Ballistic - La recensione di FilmTv
Con Antonio Banderas, Lucy Liu, Gregg Henry, Ray Park, Talisa Soto, Miguel Sandoval
La recensione di FilmTv
Neppure gli schiaffoni di Lucy Liu svegliano Antonio Banderas dal torpore. Che film inutile!
Il nome d’arte del regista è una garanzia. Se un giovane tailandese si fa chiamare Kaos e debutta a Hollywood con un film d’azione con Banderas nel ruolo spiegazzato del protagonista, vuol dire che gli uffici progetti delle produzioni cinematografiche sono in uno stato confusionale incurabile. Ballistic è un bruttissimo film di esplosioni, di fumogeni, di finti duelli a colpi d’arti marziali (sarebbero mature le condizioni per abolirli per un due o tre stagioni), di raffiche d’armi da fuoco che non colpiscono mai il bersaglio: evidentemente, tutti gli specialisti, in divisa e in borghese, dei film d’azione sono miopi o presbiti. La storia è messa insieme con poche sequenze dilatate fino alla “distruzione” semidefinitiva del set. Il regista è un allievo abbastanza rozzo e anonimo del corso guastatori cinematografici. Banderas come macho-action è risibile soprattutto quando finge di picchiarsi con Lucy Liu. Il copione vuole che il mediocre Antonio sia un agente dell’FBI in lutto per la morte della moglie (neanche un bambino crede per un attimo a questo risvolto privato) richiamato in servizio per combattere un’altra guerra segreta: bisogna neutralizzare un minaccioso dispositivo di morte. Lo sceneggiatore McElroy è laureato in psicologia. I suoi personaggi non se ne sono accorti.
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