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Primo amore (2004)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Primo amore: assente
Ritmo ritmo in Primo amore: presente
Impegno impegno in Primo amore: presente
Tensione tensione in Primo amore: forte
Erotismo erotismo in Primo amore: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Primo amore

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Primo amore (voti: 97 media: 3,45) 97

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La trama

Un'angosciante, sadomasochistica relazione di coppia.

Vittorio è turbato e inquieto, e riesce ad amare una donna solamente se rientra nei suoi rigidi canoni estetici: ovvero, se è estremamente magra. Sonia fa volontariato, è attenta al sociale, ma quasi inspiegabilmente rimane attratta dal lato oscuro di Vittorio...  

"Viaggio allucinante" nell'oscurità di un rapporto malato, in cui ad affascinare di più sono l'ambiguità di una passione, il mistero di una simbiosi, le contorsioni di due psicologie che non si arrendono alla normalità, e che forse del nostro mondo "antropocentrico" (perché il corpo e la soddisfazione dei suoi bisogni sono alla base del concetto di consumo) sono entrambi schiave infelici. Più cerebrale del precedente _L'imbalsamatore_, ma pur sempre denso e doloroso, necessario alle nostre ormai asfittiche visioni. La Cescon è dimagrita di 15 chili durante le riprese, il protagonista-scrittore Trevisan è una presenza che inquieta e incide.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 8/2004

Viaggio in un rapporto malato, sintomo di un mondo marcio. Duro ma affascinante il nuovo Garrone

Per amore di Vitt, Sonia asseconda la sua patologia e tenta di dimagrire all’infinito, fino all’anoressia. Tutto questo accade a Vicenza, nel Nord Est asserragliato dietro porte blindate e culto del lavoro. Vitt è un artigiano come “l’imbalsamatore” Peppino: ma quest’ultimo aggiungeva (paglia, cera, sostanze chimiche) mentre il primo, orafo, sottrae: strati di metallo dai monili, carne e pelle dallo spirito, o meglio dalla “testa”. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di riverworld scritta il 03/11/2010 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

Chissà se l'anima (per chi crede nella sua esistenza) pesa 21 grammi, ma per Vittorio/Vitaliano Trevisan la parte più preziosa di un corpo pesa 40 chili. E non è quella che si vede normalmente, perchè per visualizzarla bisogna togliere tutti gli strati esterni, raschiarli via esattamente come fa lui nel suo lavoro di orafo. Alla fine resta il nucleo, quello che conta, e lo vedi solo se arrivi a 40 chili di peso. Fin dalle prime battute i ruoli sono chiari. Vittorio pesa Sonia con gli occhi e nel giudicarla inadatta a lui si erge a giudice e carnefice. Lei è invece una vittima della ricerca dell'amore, e per questa ricerca si snaturerà e stravolgerà non solo il suo corpo ma la sua natura umana, diventando una schiava incapace di reagire, una vittima che non ha altro al mondo proprio che il suo distruttore. Peccato infatti che Vittorio costringa la malcapitata Sonia a perderne 15 di chili per arrivare ai fatidici 40, al cui raggiungimento "inizierà per entrambi una nuova vita". Peccato che Vittorio sia una persona mentalmente disturbata, in cura presso un centro di salute mentale dal quale lui stesso si aspetta che "quella roba lì", come lui chiama la sua piccola fissazione, possa passare. Ma le pillole non bastano e la voce narrante dello stesso Vittorio, con marcatissimo accento veneto, ci fa pensare che lui sia già stato artefice di altre odissee simili a quella a cui sta sottoponendo Sonia. Perchè ad ogni nuovo passo sa già che prima o poi tutto finirà.......Però è più forte di lui e anche se sa come finirà, non può fermarsi. Per avere qualche valore ai suoi occhi, per lui tutto deve essere ridotto all'osso. Dalla colonna vertebrale di Sonia che lui cerca durante i loro rapporti intimi, ai cancelli e le sbarre che chiudono e circondano il laboratorio di oreficeria, agli stessi gioielli che lui crea, che diventano cose invendibili proprio perchè spogliati oltre ogni accettabile misura non solo del superfluo ma anche del necessario. Sonia scivola così sempre più giù nel  baratro, in un mondo staccato dalla realtà, fatto di piatti vuoti, di bilance e grafici del peso, di Vittorio che davanti a lei si ciba di qualunque cosa mentre lei deve digiunare o poco più. La realtà diventa qualcosa di distante, i colori si annullano in un biancore asettico dove le forme dapprima diventano ombre e poi si annullano anch'esse. Alla fine rimane un rapporto allucinante tra due esseri che di umano hanno ben poco, lui nella mente malata e comunque conscia della sua crudeltà, lei nel corpo, che non regge più la Sonia persona.
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Opinioni su Primo amore


10 marzo 2011 Opinione di red grave su "Primo amore"
red grave

qualcuno rigira le mani nelle viscere e le porta alla luce, forse questo può infastidire qualcun altro. questo film racconta una intensa storia d'amore, dove una simbiosi asfittica porta lentamente a una morte interna. per liberarsi sonia attacca le tagliatelle prima e l'intera cucina poi, per liberarsi vittorio si fa uccidere. consiglio vivamente l'edizione con gli extra: in particolare il 'dietro le quinte' girato dal co-sceneggiatore gaudioso dove si percorre insieme alla troupe il...

voto al film: red grave assegna il voto buono a Primo amore (2004)

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3 novembre 2010 Opinione di riverworld su "Primo amore"
riverworld

Chissà se l'anima (per chi crede nella sua esistenza) pesa 21 grammi, ma per Vittorio/Vitaliano Trevisan la parte più preziosa di un corpo pesa 40 chili. E non è quella che si vede normalmente, perchè per visualizzarla bisogna togliere tutti gli strati esterni, raschiarli via esattamente come fa lui nel suo lavoro di orafo. Alla fine resta il nucleo, quello che conta, e lo vedi solo se arrivi a 40 chili di peso. Fin dalle prime battute i ruoli sono chiari....

voto al film: riverworld assegna il voto buono a Primo amore (2004)

20 commenti
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3 ottobre 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Primo amore"
Stuntman Miglio

Tratto da "Il cacciatore di anoressiche" di Mariolini, il quinto lungometraggio di Matteo Garrone è un dramma intenso e doloroso che mette in scena, come già fatto nel precedente "L' imbalsamatore", l' evoluzione di un' ossessione morbosa. Ambientato in una Verona tutt'altro che povera, il film mette in scena il rapporto fra Sonia, modella a tempo perso in cerca del vero amore e Vittorio, imprenditore orafo alla smaniosa ricerca di una donna che possa...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto buono a Primo amore (2004)

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25 settembre 2010 Opinione di gene55 su "Primo amore"
gene55

"Dal regista di......." Marchio che difficilmente Garrone si toglierà di dosso, ammesso che ne abbia voglia e motivo....Seppur antecedente al capolavoro(inteso come lavoro più conosciuto e popolare)del regista romano,questo "Primo amore" gli deve molti dei suoi spettatori. L'ossesione è il tema centrale così come lo era ne "L'imbalsamatore",ma qui la storia è più ricercata e la voglia di emergere e di evadere che si notava nel primo,qui viene...

voto al film: gene55 assegna il voto sufficiente a Primo amore (2004)

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22 settembre 2010 Opinione di flamboyant su "Primo amore"
flamboyant

Indipendentemente dall'opinione che si possa avere dei personaggi principali (in particolare, di quello maschile, a mio parere disgustoso), questo film è veramente riuscito, anche grazie ad una colonna sonora suggestiva e quasi ipnotica, e soprattutto alla bravura dell'attrice protagonista, Michela Cescòn, che, non a caso, viene dal teatro...ottima la regia di Garrone, con alcune "invenzioni" davvero da "fuoriclasse" (ad es. la scena della barca...).

voto al film: flamboyant assegna il voto buono a Primo amore (2004)

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13 settembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Primo amore"
bradipo68

Dopo L'imbalsamatore e prima di Gomorra giace il Primo Amore.Un fil rouge unisce gli ultimi film di Garrone ma anche  il resto di tutta la sua opera .Qui la stanza vuota con delle sculture in cui la Cescon fa da modella sembra un evoluzione del laboratorio del tassidermista del film precedente,così come sembrano prese da lì le ossessioni e le deviazioni maniacali,mentre la fotografia con colori ora lividi ,lunari,ora molto più accesi rimanda al mondo...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Primo amore (2004)

4 commenti
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29 giugno 2009 Opinione di tobanis su "Primo amore"
tobanis

Mah, un film un po’ strano. C’è sto matto che ama le anoressiche, trova quella giusta (ma normale) e fa di tutto perché diventi pelle e ossa. Garrone dopo L’imbalsamatore e prima di Gomorra firma questo film un po’ così. Non è malvagio, ma neanche chissà cosa. Pure le recitazioni sono strane, brutte nel parlato ma buone nel recitato fisico, cioè gli attori non sono male, recitano anche troppo naturalmente, il tutto è un po’ straniante… Comunque una sufficienza la darei....

voto al film: tobanis assegna il voto sufficiente a Primo amore (2004)


4 marzo 2009 Opinione di PP su "Primo amore"
PP

Voto 6. Colpisce più a caldo che a visione fredda. Soggetto ispirato alla terribile storia vera del “cacciatore di anoressiche” è un sentiero di osservazione del torbido, perverso e distruttivo legame tra aguzzino e prigioniera, ma non si va oltre lo stile. Meno profondo e intenso di quanto vorrebbe apparire. [22.02.2009]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a Primo amore (2004)



17 gennaio 2009 Opinione di mm40 su "Primo amore"
mm40

Forse, con degli attori degni di tale nome, questo film sarebbe potuto essere anche mediocre: così invece è soltanto una catastrofe inguardabile. A parte la protagonista Cescon, nessuno è in grado di recitare una battuta senza causare nausea e fastidio allo spettatore. Triste, perchè qui Garrone non è male come regista ed anche la fotografia è ben curata. Ma rimane un prodotto di infima categoria, che tratta pure con scarsa profondità l'angosciante fenomeno dell'anoressia (indagine...

voto al film: mm40 assegna il voto pessimo a Primo amore (2004)


8 dicembre 2008 Opinione di Mr Blonde su "Primo amore"
Mr Blonde

Voto 7!

voto al film: Mr Blonde assegna il voto buono a Primo amore (2004)




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