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La conversa di Belfort (1943)

[Les anges du péché, Francia 1943, Drammatico, durata 90', b/n]   Regia di Robert Bresson
Con Renée Faure, Jany Holt, Sylvie, Marie-Hélène Dasté



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La conversa di Belfort: assente
Ritmo ritmo in La conversa di Belfort: presente
Impegno impegno in La conversa di Belfort: forte
Tensione tensione in La conversa di Belfort: presente
Erotismo erotismo in La conversa di Belfort: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La conversa di Belfort

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La conversa di Belfort (voti: 23 media: 3,65) 23

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La trama

Anne-Marie è una giovane ragazza animata da una profondissima vocazione, che la spinge a  entrare nel convento delle domenicane di Betania. Qui trova rifugio la ribelle Thérèse, anima "persa" che Anne-Marie tenta con tutte le sue forze di recuperare... 

Cinema, arte dell'immagine. Discorso rivelato fatto di sottili giochi di sguardi, alternanze ombre/luci, rispecchiamenti di personalità. Cinema, arte della valorizzazione del gesto. Salvifico, votato alla dannazione, follemente altruistico nella sua assoluta ostinazione. È la sintassi visiva di Robert Bresson, maestro di cinema, in grado di far vibrare lo schermo con la rappresentazione  di una lotta tra anime che racchiude in sè tutta la gamma dei sentimenti umani.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 20/03/2010 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Anna-Mariè è una ragazza che entra come novizia in un convento specializzato al recupero di detenute. La ragazza prende subito a cuore le vicende di Thèrèse e vuole convincerla ad entrare in convento per redimerla dai peccati. Alla fine Thèrèse seguirà il consiglio di Anna-Mariè, non prima però di aver ucciso l'uomo che ingiustamente l'ha costretta a fare due anni di carcere. Immerso nella delicata grazia di un convento, "La conversa di Belfort" segna l'esordio alla regia di Robert Bresson che con la maturità di chi è già grande ci restituisce in tutta la sua pregnanza etica l'austero percorso di una suora che conduce alla beatitudine eterna. Anna-Marie si sente particolarmente portata per la dedizione per gli altri ma la ferrea disciplina del convento e il rigido rispetto per le regole mal si sposano con la sua esuberante vitalità, la sua smania di agire. Nonostante il generale apprezzamento per le sue pie intenzioni, il suo carattere forte e impulsivo la farà entrare in contrasto con le sorelle. E'soprattutto l'atteggiamento riottoso di Thèrèse a incrinare il suo amor proprio e a farla dubitare delle bontà del suo percorso esistenziale. Si è già accennato al fatto che "La conversa di Belfort" è stato il primo film del cineasta francese. Va aggiunto che in esso sono già presenti i tratti peculiari della sua poetica. Il rigore innanzitutto, che in Bresson agisce per sottrazione di tutto ciò che è ritenuto superfluo per le sue finalità espressive. L'antispettacolarità dell'azione scenica è un aspetto che nel suo cinema è condotto a un livello di estremità che non conosce eguali. Emblematiche e bellissime sono le sequenze in cui Thèrèse prima si procura l'arma e poi arriva all'appartamento dell'uomo che uccide. La macchina da presa non si sposta di un centimetro dalla faccia di Thèrèse, tutto ciò che gli capita intorno non ha importanza a perciò non merita di inquinare l'essenzialità di un volto solcato dalla sofferenza, la pregnanza iconografica di occhi infuocati dalla vendetta. Altro aspetto presente è poi il percorso spirituale dell'uomo verso l'espiazione delle sue colpe terrene attraverso la sofferenza che in Bresson non è mai la banale trasposizione scenica di una religiosità estetizzata, la mera rappresentazione di rituali liturgici. In Bresson è continuamente problematizzata la complessità di un percorso di fede che si risolve sempre in una questione d'intamità spirituale tra l'uomo e Dio, in un rapporto simpatetico tra il creatore e il creato. In questo film Bresson affida al parallelismo che si concreta tra il vissuto di Anna-Mariè e quello di Thèrèse il compito di rappresentare la tortuosità degli imprescrutabili disegni divini. Per Anna-Mariè Thèrèse è il dono ricevuto da Dio per il suo cammino di fede. Per Thèrèse, invece, le attenzioni di Anna-Mariè gli impediscono di vivere in beata solitudine col rimorso della sua colpa segreta e la tentazione di aprirsi di fronte a cotanta bontà è forte e dolorosa. Perciò Thèrèse la rigetta, gli mosta aperta ostilità. Alla fine Anna-Mariè riesce a creare una sorta di continuità spirituale tra la sua vita e quella di Thèrèse ma questa deve ancora scontare le sue colpe con la giustizie degli uomini. Credo si possa affermare che già in questa prima opera c'erano elementi sufficienti per poter intravedere una cifra stilistica unica nel panorama cinematografico di uno dei più grandi cineasti di sempre.
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SI

Opinioni su La conversa di Belfort


18 novembre 2011 Opinione di jonas su "La conversa di Belfort"
jonas

Una ragazza di buona famiglia viene ammessa come postulante in una comunità di suore che si occupa della redenzione di ex carcerate; è zelante ma orgogliosa, un tantino esaltata (prendersela con un gatto nero perché incarna il demonio, ma via) e ha poco rispetto per le regole. Trascurando gli altri suoi doveri, si prende a cuore il caso difficile di una ladra che è stata appena scarcerata e che in realtà si è rifugiata in convento solo per sparire dalla circolazione dopo aver ucciso...

voto al film: jonas assegna il voto buono a La conversa di Belfort (1943)

nessun commento
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15 ottobre 2011 Opinione di luisasalvi su "La conversa di Belfort"
luisasalvi

Le “Suore domenicane di Betania”, inizialmente “Suore di santa Maria Maddalena di Betania” sono una congregazione nata in Francia (dove il culto per Maria Maddalena è sempre stato molto forte e diffuso) per riunire donne uscite di prigione che intendono vivere insieme religiosamente, assieme ad altre che non hanno avuto condanne penali; il principio base è che il passato non conta. Immagino che la presentazione del tipo di vita nel convento, con obblighi di obbedienza piuttosto...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a La conversa di Belfort (1943)

nessun commento
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3 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "La conversa di Belfort"
emmepi8

Debutto di Bresson e i temi a lui cari vengono fuori tutti,  una vera e propria programmaticità di quello che sarà il suo percorso: religione, malavita, pentimento, espiazione, incontro e scontro per riaffermare i problemi di coscienza a cui si va incontro, senza mai  esporsi in prediche oratorie, ma soffermarsi sui contenuti in maniera naturale ed incisiva,  saltando, in parte, le scene madri che sono sempre in agguato, e che in questo suo primo film si...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La conversa di Belfort (1943)

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30 luglio 2011 Opinione di Misantropo su "La conversa di Belfort"
Misantropo

Visto ieri notte grazie al provvido Ghezzi. Una reinterpretazione 'umana' e quindi più realistica\possibile del Vangelo, con Anne-Marie (diventata Anna-Maria nella versione italiana) che si sacrifica in quanto Redentrice e Therese (Teresa) un po' Giuda, un po' ladrone crocifisso. Interessante il binomio rinuncia del mondo\della vita (Teresa rifugge il mondo e quindi la società, perchè colpevole di un omicidio; Anna-Maria rinuncia alla vita per...

voto al film: Misantropo assegna il voto buono a La conversa di Belfort (1943)

nessun commento
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12 maggio 2011 Opinione di mm40 su "La conversa di Belfort"
mm40

Robert Bresson esordisce nel cinema a quarant'anni passati, dopo una serie di significative esperienze nella pittura e nella fotografia; sceglie come ambiente, per una sceneggiatura firmata da lui stesso, padre Raymond Leopold Bruckberger e Jean Giraudoux, le claustrofobiche stanze di un convento di suore e mette in scena un dramma sottilissimo dall'andamento però un po' troppo stereotipato. La parabola di suor Anna Maria, per quanto piuttosto convenzionale, è a suo modo...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a La conversa di Belfort (1943)


13 marzo 2011 Opinione di luca826 su "La conversa di Belfort"
luca826

VOTO 7,5 ANTICIPATORE (Tv 10 Marzo 2011) Dopo un inizio thriller e notturno, il primo Bresson si dispiega nei territori più consoni alla propria poetica e lo fa con una messa in scena classica, lasciando intravedere le linee guida dei suoi lavori successivi. La storia infatti è un dramma psicologico che si conclude con un doppio sacrificio volto alla ricerca di una pace interiore quanto mai problematica, sempre il punto nobile e debole dei giovani personaggi bressoniani....

voto al film: luca826 assegna il voto buono a La conversa di Belfort (1943)

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7 febbraio 2011 Opinione di ed wood su "La conversa di Belfort"
ed wood

Bresson ha sempre fatto un cinema cristiano, sin dal suo esordio Le tematiche della Conversa di Belfort infatti sono già quelle dei suoi capolavori futuri. Quello che manca qui è il suo tipico stile ellittico, quel lavoro di sottrazione che resta il maggior lascito di Bresson sulle generazioni successive. Tuttavia, il nitore delle inquadrature e la dolce solennità dei movimenti di macchina annunciamo una sobrietà di stile capace di competere con Dreyer,...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a La conversa di Belfort (1943)

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2 febbraio 2011 Opinione di chribio1 su "La conversa di Belfort"
chribio1

per piu' di 1 h. non succede nulla d'interessante ma ormai e' troppo tardi per salvare la baracca.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a La conversa di Belfort (1943)

1 commento


20 marzo 2010 Opinione di Peppe Comune su "La conversa di Belfort"
Peppe Comune

Anna-Mariè è una ragazza che entra come novizia in un convento specializzato al recupero di detenute. La ragazza prende subito a cuore le vicende di Thèrèse e vuole convincerla ad entrare in convento per redimerla dai peccati. Alla fine Thèrèse seguirà il consiglio di Anna-Mariè, non prima però di aver ucciso l'uomo che ingiustamente l'ha costretta a fare due anni di carcere. Immerso nella delicata grazia di un convento, "La...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a La conversa di Belfort (1943)

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25 aprile 2009 Opinione di michel su "La conversa di Belfort"
michel

I SOLDATI DI DIO Esiste la grazia? Per il Bresson della "conversa" si. Lo scopriamo al termine di un duello all’ultimo sangue tra una suora per vocazione e un’assassina senza speranze in un film di anime in azione. Bresson fa presagire l’astrazione dei film successivi nella messa in scena scabra, dalle immagini sobrie e bellissime, nel taglio secco del montaggio, nella durezza militaresca dei gesti. C’è ancora spazio per una certa costruzione dell’effetto drammatico anche se...

voto al film: michel assegna il voto buono a La conversa di Belfort (1943)

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