La grande razzia (1954)
Con Jean Gabin, Marcel Dalio, Lino Ventura, Albert Rémy, Magali Noël
La trama
Un gangster fa carriera nel traffico di droga, ma con un secondo fine.
Henri detto "Le Nantais", arrivato a Parigi dall'America, si fa assoldare da un boss del narcotraffico, Liski. In breve ottiene di gestire il giro di droga che si nasconde dietro la copertura di un ristorante, dove ha un flirt con la cassiera Lisette. Quando gli viene affidato l'incarico di nascondere due killer riconosciuti dalla autorità, Henri fa la sua mossa...
Sulla scia di _Grisbì_ e tratto da un romanzo di Auguste Le Breton, questo polar di solida fattura, senza svolazzi autoriali, ha i suoi momenti migliori nell'osservazione della tossicodipendenza, con passaggi di durezza scioccante per il tempo e ancora oggi efficaci.
L'opinione più recente
Di PP scritta il 01/05/2010
Voto al film: 
1 febbraio 2010 Opinione di dedo su "La grande razzia"
Henri “Le Nantais” viene assunto da Liski, capo dello spaccio di stupefacenti, perché preceduto da una fama di duro deve riorganizzare con mano ferrea la rete di distribuzione della droga ed il laboratorio di produzione. Può contare sull’aiuto di due killer, Henry “Le Catalan”e Bibì. Come copertura dirige un locale notturno, della cui cassiera, Lisette, si innamora contraccambiato e di cui si fida sino a chiederle , in caso di pericolo, di...
voto al film: 
20 gennaio 2010 Opinione di Baliverna su "La grande razzia"
Bello questo “polar” con il grande Gabin, diretto bene quanto basta da Decoin. L'ambiente della malavita, del traffico di droga e dei tossicodipendenti viene descritto in modo crudo e realistico: i primi sono criminali spietati, per i quali contano solo i soldi e il potere, mentre la vita del prossimo vale meno di niente; i secondi sono esseri umani distrutti dalla droga, la quale ruba loro tutta la dignità e li riduce in un stato tra il pietoso e il disgustoso. L'unico...
voto al film: 
28 maggio 2009 Opinione di joseba su "La grande razzia"
Richiamato dagli Stati Uniti per riorganizzare il traffico di droga a Parigi, Henri Ferré detto "Le Nantais" (Jean Gabin) è alle dipendenze del boss Liski (Marcel Dalio), che gli affida il bar "Le Troquet" come copertura e quartier generale. Lisette (Magali Noël), la cassiera del locale, si innamora presto di lui, mentre i due scagnozzi Roger le Catalan (Lino Ventura) e Bibi (Albert Rémy) si occupano di eseguire gli ordini di Liski spalleggiando Henri nella ristrutturazione della rete...
voto al film: 
15 settembre 2008 Opinione di OGM su "La grande razzia"
Un gangster movie lucido e compatto come la seta, ma forse un po' troppo irrigidito intorno ai paradigmi della cinematografia d'antan. Il film è imperniato sulla figura di Jean Gabin in veste di divo burbero e glaciale, garbatamente impacchettato nei tradizionali cliché del boss malavitoso, un po' freddo ed autoritario amministratore del crimine, un po' galantuomo dal cuore tenero, un po' fatale seduttore e paterno amante. "La grande razzia" contravviene, però, ai canoni del genere...
voto al film: 
13 settembre 2008 Opinione di emmepi8 su "La grande razzia"
Diciamo che uno dei milgiori film del regista, ma anche nel genere che tratta, con molta circospezione, non è assolutamente male. Il doppio gioco, i killer e altro lo posizionano nel genere noir. Ben recitato senza molte sottolineatura ci portano ad un buon esodrio su un argomento oggi abusatissimo, e molto sepsso malamente diretto
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