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Il ritorno di Cagliostro (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il ritorno di Cagliostro: forte
Ritmo ritmo in Il ritorno di Cagliostro: presente
Impegno impegno in Il ritorno di Cagliostro: presente
Tensione tensione in Il ritorno di Cagliostro: minimo
Erotismo erotismo in Il ritorno di Cagliostro: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (voti: 53 media: 3,81) 53

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La trama

Sicilia, anni 50. I fratelli La Marca, fondatori di una casa di produzione cinematografica, incoraggiati da un alto prelato che vede nel cinema il mezzo per una nuova evangelizzazione, provano a realizzare un'opera ambiziosa che li faccia conoscere nel mondo intero e permetta loro di ristabilirsi economicamente. Ingaggiano quindi una star hollywoodiana, Erroll Douglas, che però è in declino. Per portare a termine il loro progetto i due non esitano a infilarsi in loschi traffici mafiosi.  

Sempre più acuminati e bravi (il film appare molto più costoso di quanto sia realmente), Daniele Ciprì e Franco Maresco sono l'altra faccia del nostro cinema impegnato, lo specchio nel quale si riflette Segreti di Stato di Paolo Benvenuti, del quale raccontano una storia praticamente identica, solo più stracciona, approssimativa, "artigianale", forse più uguale all'Italia (di allora e di oggi), che fa molto ridere nella prima parte e che, subitaneamente, agghiaccia, con il brusco cambio di registro finale, quando entra un nuovo personaggio, un nano lynchiano maestro di cerimonie che, muovendo le inquadrature come quinte, ci racconta la vera Storia. Un film italiano raro, molto colto e infiammato di ironica passione, desolato e vivissimo.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 0/0

Ci sono dei pretini che ballano lo swing che piace di solito a Woody Allen (e uno, con il grammofono a fianco, fa il disc jockey), un cardinale barbuto e biascicante, una mamma decrepita che puzza e fa la calza, un barone allampanato ciclicamente posseduto dallo spirito di Cagliostro, un gruppo assortito di faccendieri, onorevoli e banchieri, due madonnari con la passione del cinema che si inventano produttori, un regista (“maestro”) debosciato e incontrollabile, un divo americano consumato dall’alcol, attori improvvisati che danno letteralmente i numeri, comparse, tecnici, attrezzisti, e tre critici cinematografici (gli storici e ammiratori del trash Gregorio Napoli e Tatti Sanguineti, e il “purista” apocalittico Totò Lipari, interpretato da Maurizio Laudicina) che ripercorrono oggi le sorti dei fratelli La Marca e della loro Trinacria Film, casa di produzione siciliana costituita dal nulla alla fine degli anni ’40 attraverso un losco intreccio mafioso-clerical-“marshalliano”, e del suo famoso film “perduto”, appunto Il ritorno di Cagliostro, l’unico prodotto internazionale della compagnia, che arrivò dopo La vita di Santa Rosalia, O figlio ‘ngrato, La vita è ballo, La moglie del marziano, Gli invincibili Beati Paoli (nei quali i registi sfogano il loro impagabile gusto della B, citando Ed Wood e Riccardo Freda, la Rko e la sceneggiata). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 03/02/2011 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

I fratelli Carmelo (Luigi Maria Burruano) e Salvatore (Franco Scaldati) La Marca da fabbricanti di statue sacre si trasformano in produttori cinematografici. Nel 1947 fondano a Palermo la Trinacria cinematografica potendo contare per il buon esito del loro sogno nel fondamentale appoggio di quattro illustri personaggi : il Cardinale Vincenzo Sucato (Pietro Giordano), l'onorevole Porcaro, il direttore del banco di Sicilia Giacomp Conigliano e del barone Cammarata (Mauro Spitaleri). Soprattutto quest'ultimo farà decollare l'impresa dei fratelli La Marca. Appassionato di scienze occulte e della figura mitica del conte Cagliostro, il barone vende ogni sua proprietà per finanziare "Il ritorno di Cagliostro", il film che dovrà rendere finalmente giustizia a un campione dell'oculto. A interpretare il leggendario conte viene chiamato una celebrità di Hollywood, Errol Douglas (Robert Englund), un attore devastato dall'alcol e avviato a un irreversibile declino. Per dirigerlo viene ingaggito Pino Grisanti (Pietro Giordano), un maldestro artigiano del cinema strappato alla concorrente Zagara film. Ad un certo punto compare un nano (Gerardo Marotta) che si mette a muovere le scene come fossero i sipari di un teatro e racconta una diversa versione dei fatti, meno eroica e sognante e più vicina alle comuni vicende dell'uomo contemporaneo. Raccontato così sembra quasi un film "normale", di quelli che seguono un andamento canonico, con un inizio e una fine riconoscibili e con in mezzo una storia che si sviluppa. In realtà con Franco Maresco e Daniele Ciprì non si può mai parlare di un percorso lineare e anche se il surrealismo allucinato degli autori di "Cinico tv" appare qui più mitigato rispetto alle precedenti opere, è sempre il grottesco a dominare la scena per una rappresentazione assurdamente tragicomica della realtà a fare da sfondo alla natura irrimediabilmente sistemica del brutto. C'è sempre il bianco e nero (ancora ottima la fotografia di Daniele Ciprì) a conferire al film il senso di desolante aridità emotiva, poi ci sono preti che ballano ambiguamente tra di loro nel vescovato e maschi travestiti da donna, madri che scoreggiano e figli che ruttano, nani ballerini e attori improbabili. Il tutto fa da scenario ad una storia semiseria sul cinema e per il cinema, dove ci si concentra sul suo implicito potere affabulatorio per fare un ritratto agrodolce sulla società degli uomini e dove si usano i diversi generi che lo caratterizzano per destrutturarne forma e sostanza. "Il ritorno di Cagliostro" parte come un omaggio affettuoso a due sognatori incapaci (ricordando in questo l'omaggio fatto a Ed Wood da Tim Burton) la cui impresa è documentata tra il serio e il faceto da alcuni illustri critici che ne ricostruiscono filologicamente l'opera (tra i quali Gregorio Napoli e Tatti Sanguineti). Finisce come la fine di ogni illusione poetica mostrando l'insopprimibile legame tra i "poteri forti", la mafia e la Trinacria cinematografica, con un cerimoniere nano che conducendoci sui luoghi del misfatto mina le fondamenta stesse del pioneristico tentativo di riscattare una regione attraverso la forza culturale del cinema."Il ritorno di Cagliostro è il nostro omaggio a tutti quegli uomini di cinema che dal cinema sono stati rovinati. Un film involontariamente autobiografico. Modestamente, i fratelli La Marca siamo noi". Ciprì e Maresco fanno un cinema estremamente colto dando sempre l'impressione di non prendersi troppo sul serio, fatto di corpi mutilati e facce umiliate, con un linguaggio istintuale e un estetica priva di bellezza. Una poetica dello strazio che inorridisce l'occhio e scuote la mente. L'antitodo migliore a quella generale regolarizzazione del brutto che i due autori siciliani sogliono rappresentare. Unici.
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SI

Opinioni su Il ritorno di Cagliostro


3 febbraio 2011 Opinione di Peppe Comune su "Il ritorno di Cagliostro"
Peppe Comune

I fratelli Carmelo (Luigi Maria Burruano) e Salvatore (Franco Scaldati) La Marca da fabbricanti di statue sacre si trasformano in produttori cinematografici. Nel 1947 fondano a Palermo la Trinacria cinematografica potendo contare per il buon esito del loro sogno nel fondamentale appoggio di quattro illustri personaggi : il Cardinale Vincenzo Sucato (Pietro Giordano), l'onorevole Porcaro, il direttore del banco di Sicilia Giacomp Conigliano e del barone Cammarata (Mauro Spitaleri)....

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)

nessun commento
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23 gennaio 2011 Opinione di michel su "Il ritorno di Cagliostro"
michel

LA CHIESA NON ESISTE! Nel 1947 nasce la Trinacria, prima casa di produzione cinematografica siciliana; i papaveri di Cinecittà possono dormire sonni tranquilli. Nel marasma generale, nell'inettitudine più sfacciata rimane intrappolato per sempre anche un divo americano sul viale del tramonto. Usando la forma del finto documentario Ciprì e Maresco continuano a raccontare la loro Sicilia gretta e mafiosa, moralmente e fisicamente degradata. Il loro cinema, grottesco a...

voto al film: michel assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)

nessun commento
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6 febbraio 2010 Opinione di Filmoski su "Il ritorno di Cagliostro"
Filmoski

L’invenzione della “Trinacria Cinematografica” raccontata come un documentario alla “Zelig” ed il suo film “Il ritorno di Cagliostro” che si sviluppa tra le testimonianze di chi (non) c’era. Un racconto scoppiettante, ricco di gag esilaranti nello stile di “Cinico TV”, con il formato video che si piega alle esigenze della sceneggiatura, ci accompagna in una storia curiosa ma radicata nella realtà siciliana. I personaggi,...

voto al film: Filmoski assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)


3 febbraio 2010 Opinione di bradipo68 su "Il ritorno di Cagliostro"
bradipo68

C'è aria di ricerca di maggiore fruibilità in questo film di Ciprì e Maresco,adorati da molta critica,vituperati da altra ma soprattutto quasi ignorati dal pubblico.Ed è un peccato perchè tra gli autori italiani dell'ultima generazione sicuramente sono loro due quelli che hanno qualcosa da dire in più degli altri.Forse la nascita di questo film deve molto anche al fatto che sono ignorati dal grosso pubblico,in molte interviste hanno affermato che...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)

nessun commento
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13 settembre 2009 Opinione di mmciak su "Il ritorno di Cagliostro"
mmciak

"Il ritorno di Cagliostro" diretto da Ciprì e Maresco nel 2003,e devo dire che l'ho trovato molto divertente. Questo è il primo lungometraggio che vedo dei registi siciliani,pupilli di Enrico Ghezzi,che l'ha resi popolari per i corti di:"Cinico Tv". Questa non è la solita commedia Italiana che si vede sempre,è un "falso documentario" come quelli che piaceva realizzare a Allen e Welles,ma con la differenza che in mezzo ci sono interviste di critici e la storia di...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)


10 febbraio 2009 Opinione di OGM su "Il ritorno di Cagliostro"
OGM

La vocazione dissacratoria di Ciprì e Maresco si attacca questa volta allo stesso loro cinema, in aperta opposizione al narcisismo autoriale di chi ama raccontarsi con antologie retrospettive e documentari autobiografici. In questo film, un falso storico di inverosimile bruttezza, i due registi si costruiscono alle spalle un inglorioso passato. Al grido di "Italians (Sicilians?) do it worse", distruggono il mito del pionerismo artistico, che non è necessariamente eroico: con dovizia di...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)



25 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Il ritorno di Cagliostro"
mm40

Per quello che è il loro film più 'serio', Ciprì e Maresco non rinnegano alcunchè del loro geniale e demenziale approccio all'immagine. Accanto ad una storia verosimile e ad attori degni di nota, con le solite, magistrali fotografia e regia, troviamo così anche i tipici storpi, rimbecilliti, semianalfabeti, sporchi, malvagi caratteristi alla C&M, l'ampio uso del dialetto siciliano e qualche scenetta volgare e turpiloquio che affondano immediatamente i toni quando si fanno troppo...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)


7 gennaio 2008 Opinione di slim spaccabecco su "Il ritorno di Cagliostro"
slim spaccabecco

Irriverente,all'avanguardia,ma forse troppo.Difficile da seguire attraverso lo sguardo degli autori.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a Il ritorno di Cagliostro (2003)



8 maggio 2006 Opinione di alice89 su "Il ritorno di Cagliostro"
alice89

voto : 9

voto al film: alice89 assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)


29 aprile 2006 Opinione di supadany su "Il ritorno di Cagliostro"
supadany

VOTO : 6,5 Un film particolare, bizzarro e seppur non sempre comprensibile, bello da vedere. Particolare.

voto al film: supadany assegna il voto buono a Il ritorno di Cagliostro (2003)




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