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Estate violenta (1959)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Estate violenta: assente
Ritmo ritmo in Estate violenta: presente
Impegno impegno in Estate violenta: minimo
Tensione tensione in Estate violenta: presente
Erotismo erotismo in Estate violenta: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Estate violenta

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Estate violenta (voti: 22 media: 3,95) 22

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locandina di Estate violenta

La trama

Un tormentato rapporto di coppia nel drammatico crepuscolo del fascismo.

Riccione: Carlo, figlio di un gerarca fascista, si innamora di Roberta, vedova di un ufficiale. Quando Carlo rischia l'arresto per i suoi documenti non in regola, Roberta lo vuole nascondere a Rovigo: ma dopo un attacco aereo, il giovane decide diversamente... 

La tensione provocata dai rivolgimenti dell'estate del 1943 fa da cornice alla storia d'amore dei due protagonisti e ne condiziona i sentimenti. Zurlini (anche sceneggiatore, insieme a Giorgio Prosperi e a Suso Cecchi d'Amico) non fa un film di parte: con eleganza narrativa, evoca un periodo tormentato e propone un discorso di carattere soprattutto esistenziale.

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L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 22/11/2010 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto ottimo

Se non ancora è chiaro, Valerio Zurlini era un dio di regista. Se non bastano il crepuscolare e disperato La prima notte di quiete e l’austero e commovente Cronaca familiare, è il caso di farsi travolgere dall’Estate violenta che portò sullo schermo nel 1959 sullo sfondo di una Romagna ancora disimpegnata ma già angosciata dalla guerra. Proprio la sua collocazione geografica lascia intuire quel che sarà La prima notte di quiete, con la decadenza balneare (stavolta estiva) che solo l’Adriatico sa sprigionare – e se ci si mette anche Mario Nascimbene, con le sue trombe squillanti e meste, il concentrato è irresistibile. La storia, per quanto semplice, è paradossalmente una delle poche storie d’amore nude e crude del cinema italiano (come fa opportunamente notare Santo Morando), nella fattispecie l’amore malato e al contempo sano tra il giovane annoiato rampollo di una famiglia borghese (leggi: fascista) di Ferrara e una non troppo matura vedova di guerra con figlia, madre e cognata a carico. Il film è soprattutto il ritratto di una donna che ha vissuto l’intera esistenza nel ruolo (ipocrita, ma non erano ancora i tempi per ammetterlo del tutto) di perfetta signor(in)a (“Devi ricordare che sei una signorina”) che decide di cogliere la palla al balzo (rappresentata dal ragazzo gentile e disponibile) e provare ad essere un’altra cosa. È un ruolo con cui la splendida Eleonora Rossi Drago offre l’interpretazione della vita (Nastro d’Argento): la sua Roberta, trentenne in lenta evoluzione critica, protagonista di una parabola di una passione sentimentale nata essenzialmente dalla repressione borghese, è forse uno dei personaggi femminili più completi e belli del cinema italiano. Eleonora, da par suo, porta con sé il segreto dei suoi occhi, la sofferenza delle costrizioni (ben evidenti nel rapporto con la madre Lilla Brignone, che non fallisce come madre altera e severa), il bisogno di riuscire a poter ancor amare. Esattamente l’amore, tema capitale del film, si riflette attraverso le tipiche frasi degli innamorati (“Dimmi che domani sarà diverso”, “Tu sarai diverso”; “Ho paura che finisca”; “Non so dirtelo, ma ti amo”): eppure nulla è concesso allo stucchevole, tutto si presente rigoroso, straziante, vero. Un’avventura d’amore lancinante, alla ricerca di una felicità impossibile (la guerra non è finita per niente, come si cerca di far intendere all’inizio – “La guerra è finita e noi l’abbiamo perduta: quel che conta è uscirne vivi”), è un film memorabile con almeno due sequenze da stampare a memoria: i giochi di sguardi da brividi, col sottofondo di Temptations e il meraviglioso alternarsi di luce e buio (la fotografia di Tino Santoni è da applausi) e il bombardamento. È il raro caso di un (sotto)finale in cui l’abbraccio tra i due amanti non lascia presagire una lieta fine. In questo film ribelle (ribelle, tanto per dire, è Roberta che si oppone al suo ruolo e alla sua storia) il finale è quanto di più struggente ci possa fare. Che fine farà Jean-Louis Trintignant?
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SI

Opinioni su Estate violenta


30 gennaio 2011 Opinione di ed wood su "Estate violenta"
ed wood

Film in buona parte deludente. Fra le note positive, sicuramente gli intepreti: la Rossi Drago perfetta per la parte, mentre Trintignant ha dimostrato fin da subito di essere uno dei più grandi attori del suo tempo. La regia di Zurlini fa il possibile nel mettere in scena le difficoltà "morali" di questa passione proibita, ma secondo me avrebbe dovuto osare di più (anche se, nel '59, la censura era ancora pesante). Il difetto principale comunque sta nel...

voto al film: ed wood assegna il voto sufficiente a Estate violenta (1959)

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22 novembre 2010 Opinione di LorCio su "Estate violenta"
LorCio

Se non ancora è chiaro, Valerio Zurlini era un dio di regista. Se non bastano il crepuscolare e disperato La prima notte di quiete e l’austero e commovente Cronaca familiare, è il caso di farsi travolgere dall’Estate violenta che portò sullo schermo nel 1959 sullo sfondo di una Romagna ancora disimpegnata ma già angosciata dalla guerra. Proprio la sua collocazione geografica lascia intuire quel che sarà La prima notte di quiete, con la decadenza...

voto al film: LorCio assegna il voto ottimo a Estate violenta (1959)

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19 agosto 2009 Opinione di spopola su "Estate violenta"
spopola

“Scelsi il tema degli anni Quaranta perché era il tema della mia giovinezza. Il film però non è  affatto autobiografico. Ogni tanto mi accusano di fare dell’autobiografia, ma io ritengo – come diceva Thomas Mann – che l’autobiografia sia la malattia infantile di uno scrittore, e tento di evitarla disperatamente. (…) Questo non toglie che l’autobiografismo, cacciato dalla porta, rientri dalla finestra, perché rientra...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Estate violenta (1959)

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19 agosto 2009 Opinione di Mr.Klein su "Estate violenta"
Mr.Klein

C’è una caratteristica del cinema di Zurlini più evidente che in qualsiasi altro cineasta,ed è quella di dichiarare,di annunciare le intenzioni se non proprio l’epilogo praticamente dalle prima sequenze,in una richiesta sensibile di fiducia da parte dello spettatore che non viene mai tradita,e che colloca le sue opere in una zona franca e ahinoi poco scandagliata all’interno della storia del cinema italiano. Estate violenta non fa eccezione,pur con...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto buono a Estate violenta (1959)



22 maggio 2009 Opinione di mm40 su "Estate violenta"
mm40

C'è una storia d'amore difficile, che va contro le pressochè insormontabili difficoltà contingenti, c'è un paese in ginocchio in cui amici e nemici si confondono fra loro. C'è anche una certa pesantezza dei dialoghi, che pur ben si accosta alla levigata fattura delle immagini, che di tanto in tanto strizzano l'occhio, cercano la citazione del neorealismo (piuttosto che il neorealismo stesso). E' un bel lavoro, ma prolisso e lento nella sua durata comunque di per sè non eccessiva (un...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Estate violenta (1959)


4 dicembre 2008 Opinione di jonas su "Estate violenta"
jonas

Durante l’estate del 1943, nella riviera romagnola, il figlio di un gerarca si innamora di una giovane vedova di guerrra e per lei decide di abbandonare i privilegi di cui aveva goduto fino ad allora, rifiutando di imboscarsi e rispondendo alla chiamata alle armi. Anche la vedova compie una maturazione interiore, decidendo di seguire i propri sentimenti a dispetto della madre che pensa all’onore della famiglia. Fin qui tutto bene; il problema è che il finale non scioglie un’ambiguità...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Estate violenta (1959)

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12 novembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Estate violenta"
bradipo68

Zurlini racconta una storia d'amore che al tempo aveva tutti i crismi della sconvenienza in una cornice particolare ma da lui conosciuta molto bene(Riccione e il suo litorale)in un epoca storica importante per il futuro dell'Italia( 8 settembre 1943,l'inizio del crollo del fascismo con Mussolini che viene sollevato dagli incarichi di governo da parte del re).Siamo in piena guerra quindi ma i personaggi in cui ci imbattiamo nonostante bombardamenti e difficolta'in tutto sembrano non...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Estate violenta (1959)

1 commento

2 ottobre 2008 Opinione di teaestefano su "Estate violenta"
teaestefano

Grande film di Zurlini, intenso e complesso ritratto di un preciso periodo storico e soprattutto di personaggi indimenticabili. Il film è venato di tristezza sin dall'inizio e la vicenda umana dei protagonisti è scandita dalle pesanti ripercussioni del conflitto bellico già esasperato sulle loro vite. Interessante e sfaccettato è soprattutto il personaggio di Trintignant: un bravo ragazzo, buono anche, che sa amare, ma con un sottofondo qualunquista e un po' vigliacco inoculatogli dal...

voto al film: teaestefano assegna il voto ottimo a Estate violenta (1959)



20 agosto 2008 Opinione di emmepi8 su "Estate violenta"
emmepi8

Il secondo film di Zurlini dopo cinque anni dal debutto, qui però fa un film scritto da lui e sceneggiato insieme a Suso Cecchi D'Amico e Giorgio Prosperi. Una storia personale, sentimentalmente tormentata, con attori aderenti ai personaggi e con ambientazione non ovvia di una Ricccione del 1943.Lo sfonfo è quello dell'ultimo periodo del fascismo a cavallo con l'8 settembre, e tutta questa astoricità che si predica sia da parte della critica che del regista stesso( ma per lui è una...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Estate violenta (1959)

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17 giugno 2008 Opinione di sasso67 su "Estate violenta"
sasso67

Come la maggior parte delle opere di Zurlini, "Estate violenta" è un discreto film, seppure non esaltante. La guerra costituisce lo sfondo - anche se nel finale irrompe in maniera violenta e brutale - per una storia d'amore mal vista, secondo le convenzioni del tempo (ma anche oggi, chissà...). Per Carlo si tratta si un'esperienza che lo porterà, in ogni caso, a maturare (si fa per dire), tanto è vero che alla fine del film deciderà di non scappare e di andare a presentarsi alle...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Estate violenta (1959)

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