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Opinione di mm40 su Se sei vivo spara (Oro Hondo)





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30/01/2012 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Western shock: il primo lungometraggio di Giulio Questi, già aiuto regista per Rosi e Zurlini nonchè autore di qualche episodio in film collettivi, è uno spaghetti western decisamente atipico, nel quale vengono esasperati i toni violenti del genere fino al limite consentito a quel momento (e forse anche oltre, considerate le risentite polemiche che la pellicola da subito scatenò). Ma soprattutto Se sei vivo spara ha di originale l'approccio drastico, selvaggio al vecchio west, che per la prima volta al cinema pare realmente una terra di nessuno, territorio di conquista del più forte in cui vige l'anarchia più assoluta; è una guerra civile: per essere più precisi, è la liberazione dell'Italia da parte dei partigiani, fra cui militò Qesti, ad aver dichiaratamente fornito l'ispirazione per il film. Ecco quindi che alle brutalità in apparenza gratuite di certe scene (lo scalpo di un indiano, lo sventramento a mani nude di un uomo ferito, in cerca di un prezioso proiettile d'oro) si accompagna un sottotesto di impronta civile e, perchè no?, anche morale: in fondo fra i crudeli banditi 'invasori' del paese in cui l'azione si svolge e i bellicosi nazisti della seconda guerra mondiale, la differenza non è poi così tanta: sono entrambi degenerazioni della malvagità insita nell'uomo, eternamente dominato dall'istinto di sopraffazione, di prevaricazione sul suo simile. Il regista non era d'altronde nuovo alle provocazioni e al cinema 'impegnato': il suo precedente lavoro Nudi per vivere (1963), firmato con lo pseudonimo Elio Montesti poichè girato in tris con Elio Petri e Giuliano Montaldo, venne immediatamente sequestrato e, a mezzo secolo dalla sua realizzazione, ancora non se ne sa nulla. Un altro motivo di interesse di questo Se sei vivo spara è che si tratta del primo western che presenta come protagonista Tomas Milian, che molta fortuna ebbe nel genere; al suo fianco, fra gli altri interpreti, anche Ray Lovelock, Piero Lulli e Marilù Tolo. Fotografia di Franco Delli Colli e montaggio di Franco Arcalli, amico personale del regista e con lui coautore di soggetto e sceneggiatura, insieme a Benedetto Benedetti e a Maria Del Carmen. La storia è fittissima di eventi e, per quanto i personaggi e i dialoghi possano essere un po' stereotipati e pertanto non sempre avvincenti, il ritmo è realmente travolgente e questo è in definitiva ciò che maggiormente conta in un lavoro appartenente a tale filone. 6/10.

Sulla trama

Far west. Una rapina frutta parecchio oro; i banditi si eliminano fra di loro, ma uno di essi, creduto morto, sopravvive. Salvato dagli indiani, tornerà in città per compiere vendetta sui suoi ex amici.


SI

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