In America. Il sogno che non c'era (2002)
Con Paddy Considine, Samantha Morton, Sarah Bolger, Emma Bolger, Ciaran Cronin, Djimon Hounsou
La trama
Le peripezie di una famiglia irlandese sbarcata nella Grande Mela.
Johnny e Sarah Sullivan, immigrati a New York dall'Irlanda con due figlie al seguito, trovano alloggio in un caotico condominio popolato da tossicodipendenti, drag queen e un campionario assortito di varia umanità. Ciò nonostante, i Sullivan si mettono al lavoro per sistemare il proprio appartamento. Mentre i genitori vedono l'America come una successione di sfide e di pericoli, le figlie la considerano un luogo magico dove tutto può accadere...
I bambini guardano e ci guardano. Ora usano una videocamera come fa Christy, la narratrice, che documenta la "vita americana" di una famiglia irlandese immigrata in un quartiere povero di New York negli anni Ottanta: padre, madre e sorelle sperano di ritrovare una serenità sconvolta e squarciata dalla morte prematura di Frankie (il vero Frankie, al quale è dedicato il film, era il fratello di Jim Sheridan). I figli se ne vanno e svuotano le stanze e le famiglie: ne dissestano e funestano i ricordi, ne minacciano il futuro. Il racconto (la sceneggiatura è firmata dal regista insieme alle due figlie Naomi e Kirsten) di questo mélo a lieto fine ricorre a episodi autobiografici, il che aumenta il sentimentalismo che si avvinghia alle immagini e soffoca parecchie sequenze (una delle peggiori è quella dell'amore coniugale). Sheridan è talmente coinvolto da ciò che mette in scena da non riuscire a dosare commozione e mestizia. Ottima comunque Samantha Morton, che rivela - film dopo film - la forza di una recitazione svincolata dai dialoghi.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 7/2004
Tra autobiografia e sentimentalismo Sheridan si perde in una storia troppo “privata”
L'opinione più votata
Di ethan scritta il 24/07/2011 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Molto bella la sequenza dell'arrivo a New York, dove, in pochi minuti, si passa da una visione idilliaca ad una realtà decisamente squallida.
Se tutto funziona fino a due terzi del film, l'ultima parte, con l'accumulo di eventi di facile commozione, perde alcuni colpi.
Ottimo il lavoro sugli attori; anche se a ottenere le candidature agli Oscar sono Samantha Morton e Djimon Honsou, a bucare lo schermo sono le piccole interpreti Sarah ed Emma Bolger, sorelle anche nella realtà.
Voto: 7 (visto in v.o.s.)
- negative [7]
- sufficienti [4]
- positive [10]
- leggi tutte le opinioni
24 luglio 2011 Opinione di ethan su "In America. Il sogno che non c'era"
Jim Sheridan, dopo alcuni film ambientati nella natia Irlanda, gira il suo primo lungometraggio negli States, seguendo il punto di vista di una famiglia di immigrati provenienti dal Canada e di origine irlandese (del resto è una vicenda parzialmente autobiografica). Molto bella la sequenza dell'arrivo a New York, dove, in pochi minuti, si passa da una visione idilliaca ad una realtà decisamente squallida. Se tutto funziona fino a due terzi del film, l'ultima parte, con...
voto al film: 
17 luglio 2011 Opinione di sillaba su "In America. Il sogno che non c'era"
Il film è ottimo, un po' costruito, ma basta leggerlo nell'ottica degli "extracomunitari" bianchi per vedere cosa significa essere dall'altra parte. La Morton è fantastica, un volto da bambina che diventa sempre più interessante.
voto al film: 
24 gennaio 2011 Opinione di luanizza su "In America. Il sogno che non c'era"
Gran bel film...pieno di emozioni!! Voto 7,5
voto al film: 
25 settembre 2010 Opinione di danandre67 su "In America. Il sogno che non c'era"
film bello e pieno di sentimenti
voto al film: 
9 novembre 2008 Opinione di PP su "In America. Il sogno che non c'era"
Voto 7,5. Notevole l’impatto emotivo di questo film, recitato bene e sorretto da un’ottima sceneg-giatura. Esistenzialismo e metafisica si fondono, senza scivolare nel patetico e con grande spazio per emozioni genuine, profonde. [19.10.2008]
voto al film: 
21 luglio 2007 Opinione di cineelena su "In America. Il sogno che non c'era"
film che comincia bene, ma che voi diventa eccessivamente "strappalacrime" e unisce tutto ciò che di negativo può succedere ad una famiglia. La gente ha bisogno di questo, è vero... ma è troppo...
voto al film: 
16 febbraio 2007 Opinione di movieman su "In America. Il sogno che non c'era"
Comincia bene con "Do you believe in magic?" dei Lovin' Spoonful, poi lentamente si trasforma in un film per spettatori dalla lacrima facile, con una formula certificata, ossia bimbi innocenti e tenerissimi + gente buona e povera che soffre.
voto al film: 
1 novembre 2005 Opinione di zennodo su "In America. Il sogno che non c'era"
un film che fà forza sui sentimenti,ti commuove,e ti fà meditare ( la scena del conto dell'ospedale).Forse non siamo più abituati a piangere.
voto al film: 
15 giugno 2005 Opinione di Toto74 su "In America. Il sogno che non c'era"
sinceramente lho trovato un buon film. Anche se i sentimenti trattati nel film sono molto usurati ed è quindi facilissimo scivolare nel retorico e nel mieloso, al contrario il film trasmette vericità. Si, il film è molto sentito da chi lo ha fatto eda chi lo guarda, risulta sincero ed onesto, e solo chi ha la sensibiltità aquisita dopo una tragica perdita, lo può capire e sentire fino in fondo, senza soffermarsi alle retoriche apparenze.Davvero non capisco come i critici di filmtv gli...
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- negative [7]
- sufficienti [4]
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