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Su su per la seconda volta vergine (1969)

[Yuke Yuke nidome no shojo, Giappone 1969, Drammatico, durata 66']   Regia di Koji Wakamatsu
Con Mimi Kozakura, Michio Akiyama



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Su su per la seconda volta vergine: assente
Ritmo ritmo in Su su per la seconda volta vergine: minimo
Impegno impegno in Su su per la seconda volta vergine: minimo
Tensione tensione in Su su per la seconda volta vergine: minimo
Erotismo erotismo in Su su per la seconda volta vergine: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Su su per la seconda volta vergine

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Su su per la seconda volta vergine (voti: 17 media: 4,18) 17

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La trama

Lui, lei e il peso di vivere.

Sulla terrazza di un palazzo, un ragazzo assiste allo stupro di una giovane. La mattina dopo, sono ancora lì: lei vorrebbe morire, lui le canta una canzone. Cominciano a parlare. La vita continua? 

Wakamatsu, 98 film in 34 anni: non tutti sono perfetti, questo è uno dei più belli.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 12/04/2010 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Nel cinema di Koji Wakamatsu, il ritratto del male è sempre ridotto all’osso, alla sua scarna essenza di squallore e sofferenza. La sua arte è una poesia sbiadita e rassegnata, diluita nell’inchiostro annacquato del dolore; ma la reticenza e l’apparente distacco sono solo l’effetto della lontananza, del dislivello che separa la superficie della realtà dal fondo dell’anima, in cui si trovano le ferite più gravi ed insanabili.  Il nichilismo dei personaggi di questa storia deriva dall’impossibilità di arrivare con la mente e con il cuore fino a toccare quell’abisso, per comprendere l’origine della loro mortale disperazione.  La loro ricerca di un perché si esaurisce nel loro inutile vagabondare su e giù per le scale di un palazzo, dalla terrazza fino alla cantina: un viaggio astratto e inconcludente tra i  gironi di un inferno interiore, in cui l’unica certezza raccolta a metà strada è la banale logica della vendetta. Ad avere senso è solamente un freddo meccanismo assassino, come risposta naturale ed automatica al cinismo dell’offesa subita, o come radicale rimedio ad un madornale errore commesso.  Il sentimento è un accidente temporaneo, troppo fugace e occasionale per essere creduto; la stessa umanità è un’aura evanescente, che affiora in un momento, e che subito s’invola, come un canto che s’eleva una volta sola, per poi perdersi per sempre. Il suo permanere, od anche solo il suo ritorno, è un’insostenibile chimera, come lo è la compassionevole illusione di poter vivere una seconda verginità. Tutto ciò che è bello, infatti, passa e va, ed immutabile resta solo la prigione della nostra incapacità di svincolarci dai segni indelebili che in noi ha lasciato l’esistenza. L’unica possibile evasione è una volontaria corsa verso il nulla, che acceleri, per noi e per gli altri, l’ineludibile destino di dissolvimento: l’estetica di questo film è quella dello strappo, dello scatto estemporaneo, dei fotogrammi che, nel loro susseguirsi, compongono una drammatica prosa della precipitazione, delle azioni tragiche ed irreversibili che si consumano nello scioccante lampo di un istante.
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SI

Opinioni su Su su per la seconda volta vergine


17 settembre 2011 Opinione di sasso67 su "Su su per la seconda volta vergine"
sasso67

Sulla terrazza di un grattacielo, una ragazza viene stuprata dal branco. Solo un ragazzo non partecipa alla violenza di gruppo, anche se si limita a guardare. A lui la ragazza chiede di ucciderla. Il giovane si rifiuta, ma non perché sia incapace di uccidere. Di vendetta in vendetta, non si può che giungere ad un finale tragico. Una parabola che si basa sul binomio inscindibile eros e thanatos, o, meglio ancora, sull'identificazione tra sesso violento ed omicidio. Più volte viene...

voto al film: sasso67 assegna il voto mediocre a Su su per la seconda volta vergine (1969)

5 commenti
[utile per 2 utenti]

21 aprile 2010 Opinione di ed wood su "Su su per la seconda volta vergine"
ed wood

Sui temi (prossimi ad Oshima), di gioventù, sesso, violenza, morte, nichilismo, Wakamatzu fa un film estremo, eversivo, orgiastico, ambiguo. Ha il difetto di essere parecchio intellettualistico e francamente non sempre comprensibile, ma è riscattato da un talento visivo innegabile e da un sapiente utilizzo dell'unità di luogo (la terrazza). Certamente si tratta di un film intenso, le cui immagini restano negli occhi degli spettatori: possono respingere, ma non certo...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Su su per la seconda volta vergine (1969)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


12 aprile 2010 Opinione di OGM su "Su su per la seconda volta vergine"
OGM

Nel cinema di Koji Wakamatsu, il ritratto del male è sempre ridotto all’osso, alla sua scarna essenza di squallore e sofferenza. La sua arte è una poesia sbiadita e rassegnata, diluita nell’inchiostro annacquato del dolore; ma la reticenza e l’apparente distacco sono solo l’effetto della lontananza, del dislivello che separa la superficie della realtà dal fondo dell’anima, in cui si trovano le ferite più gravi ed insanabili.  Il...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Su su per la seconda volta vergine (1969)

nessun commento
[utile per 6 utenti]

13 ottobre 2005 Opinione di bamba su "Su su per la seconda volta vergine"
bamba

Maledettamente controverso,violento,paranoico angosciante. Un vero e propio colpo allo stomaco.

voto al film: bamba assegna il voto buono a Su su per la seconda volta vergine (1969)



15 maggio 2005 Opinione di mise en scene 88 su "Su su per la seconda volta vergine"
mise en scene 88

Un film maledettamente bello... Sicuramente Tarantino conoscerà questo regista, che sembra essere molto underground e anche molto pulp. Un film che ogni cinefilo dovrebbe avere.

voto al film: mise en scene 88 assegna il voto buono a Su su per la seconda volta vergine (1969)



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