Terminator 3 - Le macchine ribelli (2003)
Con Arnold Schwarzenegger, Nick Stahl, Claire Danes, Kristanna Loken, David Andrews, Mark Famiglietti
La trama
Splendida, implacabile e mortifera: è "Terminatrix"!
John Connor ha ventidue anni e vive in incognito. Ma Skynet non si dà per vinta e invia indietro nel tempo T-X, il killer cyborg più sofisticato che esista: si tratta di una macchina letale, tanto spietata quanto bella nelle sue sembianze umane, infinitamente più distruttiva dei Terminator che l'hanno preceduta. Mancano appena tre ore al giorno del Giudizio, e Connor capisce che l'unica speranza di sopravvivenza è affidata al cyborg Terminator, il suo ex nemico che appare ormai obsoleto...
Interessante il finale: la trovata di legare "quel" futuro al passato kennedyano di una "nuova frontiera" che porta dritto dritto in un rifugio antiatomico, ha un che di geniale. Per il resto, ordinaria amministrazione. Schwarzenegger "buono" infastidiva già nell'episodio 2, che - nonostante tutto - era comunque inferiore al primo. Siccome il canovaccio di base è sempre lo stesso (le macchine del futuro cercano ancora di far fuori John Connor), gli autori hanno pensato bene di variare gli addendi, consapevoli che se il risultato non cambia è meglio. Così il cattivo di turno (ovvero il cibernetico messaggero di morte) è stato trasformato in una cattiva, e per ancorarla all'attualità del genere la si è chiamata "Terminatrix" (detta anche, dagli amici, T-X), ibrido in carne e metallo tra _Matrix_ e il mondo di James Cameron. A lei si devono i momenti più gustosi: per esempio l'idea di attaccarla a una calamita. Sempre gradevole il lavoro di Stan Winston, uno dei più creativi "make-up artist" di Hollywood.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 39/2003
C’era davvero bisogno di far risorgere dalle ceneri del giorno del giudizio il cyborg Schwarzenegger? Decisamente no. Ma i fan della fantascienza non resteranno delusi
L'opinione più votata
Di Travis Bickle 1979 scritta il 21/07/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
L'immortalità dell'etereità umana... o, sola, accecata dai raggi "solari" dell'atomica, nella sua umanità
Terminator è un "organismo cibernetico" che, nel primo episodio, era inviato per uccidere il "buono", nel secondo era tramutato lui stesso in difensore delle "umane" bontà, nel terzo si "copia", incollandosi ai due film precedenti, "carbone" che ricalca il "già visto" con astuta furbizia, e, nel fracassone, calca la mano.
Imperniato sulla figura di Schwarzy, "teutonico" guerrigliero della sua invincibilità "inespressiva", qui, il Terminator è sempre, sì, laconico nella sua "ironia" robotica, ma ha una coscienza quasi asimoviana per il futuro combattente Hari Seldon con la mitragliatrice piantata nel Cuore, a capo della resistenza dei superstiti nell'apocalittica "desolazione" d'una specie già stinta nelle macerie del ricordo.
Terminator assomiglia a un clown anacronistico e fuori moda, di macho man avvolto nella sua "penombra" di pelle incarnata negli ingranaggi, arrotato nel suo limarsi "roteando" d'aforismi candidi, anzi, uno scheletro muscoloso che, sfericamente, ronza nelle leggi "comandate" per non comandare il Destino, ma demandarlo a chi n'avrà il coraggioso ardore d'una lotta per non svanirsi, per non incendiarsi o esser trafitto da una morte, inevitabile, come per ogni Uomo, ma da "rimandare" a una Data o a una base già scritta che stipulerà la sua missione.
In cabina di pilotaggio, "elicotterale", dopo i lustri epocali di James Cameron, oramai leggendari a livello "palpitativo", emozionale e anche cinefilo, Jonathan Mostow, "uno qualunque". Uno che dopo ostaggi & trappole e sottomarini alla Ottobre Rosso, conserva, intatto, il sapore artigianale della fattura-confettura di chi sa come confezionare un action di puro intrattenimento. Come quei gelati sempre buoni che si sciolgon in bocca, "snocciolati" fra labbra bambine che han già perso il "gusto" della freschezza, ma voglion leccarlo ancora, ancorarsi a quest'illusione sognante e quasi parafilosifica del Terminator.
John Connor ha subito una mutazione genetica, da Edward Furlong è trasmigrato nel "Dumbo" Nick Stahl, dall'occhio febbrilmente "acquerello", come l'Incipit con voce-off che apre l'on-da empatica con una Storia di cui mai saremo saturi, che sutura la frattura temporale che lo separa dal Giorno del Giudizio. Ad affiancarlo nella lotta per il Bene, Claire Danes, "principessa" qui un po' sboccata e imborghesita in un pantofolaio, brevissimo amore (come il tè nella siesta poco caliente d'una Londra grigissima, presto dunque "ripudiabile"), e, dall'altra parte, una "divoratrice" sciupa-maschio, la Terminatrix Kristanna Loken, che entra in scena, forse in body-double ma di fondoschiena nudissimo e, soprattutto, "in pectore". Una Loken leccata, smaltata, indistruttibile quasi quanto le forme modellate delle nostre virili, più platinate fantasie ormonali.
Crash, bang, spari che si "fiondano" e muri che si sfondano, quasi un western urbano tra notti nitidissime e Cieli limpidi di strade "asciugate" nei grattacieli. Che, poi, clasutrofobico s'implode in tetragoni "Pentagoni", rifugio dell'"Illuminismo" militaresco di chi domina i giochi ma non riesce a placare l'"ira" autosciente di uno Skynet che vuol dominarla, l'umanità intera.
Da "sommerger" di cenere, per macerarne ogni grammo d'anima.
Film "incompiuto" che va di godibili sprazzi, con uno Schwarzy in gran forma forse "ritoccato", film in cui si "guastan le feste" e poco si festeggerà, film, forse, "irrisorio" o d'irrisolutezza, sebbene sia solido, con un Terminator meno stolido, quasi "passibile" di "scherni".
Film da 7 in pagella, forse meno m'anche di "più", nonostante difetti, nonostante, spesso, durante le sue due ore e il budget elevatissimo (200 milioni di dollari?), non alletti ma propenda, senza nulla toglier a tutto il "fracasso" o alla "bambolina", chiassosa puttanella "sterminatrice" o "trebbiatrice", per il "letto".
Grande film, perché è il terzo d'una saga che è nostro sangue.
(Stefano Falotico)
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- sufficienti [40]
- positive [27]
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24 febbraio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
E' una scopiazzata del secondo della serie, ma "Terminator 3" non vale i due precedenti neanche lontanamente. Se si evita il paragone ci si può divertire, qualche sequenza è adrenalinica e non mancano alcuni buoni momenti ricchi d'azione. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:2 impegno:1 tensione:2
voto al film: 
30 novembre 2011 Opinione di stealth su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Vedere il terminator dalla parte dei buoni non l'ho mai sopportato, già a partire dal secondo! In questo terzo episodio è tutto molto scontato, si ripete la trama del giorno del giudizio, vista un po' in modo differente! Alla fine troviamo solo azione....e dialoghi infantili da telefilm! Del resto, lo si è fatto anche per Predator. E' solo business...niente impegno. A parer mio, un B-Movie molto scarno, da guardare quando non si ha altro da fare.
voto al film: 
21 luglio 2011 Opinione di Travis Bickle 1979 su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
L'immortalità dell'etereità umana... o, sola, accecata dai raggi "solari" dell'atomica, nella sua umanità Terminator è un "organismo cibernetico" che, nel primo episodio, era inviato per uccidere il "buono", nel secondo era tramutato lui stesso in difensore delle "umane" bontà, nel terzo si "copia", incollandosi ai due film precedenti, "carbone" che ricalca il "già visto" con astuta furbizia, e, nel fracassone, calca la mano. Imperniato sulla...
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9 luglio 2011 Opinione di kael80 su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Bisogna ammettere che la prima parte del film è un rifacimento godibile ma non eccezionale (e nemmeno imprescindibile) degli altri Terminator, virato in chiave marcatamente ironica. La seconda parte, più intrigante, mette in scena alcune delle paure più attuali, legate all'escalation bellico tecnologica che la nostra società vive e teme quotidianamente. Ditemi che i droni, dei quali ogni tanto si sente nei notiziari, non somigliano ad alcune delle "macchine...
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31 agosto 2010 Opinione di Luke Vacant su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Mi aspettavo qualcosa di mlto brutto, invece ne sono rimasto un pò sorpreso. Certo, come i due primi film non è, non regge il confronto, diventa un ordinario film di fantascienza. Ma non ci si può lamentare, è ben realizzato e contiene qualche colpo di scena veramente intelligente.
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25 agosto 2010 Opinione di Mattyman su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Dopo i primi due bellissimi Terminator di James Cameron, purtroppo arriva anche il terzo episodio, che riduce la saga solo ad un inutile fracassone. Infatti, mentre i film precedenti erano ben lineari ed erano necessari per la storia, questo risulta inutile, non dice niente che già non si sapeva, presenta numerose forzature, non c'è nessuna emozione mentre lo si guarda tranne la noia e la progressiva delusione che va aumentando man mano che il film prosegue. Anche lo stesso...
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8 gennaio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Come si uccide un film immortale ? La risposta è riassumibile in questo fracassone senza cervello : il secondo (e per me ultimo) Terminator si concludeva con la voce fuori campo di Sarah Connor esprime pensieri ottimistici per il futuro che, per quanto si presentasse ignoto, aveva una cosa che prima dell' esplosione della fabbrica era assente e cioè la speranza, ed era bello (almeno per me) rimanere all' oscuro di ciò che accadeva dopo, pensando che la guerra non ci...
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4 gennaio 2010 Opinione di mode su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Buono, ma molto inferiore ai primi due..
voto al film: 
1 dicembre 2009 Opinione di Utente rimosso (Titanic900) su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Nel 2003 film di questo genere sono ormai pure routine e rispetto ai primi due si perde molto in sorpresa e in spettacolarità. Ma nonostante questo un terzo episodio veramente godibile, che non sminuisce ne rovina i due precedenti e che presenta molte soluzioni ben studiate e buone idee. Da non sottovalutare.
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9 settembre 2009 Opinione di AndyMorrison su "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
Insieme al secondo fa parte dei due che ho trovato più coinvolgenti e interessanti, senza nulla togliere al primo, mentre per il quarto farei discussione a parte. Schwarzenegger risulta come sempre all'altezza del ruolo, visto che questo è il "suo" ruolo. Stahl sembra promettere bene mentre Claire Danes risulta un po' acerba e lontana dai giorni della Giulietta di Shakespeare ("Romeo+Giulietta"). Degno di nota il personaggio del TX interpretato da Kristanna Loken.
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