Opinione di frankwalker su Fa' la cosa giusta
Con Danny Aiello, Spike Lee, John Turturro, Rosie Perez, Ossie Davis
- negative [6]
- sufficienti [3]
- positive [28]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Una giornata calda, anzi torrida. Durante la giornata più estenuante dell’anno, una colorita (nel senso reale del termine) serie di personaggi, appartenenti alle più disparate etnie, inganna il tempo come può: personaggi che s’incrociano e scontrano, i cui problemi e le cui vicissitudini li vedono di volta in volta al centro di episodi a incastro, tesi a formare un ritratto corale sullo sfondo del quartiere popolare newyorchese di Bedford Stuyvesant. Eppure, dietro la facciata quieta e serena del ghetto in cui ciascuno cerca di badare ai fatti propri, divorando avidamente tranci di pizza o giocando per le strade, covano malumori mai spenti, dissapori apparentemente nascosti e mai rimossi. La miccia di questa rabbia alla radice trova l’occasione di accendersi nel più futile dei motivi: il personale della pizzeria più frequentata del quartiere, le cui pareti grondano di fotografie di italo-americani, rifiuta di appendere istantanee di “fratelli neri” come invece vorrebbe un polemista di colore, nevrotico e attaccabrighe. Da un momento all’altro, la facciata del quieto vivere è privata della propria patina ingannevole: non esistono motivi buoni o meno, non ci sono buoni né cattivi. A contare sono intolleranze covate a lungo che, nella scena culminante del film, sprigionano in una colluttazione corpo a corpo destinata a concludersi tragicamente e in cui a rimetterci non è la classe bianca, ma è occasione per tutti gli abitanti di Bedford Stuyvesant di riunirsi, e per l’osservatore di vederli riuniti. Il turpiloquio con cui ci si schermaglia d’abitudine, sia pure temporaneamente, è messo da parte per sfogare un identico malessere su qualcosa: ma solo per evitare che qualcun altro ci rimetta la pelle e non rendersi fautori di gesti che non consentirebbero ritorno. Un’opera precorritrice, “Fa’ la cosa giusta”, il miglior Spike Lee prima maniera: costellato di segmenti che s’intrecciano a catena in modo incessante, il quadretto è sempre condito dall’umorismo sarcastico, provocatorio, anarcoide caro al regista (qui anche interprete, nel ruolo del fattorino Mookie). Tuttavia, qualche battuta un po’ troppo feroce fatica a nascondere i sintomi di una comune intolleranza – razziale e non solo – che trova un’eclatante conferma nei “camera look” zoomati di alcuni personaggi, ognuno inquadrato alle prese coi propri sfoghi nei confronti delle minoranze. Rancori personali non esenti da luoghi comuni che ne smorzano i toni polemici, prim’ancora di trovare la soluzione più compiuta nel violento sottofinale, nel corso del quale ciascuno diventa responsabile d’una tensione che smarrisce via via le ragioni di partenza. Il mattino dopo, il sole rispunta su una sfilza di marciapiedi stracolmi di rifiuti: tutti si leccano le proprie ferite... Scegliendo per questo film un epilogo ispirato alla tragedia di Howard Brach di tre anni prima, in cui un nero fu ucciso da una banda di adolescenti, Spike Lee non immagina (o forse chissà) di realizzare un episodio profetico: un altro giovane di colore, tale Rodney King, sarà vittima di un pestaggio mortale per mano di alcuni poliziotti, qualche anno dopo. Episodio, quest’ultimo, incipit per un’altra pellicola del cineasta afro-americano, “Malcolm X”. Proprio del leader di colore, in “Fa’ la cosa giusta” Lee inserisce una citazione lapidaria accanto a una di Martin Luther King: due considerazioni antitetiche sull’uso della violenza, che però, a stare bene attenti, non distolgono dall’idea che lo stile del cineasta – destinato come altri a trovare una pletora di imitatori – si misuri con una posizione al riguardo piuttosto ambigua, allo stesso modo in cui il didascalismo moraleggiante così ricorrente nel suo cinema, come pure in questo film, appaia più che altro un furbo “escamotage” per distanziarsi da quanto l’occhio della macchina da presa mette in risalto.
Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 14/5 al 20/5
- 1 Dark Shadows 2.369.011,00
- 2 The Avengers 1.022.353,00
- 3 American Pie: Ancora insieme 1.005.020,00
- 4 Quella casa nel bosco 472.907,00
- 5 Hunger Games 352.566,00
- 6 La fredda luce del giorno 312.884,00
- 7 Chronicle 310.716,00
- 8 Il pescatore di sogni 232.725,00
- 9 Margin Call 165.394,00
uscite del
uscite del




