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Uccise la famiglia e andò al cinema (1967)

[Matou a família e foi ao cinema, Brasile 1967, Sperimentale, durata 64', b/n]   Regia di Júlio Bressane
Con Márcia Rodrigues, Renata Sorrah, Antero de Oliveira, Vanda Lacerda



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Uccise la famiglia e andò al cinema: minimo
Ritmo ritmo in Uccise la famiglia e andò al cinema: presente
Impegno impegno in Uccise la famiglia e andò al cinema: forte
Tensione tensione in Uccise la famiglia e andò al cinema: presente
Erotismo erotismo in Uccise la famiglia e andò al cinema: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Uccise la famiglia e andò al cinema

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Uccise la famiglia e andò al cinema (voti: 12 media: 3,08) 12

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La trama

Frammenti sparsi di orrore quotidiano.

Massacrati i genitori a coltellate, un ragazzo vede il film _Perdidos de amor_. Una giovane moglie benestante vuole divorziare. Passione (lesbica e non) e sangue sull'orlo di un precipizio. Una donna povera viene uccisa dal marito...  

Schegge di parossistica violenza, interlacciate da uno stile ellittico e innovativo.

L'opinione più votata

Di mise en scene 88 scritta il 25/04/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Alla fine degli anni Cinquanta, mentre nasceva in Europa la Nouvelle Vague, si andava formando in Brasile un movimento cinematografico simile, ma con caratteristiche più rivoluzionarie. I giovani cinefili, attratti dal cinema classico hollywoodiano e anche dal cinema artistico europeo (in particolar modo il neorealismo), iniziavano a incontrarsi nei cineclub e scrivevano articoli che affermavano una necessità di cambiamento produttivo nella cinematografia brasiliana. Il cambiamento avvenne e prese il nome di Cinema Nôvo, che si può brevemente descrivere con le parole del più grande maestro di questo movimento, Gluaber Rocha: "Film tristi, brutti... film che urlano, disperati, dove la ragione non sempre prevale". Ma artisti come Rocha, Ruy Guerra, Joaquim Pedro de Andrade, erano cineasti decisamente più militanti rispetto ai vari Godard. Il loro era un cinema ancora più nuovo della "Nouvelle" Vague e ponevano alla base della rivoluzione la condizione politica del paese. La loro necessità di fare cinema nasceva dalla volontà di parlare in nome del popolo e di tutte le minoranze. Le aspirazioni nazionali erano il centro tematico e spirituale di questa nuova cinematografia. Film come Il dio nero e il diavolo biondo (Deus e o diablo na terra do sol, 1963) e Barravento (1962) di Glauber Rocha erano la massima espressione di un cinema politico, rivoluzionario. "Il nuovo" che prendeva sopravvento sul "vecchio". Ma a delimitare i confini e lo sviluppo di questo movimento furono i due colpi di stato che negli anni Sessanta atterrarono il Brasile e tutta la sua produzione artistica e culturale. La repressione politica spinse molti artisti a lasciare il Paese. Rocha, Carlos Diegues e Ruy Guerra iniziarono a lavorare all'estero. Nel frattempo, mentre il Cinema Nôvo acquisiva prestigio e riconoscimenti internazionali, nasceva in Brasile un secondo movimento cinematografico più estremo: l'undigrudi, ovvero l'underground brasiliano. Questa avanguardia nasceva nei cineclub, nei cinema d'essai, e nelle università. Essa attraverso un'estetica del trash e scene raccapriccianti prendeva in giro la cosiddetta "estetica della fame". Più nuovo del Nôvo e della Nouvelle: ecco cos'era l'undigrudi brasiliano. I maestri indiscussi erano Rogério Sganzerla, Andrea Tonacci e sopratutto Jùlio Bressane autore del bellissimo ed eccentrico Uccise la famiglia e andò al cinema (Matou a famìlia e foi ao cinema, 1967). L'altra faccia del Cinema Nôvo si esprimeva nei 67 minuti di questo film estremo, che metteva alla base della sua estetica una visione violenta del quotidiano. Non più il popolo, non più la politica, ma il gesto del singolo in una realtà degradata. Quindi "frammenti sparsi di orrore quotidiano", come il ragazzo che in preda alla noia massacra i suoi genitori con un rasoio e poi va al cinema a vedere Perdidos de amor di Euripides Ramos. Un film estremamente patologico e tagliente, ogni inquadratura è come il taglio dell'occhio di Un chien andalou. Ma si rimane estremamente affascinati da questo cinema così primitivo, sporco, e oggi più che mai attuale.
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SI

Opinioni su Uccise la famiglia e andò al cinema


9 aprile 2012 Opinione di ed wood su "Uccise la famiglia e andò al cinema"
ed wood

Scusate, ma non riesco proprio a capacitarmi del fatto che un "Dillinger è morto" venga ritenuto da alcuni un film datato, mentre questo inguardabile e presuntuoso shocker, figlio degenere del Cinema Novo carioca, sia stato salutato da molti come un capitolo imprescindibile nel cinema moderno. Il vuoto e il non-senso dell'esistenza domestica e "borghese", in una società dove teledipendenza e oppressione familiare stringono un cappio attorno all'individuo, privandolo della sua naturale...

voto al film: ed wood assegna il voto pessimo a Uccise la famiglia e andò al cinema (1967)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

16 dicembre 2010 Opinione di tafo su "Uccise la famiglia e andò al cinema"
tafo

Un film superato dalla realtà, dove non sono sicuro della volontà del regista di presentare le provocazioni come normali, dove invece sono sicuro della loro eccessività.Il più e come il meno si dice dalle mie parti.L'eccesso di provocazione può essere uguale alla sua totale mancanza.Alla fine infatti nel film c'è poco o nulla di provocatorio tra un omicidio, una gallina in una vasca da bagno, o una camera che invece di seguire il protagonista segue...

voto al film: tafo assegna il voto sufficiente a Uccise la famiglia e andò al cinema (1967)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


14 dicembre 2010 Opinione di chribio1 su "Uccise la famiglia e andò al cinema"
chribio1

Leggendo il titolo di questo film,mi sembrava d'averlo gia' visto pochi anni fa,invece non era quello che pensavo io. Qualcuno mi sa' dire se esiste un film molto simile,ma a colori che probabilmente passo' in tv sempre da Enrico Ghezzi tempo fa,xche' sono sicuro che,il cinema,la famiglia uccisa e qualcos'altro mi ha fatto subito venire in mente questo film ma a colori. Cmq questo ha una storia forte ma pensata in modo interessante.voto.8.

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a Uccise la famiglia e andò al cinema (1967)


25 aprile 2010 Opinione di mise en scene 88 su "Uccise la famiglia e andò al cinema"
mise en scene 88

Alla fine degli anni Cinquanta, mentre nasceva in Europa la Nouvelle Vague, si andava formando in Brasile un movimento cinematografico simile, ma con caratteristiche più rivoluzionarie. I giovani cinefili, attratti dal cinema classico hollywoodiano e anche dal cinema artistico europeo (in particolar modo il neorealismo), iniziavano a incontrarsi nei cineclub e scrivevano articoli che affermavano una necessità di cambiamento produttivo nella cinematografia brasiliana. Il...

voto al film: mise en scene 88 assegna il voto buono a Uccise la famiglia e andò al cinema (1967)

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