporter che cerca delle location fotografiche per una rivista, Katia è la sua fidanzata, disoccupata, che lo segue nelle ricerche in un arido deserto californiano nella zona di “Twentynine Palms”, cittadina anonima, caratterizzata dalle 29 palme che la contornano e dai numerosi motel e fast-food di cui è composta. I due girano le sperdute aree del crespato e isolato deserto, parlando senza mai capirsi veramente, facendo l’amore senza mai capirsi veramente e...

voto al film: David Cronenberg assegna il voto buono a Twentynine Palms (2003)




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