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Opinione di riverworld su Primo amore





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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03/11/2010 voto al film: voto buono

Sul film

Chissà se l'anima (per chi crede nella sua esistenza) pesa 21 grammi, ma per Vittorio/Vitaliano Trevisan la parte più preziosa di un corpo pesa 40 chili. E non è quella che si vede normalmente, perchè per visualizzarla bisogna togliere tutti gli strati esterni, raschiarli via esattamente come fa lui nel suo lavoro di orafo. Alla fine resta il nucleo, quello che conta, e lo vedi solo se arrivi a 40 chili di peso. Fin dalle prime battute i ruoli sono chiari. Vittorio pesa Sonia con gli occhi e nel giudicarla inadatta a lui si erge a giudice e carnefice. Lei è invece una vittima della ricerca dell'amore, e per questa ricerca si snaturerà e stravolgerà non solo il suo corpo ma la sua natura umana, diventando una schiava incapace di reagire, una vittima che non ha altro al mondo proprio che il suo distruttore. Peccato infatti che Vittorio costringa la malcapitata Sonia a perderne 15 di chili per arrivare ai fatidici 40, al cui raggiungimento "inizierà per entrambi una nuova vita". Peccato che Vittorio sia una persona mentalmente disturbata, in cura presso un centro di salute mentale dal quale lui stesso si aspetta che "quella roba lì", come lui chiama la sua piccola fissazione, possa passare. Ma le pillole non bastano e la voce narrante dello stesso Vittorio, con marcatissimo accento veneto, ci fa pensare che lui sia già stato artefice di altre odissee simili a quella a cui sta sottoponendo Sonia. Perchè ad ogni nuovo passo sa già che prima o poi tutto finirà.......Però è più forte di lui e anche se sa come finirà, non può fermarsi. Per avere qualche valore ai suoi occhi, per lui tutto deve essere ridotto all'osso. Dalla colonna vertebrale di Sonia che lui cerca durante i loro rapporti intimi, ai cancelli e le sbarre che chiudono e circondano il laboratorio di oreficeria, agli stessi gioielli che lui crea, che diventano cose invendibili proprio perchè spogliati oltre ogni accettabile misura non solo del superfluo ma anche del necessario. Sonia scivola così sempre più giù nel  baratro, in un mondo staccato dalla realtà, fatto di piatti vuoti, di bilance e grafici del peso, di Vittorio che davanti a lei si ciba di qualunque cosa mentre lei deve digiunare o poco più. La realtà diventa qualcosa di distante, i colori si annullano in un biancore asettico dove le forme dapprima diventano ombre e poi si annullano anch'esse. Alla fine rimane un rapporto allucinante tra due esseri che di umano hanno ben poco, lui nella mente malata e comunque conscia della sua crudeltà, lei nel corpo, che non regge più la Sonia persona.


SI

Commenti

  • 5 novembre 2010, 18:20 di Spaggy

    ...una delle migliori recensioni che abbia mai letto su questo difficile film, di non facile comprensione ai più, nonostante il rimando alla vera storia del "cacciatore di anoressiche"... e una frase che mi rimarrà scolpita in eterno dentro: "Alla fine resta il nucleo, quello che conta, e lo vedi solo se arrivi a 40 chili di peso"... Grazie, riverword ;)

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  • 5 novembre 2010, 18:47 di Spaggy

    ...Silvia, l'anoressia bisogna viverla per capirla... ecco perché quella frase mi ha colpito, per essermi spogliato io stesso a lungo dei miei mille strati ed essere arrivato alla soglia dei 37 chili...

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  • 5 novembre 2010, 19:24 di riverworld

    @Padme, scusami ma non ho capito bene una cosa. Perchè hai usato il termine "schifo"? Ti fa schifo la mia frase (in tal caso sarebbe un fatto di minima importanza) o il fenomeno anoressia? O il film perchè parla di questo? O il modo in cui ne parla?

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  • 5 novembre 2010, 19:25 di riverworld

    @Spaggy, beh, innanzitutto grazie per il tuo giudizio sulla mia recensione. Se dai un'occhiata anche a quella di Stuntman Miglio (ma magari lo hai già fatto) vedrai che io ho solo rimarcato alcuni concetti che lui aveva già espresso molto bene. In merito all'anoressia narrata nel film..........io non è che veda questo film come un film sull'anoressia. L'anoressia ci entra dalla porta di servizio, è solo l'oggetto dell'ossessione del protagonista, ed è tale ossessione ad essere il fulcro del racconto. Lui mica infligge privazioni e maltrattamenti a se stesso, almeno non in forma diretta, li infligge agli altri, cosa che da un certo punto di vista è anche piuttosto comoda, no? Sonia poi non è certo anoressica dal punto di vista per così dire patologico. Sonia viene privata del cibo e si presta anche a tale privazione, in nome del mantenimento di un rapporto di coppia che tale non è, ma piuttosto è un rapporto di schiavismo-dipendenza mentale. Vederli a tavola assieme con lui che mangia e controlla che lei non lo faccia mi è parsa una delle sequenze più tremende, tanto placida e raccontata tranquillamente quanto inquietante ed illuminante sullo stato mentale di lui. E' qui che scatta anche il parallelismo con la sua azione di orafo, che se ci pensi è anche vicina a quella dello scultore. Quante volte senti dire dagli scultori che loro vedono un blocco di pietra e già sanno che conterrà una statua ben precisa e quello che devono fare è "solo" togliere la pietra in eccesso e far emergere il tesoro nascosto. Così Vittorio si sente quasi un'artista, solo che non si limita a forgiare il metallo, LUI FORGIA GLI ESSERI UMANI, AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DEI SUOI GIOIELLI. DIREI CHE SIAMO DALLE PARTI DEI DELIRI DI ONNIPOTENZA. Peccato che sia pure conscio che questo è il fulcro della sua malattia. Sia chiaro Spaggy che non sto assolutamente minimizzando, ignorando o sottovalutando l'anoressia di per se, ci mancherebbe altro. Nonostante non abbiamo mai (credo) interagito su questo sito, ti leggo varie volte, e ho capito che purtroppo questo argomento ti è molto vicino. Grazie ancora.

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  • 5 novembre 2010, 20:00 di maghella

    La storia del "cacciatore di anoressiche" è una delle storie più pazzesche che esistano...Purtroppo la scena del piatto di gnocchi al ristorante non è frutto del bravo sceneggiatore ( come potrebbe? una crudeltà simile non può essere che vera purtroppo).....Bellissima opinione River, mi era sfuggita.

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  • 5 novembre 2010, 20:03 di Spaggy

    ...si, conosco molto bene la storia di Marco Mariolini e il suo approccio con l'anoressia... rivedendo sue vecchie interviste e leggendo il suo discusso libro "Il cacciatore di anoressiche", in cui anticipava il delitto che avrebbe successivamente commesso, quello che ne esce fuori è una psicologia contorta che vede nell'anoressia non solo la via per il raggiungimento della purezza d'animo della sua amata (e di conseguenza, come ben scrivi, la creazione della sua opera) ma anche una sorta di vendetta nei confronti delle donne del passato che hanno segnato e oppresso la sua vita, a cominciare dalla madre stessa... molto spesso quello che emerge è anche una sorta di anoressia riflessa: nonostante lui continui a cibarsi regolarmente, è come se vivesse la malattia sul proprio modo di comportarsi e il primo sintomo ne è l'isolamento, da tutto e tutti, dal suo mondo, dagli amici e dal suo lavoro... Chiedersi perché la lei in questione accetti è come chiedersi perché esistono i rapporti sadomasochisti... ricordiamoci che sin da subito, al primo incontro, lei ammette di non essere proprio l'ideale di donna che lui sta ricercando ma per "amore" è disposta a tutto... fino a quando, un dolore più grande la pervade e le fa dimenticare il "male minore", si scatena un processo inverso a quello che porta alla vera anoressia nervosa... nella maggior parte dei casi, si comincia col digiunare per sopprimere e cancellare un altro dolore (molto spesso di carattere affettivo, l'analogia piacere/benessere/amore/cibo è connessa in maniera strettissima) mentre qui si ricomincia a mangiare proprio per cancellare il dolore provocato dall'amore... atroce e crudele la scena degli gnocchi al ristorante ma anche lì nasce un dubbio: la sua era vera rivolta oppure il classico atteggiamento di chi ha ormai la bestia dentro (le abbuffate seguite da vomito e abuso di lassativi sono comunissime in chi soffre di disturbi dell'alimentaziome)? @riverworld: grazie per lo spunto di riflessione...

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  • 5 novembre 2010, 20:10 di riverworld

    @maghella grazie, vedi cosa si perde a stare lontani dall'acqua come fanno sempre i gatti? :)))

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  • 5 novembre 2010, 20:11 di riverworld

    @spaggy, avevo dimenticato quella dichiarazione iniziale di Sonia, in effetti ha il suo bel peso in tutta la faccenda. Grazie.

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  • 5 novembre 2010, 21:00 di Spaggy

    @riverword: permettimi di sdrammatizzare il tutto ma l'espressione "ha il suo bel peso in tutta la faccenda" è azzeccatissima =D

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  • 5 novembre 2010, 21:55 di Spaggy

    @Silvia: ti assicuro che la mia frase non era rivolta a te o a chi commentava, era una riflessione ad alta voce, né più né meno, non buttiamola sempre nel personale, non sempre il mondo gira intorno a noi ;) Per quanto riguarda invece il "parlar delle proprie cose pubblicamente", per me il problema non sussiste: un anno fa ho imparato a convivere con la bestia, a domarla e, ahimé, a farmi ridomare quando vuole ma, a differenza del passato, riesco a riconoscerla e a parlarne apertamente... Si dice che quello sia il primo scoglio da superare per sovrastarla e quindi ne ho fatto una battaglia pubblica, concedendomi spesso in pasto anche ai mass media proprio per esser d'aiuto a tutti quelli che non riescono a far il passo da soli... e ti assicuro che i risultati in questo senso sono stati notevoli... detto questo, così come io non metto in discussione le scelte di nessuno, gradirei che non si mettessero in discussione le mie ;)

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  • 5 novembre 2010, 23:31 di Spaggy

    ok, chiarita la questione (se qualcosa c'era da chiarire), possiamo ritornare a parlare del film... Riverworld, ci scuserà per questa "invasione"...

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  • 6 novembre 2010, 11:35 di riverworld

    @spaggy @padme, ohi, ma vi si lascia soli per un po' e voi vi azzuffate così???? a parte le battute, sono in disaccordo con @Padme sul fatto che un regista non si debba concentrare su un essere tanto abominevole. Il cinema per alcuni registi è una finestra sulla realtà (o "sul cortile" se preferisci) e non ci vedo nulla di sbagliato a raccontare ed eventualmente affrontare cose tremende che fanno parte della realtà. Delle cose bisogna parlare, non far finta che non esistano e girarsi dall'altra parte, secondo me. E l'arte, in qualunque sua forma, ha il dovere/diritto di parlare, rappresentare, raccontare tutto, senza esclusione alcuna. Non sono nemmeno convinto che il film sia un istiga anoressia. In che senso? Pensi che istigherebbe persone a schiavizzare e sottometterne altre ispirandosi al modello del film? O altre a farsi sottomettere e subire tutto ciò? Se ci sono persone con tale debolezza, allora non devono nemmeno guardare la TV, sentire parlare i vicini di casa, aprire un giornale, fare qualunque cosa, perchè troverebbero dovunque l'ispirazione a fare idiozie. La vita dovrebbe essere realtà, non mistificazione. Però questa è solo un'opinione tra tante, la mia.

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  • 7 novembre 2010, 14:01 di Utente rimosso (lamagadioz)

    @PadmeSkywalker76: scusa se dissento ma credo che proprio film così andrebbero fatti vedere ai ragazzini ovviamente non lasciati soli ma guidati dal genitore, bisogna far capire ai ragazzi i danni che si possono avere sia da parte di persone come il protagonista sia dalla parte di Sonia. Poi ha ragione al 100% Spaggy solo chi è passato nell'anoressia sa cosa vuol dire gli altri sono tutti spettatori. L'ho trovato un film bellissimo, crudo, angosciante ma bellissimo.

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  • 7 novembre 2010, 17:23 di riverworld

    @Padme, è vero che il punto di vista di lei è un po' in disparte, ma come mi ha ricordato Spaggy, la frase che lei pronuncia all'inizio è piuttosto chiara. Poi il minutaggio di un film è quello. Temo che se il regista avesse approfondito entrambi i personaggi allo stesso modo, saremmo qui a dire che in realtà è rimasto in superficie e non ha fatto un'analisi seria della cosa. Invece ha approfondito a dovere quello principale e tracciato adeguatamente anche l'altro, e nel fatto che Sonia è descritta un po' più sommariamente non ci vedo proprio un pericolo in se, ma certamente come dici, un ragazzino da solo non dovrebbe vedere tanto alla leggera questo film. @Lamagadioz, d'accordo con te su tutto. I genitori devono esserci, mentre in questi ultimi anni chissà che fine hanno fatto.

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  • 8 novembre 2010, 14:11 di riverworld

    Ovviamente ora che @PadmeSkywalker76 si è cancellata dal sito, alcuni commenti e risposte sembrano monchi, ma li lascio comunque

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  • 8 novembre 2010, 15:12 di Utente rimosso (lamagadioz)

    @ riverworld: vuoi il cilicio?

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  • 8 novembre 2010, 15:55 di riverworld

    @lamagadioz, ahahah, direi proprio di no. Non sono interessato al sadomaso.

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  • 8 novembre 2010, 23:56 di Utente rimosso (andreona)

    @river, peccato :))))

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  • 9 novembre 2010, 08:37 di riverworld

    @andreona, non la smetti mai tu, eh?

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  • 9 novembre 2010, 09:36 di Utente rimosso (andreona)

    @river, io la smetto anche ma tu non non sai cosa ti perdi!

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