Tardo autunno (1960)
Con Setsuko Hara, Yoko Tsukasa, Mariko Okada, Keiji Sata, Chishu Ryu
17/08/2011
Hara Setsuko: sorriso di donna 2
Tarda primaveraBanshun - Giappone, 1949 durata 108’di Ozu Yasujiro con Chishu Ryu, Hara Setsuko, Tsukioka Yameji, Sugimura Haruko Il vedovo Shukuchi, padre di Noriko, vuole che la...
di yume
La trama
Una vedova e sua figlia sono contese da un trio di spasimanti.
Dopo anni di vedovanza, Akiko pensa a risposarsi, nonostante la strenua opposizione della figlia Ayako. Tre vecchi compagni di scuola, da sempre innamorati di Akiko, si fanno avanti, ma al contempo tentano di strappare un sì anche ad Ayako...
Terzultimo film del maestro, curiosamente in bilico fra dramma e commedia.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 29/07/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Colori smaglianti, netti, definiti, una tavolozza che di autunnale non ha nulla perché lo spazio qui è per la giovinezza e il suo futuro, benchè i tre protagonisti maschili siano, effettivamente, alle soglie dell’inverno.
Ma non mostrano di crederci.
Akibiyori, 1960, è la risposta al femminile di Tarda primavera, 1949, tanta strada è stata consumata e su Hara Setsuko, lì figlia, qui madre, si è depositato quel velo sottile del tempo che fa dire di una donna, un giorno splendida, “è ancora una bella donna”, dai tre attempati ma cionondimeno arzilli sararimen, da sempre innamorati di lei (giovanotti, un tempo, andavano nella sua farmacia a comprar cerotti e aspirine pur di vederla).
Di fronte a lei, sempre sorridente e gentile, sembrano in adorazione, ma mogli molto simpatiche e ironiche li riportano ogni volta alla realtà.
Alla bella e ormai matura Akiko è morto il marito, il signor Miwa, unico amore della sua vita, quello che, a suo tempo, riuscì in un soffio a portarsela via sul suo cavallo bianco.
Le resta Ayako, bellissima figlia in età da marito, che i tre buoni amici di Miwa, Mamiya, Tayuchi e Hirayama, hanno deciso di far sposare, è ormai ora, nella loro concezione di vita non c’è spazio per una riconsiderazione delle tradizioni di fronte ai cambiamenti epocali, alle nuove generazioni senza kimono, alle scelte alternative di vita per cui amore e matrimonio non sono necessariamente l’uno il derivato dell’altro, e comunque, se proprio bisogna sposarsi, è necessario che coincidano.
Ayako per loro è come una figlia adottiva a cui un gran valore aggiunto è dato da Akiko, sogno impossibile ma sempre vivo nei loro cuori e…insomma, da cosa nasce cosa, se Ayako recalcitra perché non vuol lasciare sola la madre (e sull’altro motivo, cioè “non me ne importa niente di sposarmi” , glissano volentieri) allora trameranno per far risposare la bella vedova e toglierla d’impiccio.
E sposarla con chi?
Ma con Hirayama, ovvio, l’unico vedovo del trio (con somma invidia degli altri due che vorrebbero volentieri essere vedovi anche loro).
Naturalmente hanno fatto i conti senza l’oste, anzi l’ostessa.
Akiko non ci pensa proprio a rimaritarsi, anzi, quando Tayuchi va a sondare il terreno, lei non fa che parlargli di Miwa e piangere:
Non sai com’era bella mentre piangeva – racconta Tayuchi, reduce dalla missione pronuba a favore di Hirayama -…e poi, mi ha sbucciato una mela con quelle mani bianche…
E tu l’hai mangiata?- fa Mamiya con invidia malcelata.
Certo, e poi mi ha regalato una pipa di Miwa…
Comunque sia, travolto da tanto fascino, Tayuchi non è riuscito a compiere la missione e a fare il nome di Hirayama. ESPANDI +
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29 luglio 2011 Opinione di yume su "Tardo autunno"
Uno dei pochi film a colori di Ozu, e uno degli ultimi, nel ’63 la morte se lo portò via. Colori smaglianti, netti, definiti, una tavolozza che di autunnale non ha nulla perché lo spazio qui è per la giovinezza e il suo futuro, benchè i tre protagonisti maschili siano, effettivamente, alle soglie dell’inverno. Ma non mostrano di crederci. Akibiyori, 1960, è la risposta al femminile di Tarda primavera, 1949, tanta strada è stata...
voto al film: 
2 giugno 2010 Opinione di jonas su "Tardo autunno"
Una vedova, sua figlia e gli intrighi matrimoniali orditi da tre amici della prima, che cercano di far sposare ora l’una ora l’altra: riusciranno solo in uno dei due casi. Rivisitazione al femminile del soggetto di Tarda primavera ma in tono più leggero, almeno per lo standard di Ozu, con siparietti ed equivoci degni di una commedia. Forse meno rigoroso, ma tutto sommato gradevole. Devo ammettere che il senso di vari titoli scelti dal regista, variazioni su un tema...
voto al film: 
4 gennaio 2010 Opinione di luisasalvi su "Tardo autunno"
"Siamo in Giappone. Una giovane donna rimane improvvisamente vedova e non ha alcun mezzo per mantenere la figlia. Deve scegliere fra tre uomini desiderosi di possederla". Altrettanto sbagliato film.tv.it; forse ancor peggio Clarke Fountain di allmovie, secondo cui i tre amici vorrebbero sposare la madre ma decidono che uno di loro deve sposare la figlia. Non si capisce come si possa fraintendere così un film di Ozu, che oltre tutto ripete storie già narrate ed è quasi...
voto al film: 
22 settembre 2007 Opinione di kurosawa su "Tardo autunno"
Intenso, commovente, struggente pervaso da una delicatezza incomparabile, questo capolavoro assoluto di Ozu(poco celebrato), è irrinunciabile per la classica grazia compositiva del Maestro e per l'inebriante fragranza che si avverte in ogni inquadratura. voto: 10
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