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Il profondo desiderio degli dei (1968)

[Kamigami no fukaki yokubo, Giappone 1968, Drammatico, durata 167']   Regia di Shohei Imamura
Con Kazuo Kitamura, Rentaro Mikuni, Choichiro Kawarazaki, Yoshi Kato



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il profondo desiderio degli dei: minimo
Ritmo ritmo in Il profondo desiderio degli dei: presente
Impegno impegno in Il profondo desiderio degli dei: forte
Tensione tensione in Il profondo desiderio degli dei: minimo
Erotismo erotismo in Il profondo desiderio degli dei: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il profondo desiderio degli dei

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il profondo desiderio degli dei (voti: 9 media: 4,11) 9

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La trama

Un apologo sulle due anime dell'uomo.

L'ingegner Kariya arriva da Tokyo a Kurage, un'isola - immaginaria - del Giappone sud-occidentale, per scavare un pozzo d'acqua destinato a uno zuccherificio. Il contatto con gli abitanti del luogo (soprattutto Ryu Ryugen, il capo della comunità isolana, e Nekichi, che da vent'anni sta scavando una buca nel terreno per espiare l'incesto consumato con la sorella Uma), legati a panteistici culti primitivi, metterà in crisi il suo spirito razionale.  

Imamura e il co-sceneggiatore Keiji Hasebe affrontano il conflitto fra arcaico e moderno e ne traggono un'opera potente e visionaria, fra le.maggiori della filmografia dell'autore nipponico.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 20/12/2010 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Lo scontro tra tradizione e modernità, a Kurage, piccola isola di contadini e pescatori, assume la veste di un tragico conflitto tra due opposte forme di barbarie, entrambe ugualmente irrispettose della dignità dell’uomo: l’individuo,  originariamente soggetto alla crudele ira degli dei, con l’avvento dell’industrializzazione e del mercato del turismo diventa  ora schiavo delle ciniche logiche del profitto. L’istinto rimane sullo sfondo, a fare da filo conduttore ad una vicenda che contrappone l’impulso privo di morale all’avidità priva di criterio: se, nelle comunità civilizzate, il sesso è stato regolamentato ed istituzionalizzato (vedi l’ingegnere venuto da Tokyo, che è marito fedele e padre di famiglia), il desiderio di crescita economica, per contro, si impone come una necessità assolutamente prioritaria, che  non tiene conto delle radici culturali dei popoli. Così il terreno dove prima si estendevano risaie e campi di canna da zucchero è destinato ad essere spianato per fare spazio ad un aeroporto, benché ciò  significhi la morte di una millenaria tradizione agricola. Gli uomini contemporanei non hanno la pazienza di scavare un canale nella roccia affinché l’acqua della sorgente possa raggiungere la manifattura dello zucchero: eppure, appena fuori dal villaggio c’è chi, per  castigo, è rimasto vent’anni incatenato, condannato a lavorare con le mani per abbattere una montagna. La religiosità degli abitanti del luogo conosce solo un infinito presente ed un passato indefinitamente remoto, in cui si colloca l’origine divina e misteriosa di tutto ciò che esiste. La visione del mondo è basata su un creazionismo privo di qualsiasi evoluzione (ben raffigurato dal cantastorie paralitico), in cui tutto è improvvisamente comparso dal cielo: la leggenda sostituisce la storia e, di fatto, travisando la memoria, la azzera: alla fine del film si scoprirà che anche l’isola di pochi anni prima, quella tranquilla oasi tropicale precedente all’arrivo degli affaristi edochiani, è stata relegata nell’anticamera del tempo, trasformata in un mito irraggiungibile e quindi immune dal dolore del ricordo, dal rancore per i torti subiti, dal rimorso per i delitti commessi. Nell’antica mentalità giapponese, ciò che è stato, talvolta, si cancella per sempre, dalla realtà umana,  come i crimini si estinguono completamente quando vengono espiati. Il potere di cambiare le cose appartiene, infatti, esclusivamente agli dei, che sono i soli a giudicare e a dettare legge.   Il loro  profondo desiderio, il cui oggetto è rappresentato, nel racconto, dal corpo femminile, è una sensualità suprema che si manifesta in dominio e forza generatrice: prerogative che non competono all’uomo, il quale deve solo osservare i limiti, servire ed obbedire.
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SI

Opinioni su Il profondo desiderio degli dei


21 ottobre 2011 Opinione di sasso67 su "Il profondo desiderio degli dei"
sasso67

Al volgere degli anni Sessanta, Imamura si interessa alla cultura delle isole meridionali dell'arcipelago nipponico e la innesta nel tema dell'eterno contrasto tra modernità e tradizioni ancestrali. Lo sguardo del regista su questo scontro è pessimista, poiché se la modernità è distruttiva e corruttrice rispetto ad un patrimonio tradizionale, che rischia di andare inesorabilmente perduto, la cultura degli avi è portatrice di pratiche oscure e superstiziose, oltre che dedita alla...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Il profondo desiderio degli dei (1968)

nessun commento
[utile per 5 utenti]

20 dicembre 2010 Opinione di OGM su "Il profondo desiderio degli dei"
OGM

Lo scontro tra tradizione e modernità, a Kurage, piccola isola di contadini e pescatori, assume la veste di un tragico conflitto tra due opposte forme di barbarie, entrambe ugualmente irrispettose della dignità dell’uomo: l’individuo,  originariamente soggetto alla crudele ira degli dei, con l’avvento dell’industrializzazione e del mercato del turismo diventa  ora schiavo delle ciniche logiche del profitto. L’istinto rimane sullo sfondo,...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il profondo desiderio degli dei (1968)

nessun commento
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17 ottobre 2010 Opinione di Axeroth su "Il profondo desiderio degli dei"
Axeroth

Uno dei film più visionari e fantastici che il cinema nipponico abbia mai prodotto...  Quest'opera antropologica di ben 3 ore, mostra in modo eloquente e anche allucinante, come la civilizzazione abbia rovinato e condizionato, oltre che schiacciato, l'ancestrale per dare spazio alla muffa modernità, fatta di impressioni, illusioni e atrofizzazione. L'ancestrale, seppur selvaggio e privo di razionalità era circondato e saturo di misticismo, mistero e...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Il profondo desiderio degli dei (1968)

2 commenti
[utile per 3 utenti]

26 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Il profondo desiderio degli dei"
chribio1

film visionario ed onirico al tempo stesso e si fa anche guardare,assai lungo ma e' anche abbastanza interessante nella sua totale visione.voto.6.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Il profondo desiderio degli dei (1968)



1 giugno 2006 Opinione di HarryLime su "Il profondo desiderio degli dei"
HarryLime

Film visionario, a tratti quasi incredibile, da non perdere per chiunque ami l'oriente e i suoi colori.

voto al film: HarryLime assegna il voto buono a Il profondo desiderio degli dei (1968)


27 settembre 2005 Opinione di nico80 su "Il profondo desiderio degli dei"
nico80

7+

voto al film: nico80 assegna il voto nd a Il profondo desiderio degli dei (1968)




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