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Anything Else (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Anything Else: forte
Ritmo ritmo in Anything Else: forte
Impegno impegno in Anything Else: minimo
Tensione tensione in Anything Else: assente
Erotismo erotismo in Anything Else: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Anything Else

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Anything Else (voti: 99 media: 3,54) 99

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La trama

La bizzarra amicizia fra due ebrei americani di età diverse.

Jerry Falk, autore ebreo newyorkese di testi comici, sogna di scrivere il romanzo della sua vita. Jerry è irresistibilmente attratto dalla compagna di un suo amico, l'aspirante attrice Amanda. Ben presto, però, costei lo tradisce e Jerry trova la soluzione dei propri problemi negli illuminati consigli di David Dobel, un anziano professore conosciuto per caso a Central Park...  

Il film ha la leggerezza vorticosa e l'essenzialità stilistica di certi Allen "d'annata": il romanticismo irresistibile di _Hannah e le sue sorelle_, la malinconia della terza età di _Broadway Danny Rose_, la frenetica successione di battute di _Manhattan_. Prendete _Io e Annie_: là Alvy Singer, inguaribile newyorkese, rifiutava la West Coast con il suo kitsch e la sua cultura da supermarket; mentre qui è proprio David Dobel, filosofo-barzellettiere ossessionato dall'Olocausto e dall'autodifesa, a convincere il giovane Jerry a mollare tutto e partire. Curioso scambio di ruoli, che pare corrispondere alla scoperta di un giovane comico capace di dare un corpo nuovo e nuove possibilità romantiche a quell'unicum psichico e fisico che è Allen. Contrappuntato dalla gran voce di Billie Holiday e dalla narrazione in prima persona di Jason Biggs, costruito attraverso la classica successione di campi, controcampi, piani medi e secchi carrelli laterali (molto "metropolitani", come i vecchi idoli Bogart e Sinatra e il cineclub che proietta _L'angelo sterminatore_), uno dei migliori film alleniani dell'ultimo decennio.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 0/0

Un passeggero sconsolato parla del mistero inesplicabile della vita al tassista che lo sta trasportando all'aeroporto. E il tassista (filosofo, come capitava in tanti film americani degli anni d'oro - i ‘70) risponde: “You know? It's like anything else!”. È questa la battuta che (la prima volta raccontata dal maturo comedian David Dobel, la seconda vissuta dal protagonista, il giovane Jerry Falk) apre e chiude il nuovo film di Woody Allen, storia di un'amicizia bizzarra tra due comici ebreo-americani di evo mentale diverso e di identiche nevrosi, di un amore che scoppia di botto e altrettanto bruscamente si consuma, della vita che va e viene, sempre uguale tra l'East Side e Central Park, di aspirazioni, insofferenze, incomunicabilità, contrasti che si inseguono da un decennio all'altro. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 14/09/2010 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

"Sono cotta di te da quando ci siamo conosciuti, non l'hai capito da come ti ignoravo?".
[Christina Ricci a Jason Biggs]

Jerry Falk (Jason Biggs), rivolto verso la macchina da presa, si presenta al pubblico:
"Quello è David Dobel e io sono Jerry Falk. Abbiamo passato molti pomeriggi a passeggiare e chiacchierare nel parco: chi aveva capito subito quanto era suonato? Ci incontrammo per la prima volta nell'ufficio dell'agente di un cosiddetto comico intellettuale, eravamo scrittori alle prime armi che cercavano di sfondare inventando battute per comici da night-club. Con una differenza, però: che io avevo 21 anni e lui 60".
Gli incastri metafilmici dei flashback scandiscono le progressioni delle vicende dei personaggi, affidate al racconto della voce fuori campo di Biggs, che rievoca la sua vita, dalla nascita della propria amicizia con David Dobel (Woody Allen) alla tormentata love story con Amanda (Christina Ricci), resa ancor più complicata dall'invadente presenza di Paula (Stockard Channing), la madre cantante (e alcolizzata) di Amanda, che piomba improvvisamente in casa della coppia tra una crisi e l'altra:
"Ma tu mi ami?", chiede l'inquieto Jerry ad Amanda, che prontamente ribatte:
"Ma che domanda, solo perchè mi ritraggo quando cerchi di toccarmi?". Via libera, quindi, ad una delirante girandola di tira e molla... Amore, sesso ("In eros veritas"), psicanalisi ("Hai uno strizzacervelli che, come Dio, non parla e, come Dio, è morto"), antisemitismo, cultura ("Ma chi se ne frega di Dostoevskij se Amanda va a letto con quel tizio?"), la vita e la morte, i rapporti tribolati tra genitori e figli, le eterne nevrosi e fobie dell'intellettuale a stelle e strisce riaggiornate al post-11 settembre (le armi e il concetto di autodifesa...), le beffarde ironie del Caso a governare le evoluzioni e i mutamenti dell'esistenza umana: Allen cita se stesso (Io e Annie) capovolgendo la gag sul trasferimento da New York a Los Angeles (dove oggi "succede tutto quanto"), regala all'istrionismo di Danny DeVito una spassosa scena madre ("Stai dicendo che tu non rifirmi con me?"), tira a lucido la propria vena caustica affilando gli artigli contro la vacuità del moderno vivere, si concentra sul ritmo della narrazione, che infatti procede incalzante tra battute esilaranti e dialoghi scoppiettanti, irride senza pietà il proprio personaggio cinematografico sdoppiandosi in Jason Biggs e ritagliando per sè il ruolo di un insegnante con qualche rotella fuori posto e ossessionato dalle persecuzioni naziste che, armato di fucili e kit di sopravvivenza, si prepara all'Olocausto prossimo venturo della civiltà sfogando alla minima occasione tutta la propria aggressività repressa. Anything Else è un'operina leggera e raffinata in cui l'(auto)ironia dello sguardo si sposa con l'incisività della satira, senza proporre innovazioni alla poetica cinematografica del suo autore ma aggiornandone semplicemente soggetti e bersagli con quella liberatoria consapevolezza che il trascorrere inesorabile del tempo concede a chi non ha più voglia di frenare i propri impulsi "distruttivi". Ottimo il cast d'interpreti, da Allen a Jason Biggs, dall'amabile smorfiosa Christina Ricci all'incontenibile Danny DeVito, da una Stockard Channing irresistibile (ma non sfruttata pienamente dallo script), che si esibisce al pianoforte nella There'll Be Another Spring firmata da Peggy Lee, alla seducente bellezza di Erica Leerhsen, fotografia di smagliante iperrealismo del Darius Khondji di Delicatessen e Seven, cameo live di Diana Krall che canta It Could Happen to You e consueta (e immortale) colonna sonora (da Billie Holiday a Wes Montgomery, Ravi Shankar, Lester Young e Teddy Wilson).
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SI

Opinioni su Anything Else


14 giugno 2011 Opinione di Viola96 su "Anything Else"
Viola96

Straordinaria commedia alleniana,sicuramente una delle migliori degli ultimi tempi.Il film è cotellato da un'ironia pungente e da un sarcasmo proprio di quel genio di Woody che non la smette mai di stupirci.Il film si distanzia dai primi film di Allen datati anni zero poichè riflette un mondo senza entrarci dentro(come aveva fatto con il magnifico Hollywood Ending).Il talento di Jason Biggs(American Pie) e della splendida Christina Ricci contribuiscono alla creazione di una...

voto al film: Viola96 assegna il voto buono a Anything Else (2003)


26 aprile 2011 Opinione di urios su "Anything Else"
urios

Uno sguardo sulla vita e gli ingranaggi che muovono le pedine umane. Il ragazzo protagonista è alle prese con una ragazza difficile (semplicemente insincera e furba o è lui a ricordarle il lato buono del padre?) e un eccentrico collega, paranoico, “disturbato”, “lunatic”, di certo cattivo consigliere. Attenzione ai colori in prevalenza autunnali, alle splendide immagini di NY, Central Park in primis con i soliti instancabili joggers. Ottimi consigli...

voto al film: urios assegna il voto buono a Anything Else (2003)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


14 dicembre 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Anything Else"
Mathiasparrow

Woody è un pessimo maestro e ne è ben cosciente. Ma gli dispiace relativamente poco, perchè sa che essere un disastro come mentore, confidente, consigliere o addirittura padre non gli impedirà di avere ragione da vendere su tutto quello di cui ciancia e qualcuno sempre accanto a prestargli orecchio. Per Anything Else, tomo numero 34 dell'enciclopedia alleniana, il cineasta newyorkese si scinde tenendo una metà per sè, camuffato da amico un po'...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Anything Else (2003)

nessun commento
[utile per 9 utenti]

6 dicembre 2010 Opinione di barabbovich su "Anything Else"
barabbovich

Falk (Biggs) è un giovane scrittore newyorchese innamorato pazzo di Amanda (Ricci), una virago accalappiauomini che gliene fa passare di tutti i colori. Basteranno i consigli di uno squinternato sessantenne che pontifica su qualsiasi cosa (Allen) e le sedute sul lettino dell'analista per cambiare strada e riuscire a separarsi da Amanda? Con Anyhting else Allen si conferma sempre più la maniera di se stesso: girato con pochissimi mezzi (molti interni e qualche ripresa in...

voto al film: barabbovich assegna il voto mediocre a Anything Else (2003)



3 dicembre 2010 Opinione di Tex Murphy su "Anything Else"
Tex Murphy

Non lasciatevi infinocchiare dalla critica di Film TV, questo è il peggior Allen, si ride poco e ci si addormenta molto ad assistere alle vicissitudini dei due insopportabili giovani protagonisti (Cristina Ricci è l'essere umano con sembianze femminili più senza senso del cosmo).

voto al film: Tex Murphy assegna il voto mediocre a Anything Else (2003)


29 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "Anything Else"
chribio1

visione del film:io sdravacato sul film dall'inizio del film,mia moglie al computer con dietro la schiena a qualche metro la tv che io sto' guardando per capire qualcosa della pellicola. Dopo 20' che io faccio finta di niente e cerco di capire il senso del film,mia moglie sbotta,non avendo visto una scena ma sentendo la malinconia del film e mi dice:"Ma che diamine di nenia di film stai guardando??!!"...infatti me lo stavo chiedendo anch'io da qualche minuto! Poi,non riuscendoci piu' ad...

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a Anything Else (2003)

1 commento


14 settembre 2010 Opinione di FABIO1971 su "Anything Else"
FABIO1971

"Sono cotta di te da quando ci siamo conosciuti, non l'hai capito da come ti ignoravo?". [Christina Ricci a Jason Biggs] Jerry Falk (Jason Biggs), rivolto verso la macchina da presa, si presenta al pubblico: "Quello è David Dobel e io sono Jerry Falk. Abbiamo passato molti pomeriggi a passeggiare e chiacchierare nel parco: chi aveva capito subito quanto era suonato? Ci incontrammo per la prima volta nell'ufficio dell'agente di un cosiddetto comico intellettuale, eravamo scrittori...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a Anything Else (2003)

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24 luglio 2010 Opinione di michel su "Anything Else"
michel

FA COSÌ! Un giovane che non riesce a dire no incontra un maturo ebreo con la sindrome di Auschwitz. Se il primo ha una personalità evitante il secondo reagisce con veemenza ad ogni reale o presunto contrasto. In ugual misura saggio e paranoico il bel personaggio interpretato da W. Allen si offre come terza via rispetto al buonismo nutrito di sensi di colpa che affigge l’homo occidentalis sensibilis e all’arroganza dei neo-selvaggi urbani con o senza...

voto al film: michel assegna il voto buono a Anything Else (2003)



11 luglio 2010 Opinione di Dalton su "Anything Else"
Dalton

IO E ANNIE, cavallo di battaglia della filmografia d'un maturo genio, lasciato in eredità (di reinterpretazione) alle nuove generazioni. E nel contesto di tale filmografia, l'idea ci sta bene. Lo stile del regista è sempre quello: misogeni andirivieni sentimentali, gag da pochade utilizzate come momenti di raccordo, scenografia curata, fotografia tenue ma espressiva, sottofondo jazz, vaniloqui nichilisti che ben s'addicono alle chiacchiere con gli pseudo-amici al tavolo di un...

voto al film: Dalton assegna il voto sufficiente a Anything Else (2003)

2 commenti
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6 marzo 2010 Opinione di Pugno su "Anything Else"
Pugno

Una commedia deliziosa

voto al film: Pugno assegna il voto buono a Anything Else (2003)




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