Opinione di tafo su Europa '51
Con Ingrid Bergman, Alexander Knox, Ettore Giannini, Giulietta Masina
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
La banalità del bene e la purezza del cinema. La ricerca utopica di una società senza ideologie per una donna che rifiuta segni simboli e test di Roscharch. Fino alla tragedia familiare, Irene è una donna borghese con molto tempo per le cose futili e poco tempo per il figlio. Dopo la morte-suicidio del figlio che si sentiva trascurato dalla madre, Irene capisce che deve provare a migliorare il mondo a non lasciare solo chi chiede aiuto anche a costo di perdere la fiducia del marito e della propria madre. Inizia così il suo personale viaggio al termine delle ideologie dove ogni gesto non deve rispettare la simbologia delle convenzioni sociali. Il lavoro operaio spogliato dalle sue sovrastrutture è una condanna alla sofferenza e non può essere questo agli occhi di Irene a liberare l'umanità dalle disuguaglianze. Aiutare dei ragazzi di vita trascurando gli obblighi familiari è da pazzi per il nostro cattolicesimo bigotto. Le istituzioni non contemplano la possibilità di fare del bene disinteressato senza una serie di valori che lo giustifichino.
Un film puro dove il regista continua la sua ricerca del cinema del reale sin dal titolo semplice e chiaro, un luogo geografico e un anno come a dire al mondo qualcosa di universale. Un film che cerca di superare il filtro delle ideologie verrà attaccato aldilà dei suoi effettivi meriti o demeriti. Il regista accetta di affrontare senza protezione le decisioni delle istituzioni, come Irene sceglie di stare dalla perte dei pazzi, cioè di quelli che non accettano il quieto vivere borghese ma nemmeno la retorica molto spesso fine a sè stessa della sinistra. In definitiva un film ambizioso, sconfitto dalla storia ma unico nel legare la chiarezza del cinema realista con la purezza umana dei sentimenti.
Sulla regia di Roberto Rossellini
" Non un cinema che si vuole sogno; non un sogno che diventi cinema; non una realtà che diventa cinema , nè un cinema che si voglia realtà. Come il cinema -Rossellini sia un sogno. Il cinema che sogna il reale."(Enrico Ghezzi)
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