Un film parlato (2003)
Con Leonor Silveira, John Malkovich, Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli, Irene Papas
La trama
Un'amara riflessione su passato, presente e (incerto) futuro della civiltà occidentale.
Rosa María, un'insegnante portoghese di storia, si imbarca a Lisbona con la figlioletta María Joana per una crociera che, attraverso il Mediterraneo, la porterà a raggiungere il marito a Bombay. Nel corso del viaggio avrà modo di fare la conoscenza di tre donne (una francese, un'italiana e una greca), e del capitano della nave, un americano di origine polacca. Un imprevedibile destino, però, attende tutti al varco...
Pellicola di disarmata semplicità, teorema geometrico, beffardo apologo cultural-politico: de Oliveira non si fa (più) illusioni. C'era una volta l'Occidente...
La recensione di FilmTv
Di Bruno Fornara - FilmTV n. 14/2004
Apologo cultural politico beffardo. Del grande De Oliveira
L'opinione più votata
Di tafo scritta il 22/03/2011 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Chi meglio di un regista-cinema come il portoghese, che ha attraversato più o meno tutta la storia della sua arte, può avere il diritto di fare un film nel quale si tenta di dare un significato al concetto di ecumenismo laico, dove nello stesso tavolo Inglese, Francese, Greco, Italiano si mischiano e si capiscono, perchè le parole sono pensate, nessuno alza la voce. Il presente per un momento annulla babele, le guerre combattute sempre per il petrolio, tutti i fanatismi religiosi che nei confronti di queste donne emancipate non hanno argomenti. Passato quel momento di umanesimo totale ritorna la violenza, irrompe sulla nave e sul viaggio senza nessun rispetto per la cultura.
Un film che ci spiega il nostro passato, tenta di addolcire il presente come momento di tregua prima di vedere il futuro e ci propone l'unico possibile rimedio al declino nella conoscenza e nella necessità della cultura.
- negative [8]
- sufficienti [6]
- positive [28]
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22 marzo 2011 Opinione di tafo su "Un film parlato"
Un film-mondo, un film-viaggio, un film-parlato. Il racconto della cultura occidentale spiegata ai bambini. La nostra esistenza è storia,mito e leggenda senza soluzione di continuità o di nazione, dove il viaggio riacquista la sua unica funzione utile, quella di farci capire da dove veniamo e cercare di comprendere dove andiamo. Le parole devono essere chiare e semplici come quelle usate da una mamma per la figlia di pochi anni, affinchè capisca bisogna avere...
voto al film: 
3 gennaio 2011 Opinione di emmepi8 su "Un film parlato"
Un film che si costruisce su stile Torre di Babele, dove la didascalia fa da cornice, volutamente, le difficoltà dei sottotitoli si superano velocemente dopo un iniziale smarrimento si entra nel discorso e tutto prende la piega giusta elasticizzando la nostra mente in un gioco linguistico che diventa naturale. Un film dove la parola ha un posto tutto suo e la parola significa conoscenza della storia e di sé stessi, un gioco fra madre e figlia chiaramente divulgativo,...
voto al film: 
28 giugno 2010 Opinione di Peppe Comune su "Un film parlato"
Rosa Maria (Leonor Silveira), una professoressa di Storia all'Università di Lisbona, si imbarca con la piccola figlia di otto anni su una nave da crociera. La loro destinazione finale è Bombay dove l'attende il marito, pilota dell'aviazione civile, e da dove partiranno tutti insieme per le vacanze. Perchè non dirigersi direttamente in India invece di fare un lungo ed estenuante viaggio in mare ? Per conoscere da vicino i posti di cui parla sempre nelle sue lezioni,...
voto al film: 
27 dicembre 2009 Opinione di gene55 su "Un film parlato"
Andare da Marsiglia a Napoli,da Atene in Egitto,da Istanbul fino a Bombay dev'essere un'esperienza unica e molto educativa...Un film semplice ma profondo nella riflessione(e nel colpo di scena finale..)senza troppi fronzoli e prese in giro...Pecca un pò nel ritmo e su questo i sottotitoli non aiutano di certo...
voto al film: 
14 ottobre 2009 Opinione di luisasalvi su "Un film parlato"
Rosa Maria, professoressa di storia all’università, in crociera con la figlia decenne attraverso il Mediterraneo, poi il Mar Rosso, in direzione di Bombay, visita i tanti luoghi storici di cui parla nelle sue lezioni e li spiega alla figlia: Lisbona, Marsiglia, Napoli, Atene, Istambul, le piramidi d’Egitto, con pochi interventi di locali o di turisti con cui scambiare poche parole. Nella seconda parte del film due serate in nave: nella prima ascoltiamo da lontano le...
voto al film: 
8 giugno 2009 Opinione di mm40 su "Un film parlato"
E' un film parlato in quattro lingue contemporaneamente, nella parte finale, in cui le tre attrici ed il capitano (che parla inglese, ma è di origine polacca) siedono allo stesso tavolo; ed è anche un film che parla nelle varie lingue della cultura dell'occidente: da Marsiglia all'Egitto, ogni tappa è un'occasione per ripercorrere quasi documentaristicamente - il che rappresenta anche un limite del lavoro, a tratti sforzato verso questo tipo di approccio - la storia degli ultimi quattro...
voto al film: 
11 gennaio 2009 Opinione di chribio1 su "Un film parlato"
sempre + noioso.voto.3.
voto al film: 
23 dicembre 2008 Opinione di LorCio su "Un film parlato"
Dapprincipio potrebbe apparire come una operazione di pedanteria didascalica: la mamma insegnante che accompagna la figlia a zonzo per le rovine della civiltà occidentale e la istruisce alla cultura del rispetto del prossimo e della storia antica… E a livello didattico potrebbe sembrare un film perfetto: spiega, esplica, illustra. Senza la mano del veterano Manoel sarebbe risultato persino fiacco ed irrisolto. Ma, si sa, De Oliveira, che diresse il film cinque anni prima di segnare il...
voto al film: 
25 settembre 2008 Opinione di Bazin84 su "Un film parlato"
Gran film firmato da uno di più grandi registi della storia. Una profondità imbarazzante narrata atttraverso un'avventurosa ricerca perl'Europa delle proprie radici e del proprio posto nel mondo. Finale spiazzante.
voto al film: 
5 giugno 2008 Opinione di OGM su "Un film parlato"
"Ninna nanna, mondo occidentale, che placido ti culli nel benessere, sazio della tua tradizione culturale, beatamente illuso di aver raggiunto il massimo dell'uguaglianza e dell'emancipazione, che credi di parlare un linguaggio universale, esportabile in tutto il resto del pianeta..." Questo sembra essere il messaggio suadente e carezzevole con cui Manoel de Oliveira, forte della graziosa presenza di Leonor Silveira, accompagna il tranquillo sonno dello spettatore, lungo tutta la durata del...
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- negative [8]
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