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Big Fish - La colonna sonora




La colonna sonora

di Daniela Zacconi

È dal 1985 (“Pee-Wee’s Big Adventure”) che Tim Burton affida la parte musicale dei suoi film a Danny Elfman. Una collaborazione che attraversa diciannove anni e una decina di film e che ha costituito nel tempo una delle partnership più riuscite di Hollywood (a riconferma, il musicista sta già lavorando al soundtrack del nuovo “Charlie and the Chocolate Factory”). Elfman sa infatti sempre offrire una calzante veste sonora all’immaginifico filo narrativo e iconografico predisposto da Burton. Nel caso di “Big Fish”, emozionante racconto dei tribolati rapporti affettivi fra un padre (morente) e un figlio (insofferente) che spesso smargina nella fiaba, l’adesione risulta poi totale. Nella variegata colonna sonora del film (Sony), Elfman si piega a mille suggestioni diverse (con spunti da “Edward Mani di Forbice”, “Nightmare Before Christmas”, “Il mistero di Sleepy Hollow” e “Mars Attacks!”) assecondando lo sviluppo di una narrazione spesso fantasmagorica. Lo score è un variopinto arazzo che passa dallo stupore evanescente di “Underworld” alla magia romantica di “Sandra’s Theme” (che si vena di quieta malinconia in “Sandra’s Farewell”), dall’incalzare celebrativo di “The Growing Montage” al genuino senso di sospensione di “Leaving Spectre” e “Return to Spectre”, concedendosi sprazzi folk e bluegrass (“Rebuilding”, “End Titles”) per poi sfociare nel “riassuntivo” “Finale”. Completa il soundtrack una selezione di canzoni che si apre con la rimarchevole “Man of the Hour” scritta da Eddie Vedder e interpretata dai Pearl Jam e che -passando per Bing Crosby (“Dinah”), Buddy Holly (“Everyday”), Elvis Presley (“All Shook Up”), Vogues (“Five O’Clock World”), Allman Brother Band (“Ramblin’ Man”) e Canned Heat (“Let’s Work Together”) - si conclude con la divertente “Twice the Love (Siamese Twins’ Song)” fra music hall e cineserie.


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