Paris nous appartient (1960)
Con Betty Schneider, Gianni Esposito, Françoise Prevost, Jean-Claude Brialy, Claude Chabrol, Jacques Demy, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette
La trama
Una strana festa nella Ville Lumière.
Parigi, 1957: Anne, invitata dal fratello Pierre alla festa di un amico, conosce Philip, un americano perseguitato da McCarthy, e il regista teatrale Gérard. Tutti sembrano coinvolti dal suicidio di un compagno spagnolo, attivista anarchico...
Da uno dei padri della Nouvelle Vague, ex capo-redattore dei "Cahiers du cinéma".
L'opinione più votata
Di mm40 scritta il 20/09/2010 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
20 settembre 2010 Opinione di mm40 su "Paris nous appartient"
Jacques Rivette, appartenente alla generazione della cosiddetta Nouvelle vague, compie lo stesso percorso dei suoi colleghi: dalla pagina stampata (faceva il critico cinematografico sulla Gazette e sui Cahiers du cinema) alla macchina da presa. Il passaggio gli viene però facilitato da due 'fratelli maggiori', Truffaut e Godard (in realtà entrambi anagraficamente minori di lui), già assurti alla celebrità e in grado di produrre questo esordio firmato Rivette....
voto al film: 
16 febbraio 2009 Opinione di jonas su "Paris nous appartient"
L’esordio di Rivette, già debordante oltre le due ore, è un film difficilmente definibile: accosta elementi banalmente quotidiani (notevoli le vedute di una Parigi periferica e non cartolinesca, che all’epoca era un fatto insolito per il cinema) a un clima da cospirazione universale, che riflette le atmosfere inquietanti di un’epoca appena passata o quasi (maccartismo, guerra fredda), ma come attraverso uno specchio deformante; un po’ come Godard, sembra...
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