Lost in Translation (2003)
Con Bill Murray, Scarlett Johansson, Giovanni Ribisi, Anna Faris
La trama
Una "strana coppia" di yankee si incontra in Giappone.
In trasferta a Tokyo per girare alcuni spot pubblicitari, il cinquantenne attore americano Bob Harris conosce una connazionale che alloggia nel suo stesso albergo: la giovane Charlotte, fresca di laurea a Yale e moglie di un indaffarato fotografo. Entrambi annoiati e smarriti in una cultura totalmente estranea, i due allacciano una singolare relazione fatta di complicità e di ironia, di confusioni e di allusioni, tenera ma senza sesso...
La Coppola sfiora con discrezione i suoi due protagonisti e il consolidarsi della loro reciproca attrazione. Un film piccolo e prezioso, in equilibrio instabile fra gag e commozione, divertimento e romanticismo.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 50/2003
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 2011-01-17 14:18:51 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
"No... Sì, diventa più facile".
"Ah sì? Guardati...".
"Grazie... Più conosci te stesso e sai quello che vuoi, meno ti lasci travolgere dagli eventi".
"Già. Solo che io non so che cosa voglio diventare, capisci? Ho cercato di fare la scrittrice, ma detesto quello che scrivo. Poi mi sono messa a fare fotografie, ma sono mediocri. Sai, ogni ragazza attraversa una fase della fotografia: la fissa dei cavalli, o stupide foto dei piedi...".
"Ce la farai di sicuro, non sono preoccupato per te. Continua a scrivere".
"Ma ho dei limiti".
"Non è un male".
[Scarlett Johansson e Bill Murray]
Bob Harris (Bill Murray) è un celebre attore americano in trasferta a Tokyo per girare, per il modesto cachet di due milioni di dollari, una serie di spot pubblicitari per una marca di whisky. Charlotte (Scarlett Johansson), anche lei americana, da poco laureatasi in filosofia ma ancora indecisa sul proprio futuro lavorativo, è la moglie insoddisfatta del fotografo John (Giovanni Ribisi) che gira infelice e spaesata per la metropoli giapponese durante le lunghe assenze per lavoro del marito. Si incontrano nel bar dell'hotel di lusso in cui alloggiano e, durante una comune notte insonne, scambiano tra loro le prime parole, base di quella reciproca ed intima conoscenza che iniziano lentamente a costruire giorno dopo giorno. L'amicizia e la sintonia che Bob e Charlotte scoprono nascere tra loro sono frutto dell'incontro di due sofferenze, due esistenze tormentate che sopravvivono apaticamente nel presente perchè terrorizzate dal futuro: la comune lunghezza d'onda che favorisce ed alimenta il loro "avvicinamento" è proprio l'identica insoddisfazione di entrambi, amplificata ulteriormente dallo spaesamento causato in loro dall'ambiente che li ospita. Per una impercettibile frazione di tempo, però, quel sentimento si trasforma in amore: ma è un amore che, anzichè deflagrare nella passione, implode nei loro cuori, perchè la consapevolezza della sua impossibilità invade Bob e Charlotte fino ad allontanarli verso le proprie vite. La magia degli irripetibili momenti di felicità condivisi insieme, però, li accompagnerà per sempre.
Attesa alla prova del secondo lungometraggio da regista dopo il successo di Il giardino delle vergini suicide, Sofia Coppola, che firma anche la sceneggiatura (premiata con l'Oscar: uno dei soliti controsensi dell'Academy, visto che molte sequenze ed alcuni fondamentali sviluppi della vicenda - in primis il finale - sono stati affidati all'improvvisazione degli attori sul set), si accosta con grazia ed indubbia personalità d'autore agli umori appassionati della commedia romantica, immergendoli in un contesto suggestivo e straniante come quello dell'ambientazione giapponese per approfondire ed esplorare con sguardo commosso e partecipe la nascita e la "costruzione" di un sentimento (im)possibile: Bob e Charlotte sono due diversi figli della noia che attanaglia quel moderno vivere da cui entrambi vorrebbero affrancarsi ma di cui ormai sono schiavi. ESPANDI +
- negative [24]
- sufficienti [23]
- positive [115]
- leggi tutte le opinioni
2011-09-08 16:41:54 Opinione di vincenzo carboni su "Lost in Translation"
Scrivere su 'Lost in translation' è difficile perchè sembra non esserci nessun gancio a cui appigliarsi, come per un pesce che abbocca ad un amo senza verme. Ed eccomi io nella condizione del pesce che abbocca all'amo di Sofia Coppola, e che una volta fuori dall'acqua si accorge di non avere nemmeno la consolazione dell'esca. Eppure consolazione c'è stata per me che ho visto questo film in una sorta di strana o estraniata aspettativa di qualcosa che pure di lì a...
voto al film: 
2011-02-23 17:19:27 Opinione di Snaporaz68 su "Lost in Translation"
TRADOTTO E ABBANDONATO L’interprete che cerca di tradurre un discorso fatto in una lingua molto diversa dalla propria si trova nella difficoltà di non potere riprodurre tutte le esatte parole: per ragioni di tempo alcune frasi si perdono nella traduzione. Questo scarto di contenuto diventa fonte di incomprensioni e malintesi e in una delle scene più esilaranti del film, il povero Bill Murray si trova alla mercè di un regista nipponico esaltato che grida...
voto al film: 
2011-01-17 14:18:51 Opinione di FABIO1971 su "Lost in Translation"
"Sono confusa... Poi diventa più facile?". "No... Sì, diventa più facile". "Ah sì? Guardati...". "Grazie... Più conosci te stesso e sai quello che vuoi, meno ti lasci travolgere dagli eventi". "Già. Solo che io non so che cosa voglio diventare, capisci? Ho cercato di fare la scrittrice, ma detesto quello che scrivo. Poi mi sono messa a fare fotografie, ma sono mediocri. Sai, ogni ragazza attraversa una fase della fotografia: la fissa dei cavalli, o...
voto al film: 
2010-10-29 14:32:52 Opinione di lyndonbarry su "Lost in Translation"
Lost in Traslation ci mostra l'amicizia o l'amore platonico, la solitdine il rifugio nel "nuovo" per mediare alla quotidianeità che ci svilisce i sentimenti più forti, quelli che ci fanno sentire vivi. Il rifugio. Il rifugiarsi nelle novità pericolose che possono destabilizzarci e rimettere in gioco i nostri sentimenti. Ma non andiamo fino in fondo perchè le nostre vite le abbiamo costruite e la mediocrità del quotidiano è il tributo che pagahiamo...
voto al film: 
2010-05-04 14:58:41 Opinione di nemodave su "Lost in Translation"
Una favola tranquilla ma incisiva raccontata senza iperboli narrative ne virtuosismi registici. E' questo il cinema, sempre più raro, di cui sentiamo il bisogno.
voto al film: 
2010-05-03 19:00:21 Opinione di Tom Gratta su "Lost in Translation"
Il film riesce a trasmettere i sentimenti più umani con la migliore competenza. Meritatissimo premio oscar per la migliore sceneggiatura originale alla regista Sofia Coppola, che riesce a congeniare una storia che calza a pennello con la bravura dei suoi interpreti (io avrei dato l'oscar anche a Bill Murray).
voto al film: 
2010-03-24 15:31:16 Opinione di prelelle su "Lost in Translation"
VOTO: 8/10. Una delle migliori commedie dello scorso decennio.
voto al film: 
2010-03-22 22:58:56 Opinione di antoinsala su "Lost in Translation"
Bellissimo, e verissimo. Grandi interpreti. Da vedere
voto al film: 
2010-02-04 12:27:40 Opinione di Michaela su "Lost in Translation"
Non suscita in me nessun tipo di emozione.
voto al film: 
2010-01-26 13:10:50 Opinione di fra_paga su "Lost in Translation"
La Coppola è veramente una grande regista. Un film che nella sua semplicità entra dentro il cuore e soprattutto nella testa. 7,5
voto al film: 
- negative [24]
- sufficienti [23]
- positive [115]
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