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Che ne sarà di noi (2004)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Che ne sarà di noi: presente
Ritmo ritmo in Che ne sarà di noi: presente
Impegno impegno in Che ne sarà di noi: assente
Tensione tensione in Che ne sarà di noi: assente
Erotismo erotismo in Che ne sarà di noi: minimo

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Che ne sarà di noi

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Che ne sarà di noi (voti: 91 media: 2,67) 91

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La trama

Nell'atmosfera magica della "Caldera" di Santorini si consuma il viaggio post esame di maturità di tre ragazzi che non sanno quasi nulla della propria vita. Sono solo troppo giovani per sapere chi sono. Genitori e figli si slacciano gli uni dagli altri proprio in questi momenti e cioè quando i desideri dei giovani si incontrano col realismo dei grandi, troppo pieni di problemi per interessarsi ai figli.  

Silvio Muccino, dopo Valerio Mastandrea e altri dei quali si sono già perduti i nomi nelle stagioni di ieri l'altro, è la persona più simile agli spettatori ai quali questa vacanza a Santorini (la Grecia è un'altra delle costanti poco originali di un cinema in cui i giovanotti del passato andavano a Ischia o sulla costa romagnola) è destinata.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 11/2004

Versione mediterranea dei college-movie made in Usa tra la Grecia e parecchi luoghi comuni

La sindrome della terza liceo è abbastanza diffusa nel cinema italiano. È la versione mediterranea delle college comedy o dei teen movie statunitensi. Esperienze amorose e sessuali e i tremori dell’età dello sviluppo (sociale). Dopo il pezzo di carta, il voto dell’esame finale, i primi innamoramenti da aspiranti adulti oltre a quale facoltà nella quale parcheggiarsi ci si chiede sotto un cielo di stelle (un topos che va e viene nelle storie sulle generazioni che crescono malvolentieri) che cosa accadrà. ESPANDI +

L'opinione più discussa

Di degoffro scritta il 24/03/2009

Voto al film: voto pessimo

A tre anni di distanza dal meritato flop del terribile "Streghe verso nord" con l'indecente ed improponibile Teo Mammuccari, Giovanni Veronesi ottiene il suo primo discreto, ma non travolgente, successo da regista al box office (5 milioni di Euro), sufficiente comunque per aprirgli le strade di una nuova luminosa carriera sotto il marchio Filmauro (da lì sarebbero seguiti i ben più consistenti successi dei due Manuali d'amore e di "Italians"). In precedenza infatti, il deprimente "Il mio west", sebbene avesse incassato di più da un punto di vista monetario, aveva deluso di parecchio le aspettative della Cecchi Gori, dati i precedenti exploit del protagonista Pieraccioni che più o meno guadagnavano tre volte tanto costando la metà, mentre "Per amore solo per amore" e "Il barbiere di Rio" con Abatantuono, nonché "Viola bacia tutti" con Ceccherini e la Argento avevano ottenuto riscontri piuttosto modesti e "Silenzio...si nasce", prima sua collaborazione con De Laurentiis, aveva incontrato il medesimo nefasto destino di "Streghe verso nord", nonostante la coppia Castellitto/Paolo Rossi. "Che ne sarà di noi", ideale seguito del non eccezionale ma più compiuto "Come te nessuno mai" di Gabriele Muccino, con cui condivide due dei protagonisti (Silvio Muccino e Giuseppe Sanfelice) è una commedia adolescenziale urlata, grossolana, semplicistica, convenzionale, pretestuosa e presuntuosa. I ventenni secondo Veronesi e Silvio Muccino, cosceneggiatore, litigano di continuo e furiosamente, hanno un linguaggio da caserma, oltre a ben poca voglia di studiare (gli imbarazzanti esami di maturità dei personaggi di Muccino e Germano su Kant e la prima guerra mondiale sono lì a dimostrarlo), però sarebbero pronti a ricoprire importanti ruoli politici (ministro degli esteri o della pubblica istruzione, per esempio) al posto di sessantenni che non capiscono niente dei giovani e che dovrebbero andare tutti a casa. Scopo principale di questi ragazzi è divertirsi, ballare, impasticcarsi, giocare a pallone, fumare, bere, scappare dai bar senza pagare (ma non lo facevano già Pieraccioni e C. ne "I laureati" di cui Veronesi aveva scritto la sceneggiatura?), andare nelle lussuose case altrui e tuffarsi in piscina, e soprattutto scopare, come ripetono elegantemente in più occasioni. I personaggi sono tipizzati in maniera sconfortante e spesso sono davvero antipatici (su tutti quelli di Enrico Silvestrin e Violante Placido, sinceramente esecrabili). I dialoghi sfoggiano pillole di saggezza da asilo nido del tipo "I desideri, finché rimangono tali, sono come i sogni: mentre nella vita quando uno vuole una cosa deve sapersela prendere", o ancora "Penso che fare l'amore con la persona che ami sia un momento straordinario e imbattibile". Il sentimentalismo si vorrebbe poetico ma in realtà è d'accatto. Troppe le scene madri irritanti e perennemente gridate (Muccino jr, in questo senso ha preso il peggio da suo fratello). Molte le svolte narrative disastrose (i continui tira e molla tra Matteo e Carmen sono da latte alle ginocchia, si pensi per esempio alla scena in cui Matteo si bacia con un'altra ragazza davanti a Carmen per ingelosirla, o alla litigata scatenata da Matteo che, dopo aver scoperto che Carmen se la intende con un altro, perché le ragazze come lei stanno con uomini della loro età, rinfaccia a Carmen il fatto che "Noi scopiamo, voi vi amate! ESPANDI +
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Opinioni su Che ne sarà di noi


21 dicembre 2011 Opinione di resistenzalibera su "Che ne sarà di noi"
resistenzalibera

Ho resistito 30 minuti. Descrive perfettamente la peggio gioventù: non perchè violenta, arrogante, cattiva, ma perchè banale, superficiale, ridicola. Stereotipi su stereotipi di ciò che odio della mia generazione e di ciò che davvero è la mia generazione. Grazie a dio c'è anche un altro mondo qui fuori, poco popolato, ma c'è.

voto al film: resistenzalibera assegna il voto pessimo a Che ne sarà di noi (2004)


23 novembre 2009 Opinione di mm40 su "Che ne sarà di noi"
mm40

Il solito film italiano 'sui giovani' di questi anni, un vero insulto alla generazione chiamata in causa e violentata psicologicamente da una sceneggiatura a dir poco criminosa, brutalmente perpetrata dal regista e dal Muccino. Inutile sottolineare che è solamente il cognome a permettere a Silvio di trovarsi nella posizione in cui si trova: la sua classica recitazione 'con un salame in bocca' è tragicamente nota al pubblico italiano. E ora forse ne ridono anche in Grecia. La...

voto al film: mm40 assegna il voto pessimo a Che ne sarà di noi (2004)



14 giugno 2009 Opinione di gene55 su "Che ne sarà di noi"
gene55

Un filmetto molto indirizzato verso i giovani ma che di giovane e fresco ha ben poco...tutto già visto e Muccino jr in alcune sequenze è al dir poco imbarazzante...FLOP...

voto al film: gene55 assegna il voto mediocre a Che ne sarà di noi (2004)


9 aprile 2009 Opinione di sbrillo su "Che ne sarà di noi"
sbrillo

Un ridicolo film (sedicente) generazionale, che vorrebbe raccontare i problemi e le dinamiche degli adolescenti di oggi. Ma i temi che Veronesi vorrebbe trattare(l'amore, il rapporto con la famiglia, il lavoro, una pseudo ribellione giovanile) sono trattati con una superficialità imbarazzante, risolvendo tutto lo 'struggimento' con i peggiori luoghi comuni visti di recente(viaggio iniziatico dello sfigato compreso). E alla fine esce un ritratto di questa generazione desolante. Incredibile...

voto al film: sbrillo assegna il voto pessimo a Che ne sarà di noi (2004)



24 marzo 2009 Opinione di degoffro su "Che ne sarà di noi"
degoffro

A tre anni di distanza dal meritato flop del terribile "Streghe verso nord" con l'indecente ed improponibile Teo Mammuccari, Giovanni Veronesi ottiene il suo primo discreto, ma non travolgente, successo da regista al box office (5 milioni di Euro), sufficiente comunque per aprirgli le strade di una nuova luminosa carriera sotto il marchio Filmauro (da lì sarebbero seguiti i ben più consistenti successi dei due Manuali d'amore e di "Italians"). In precedenza infatti, il deprimente "Il mio...

voto al film: degoffro assegna il voto pessimo a Che ne sarà di noi (2004)

1 commento

11 gennaio 2009 Opinione di Utente rimosso (Bright Parker) su "Che ne sarà di noi"
Utente rimosso (Bright Parker)

Nel 1992, Gabriele Salvatores si aggiudicò il premio Oscar per il miglior film straniero grazie al suo 'Mediterraneo', un'opera dedicata, come cita testualmente l'incipìt, a 'tutti coloro che fuggono'. Dodici anni dopo, nel 2004, Giovanni Veronesi cerca di riportare sul grande schermo la stessa atmosfera della cosiddetta 'fuga' in un contesto drasticamente diverso, che vede protagonisti tre giovani maturandi: Matteo (Silvio Muccino), Manuel (Elio Germano) e Paolo (Giuseppe Sanfelice)...

voto al film: Utente rimosso (Bright Parker) assegna il voto mediocre a Che ne sarà di noi (2004)



7 gennaio 2009 Opinione di XANDER su "Che ne sarà di noi"
XANDER

Veramente uno dei migliori sul filone adolescenziale. Maginifica la colonna sonora e molto bravi gli interpreti

voto al film: XANDER assegna il voto ottimo a Che ne sarà di noi (2004)


2 giugno 2008 Opinione di danandre67 su "Che ne sarà di noi"
danandre67

piacevole 7+

voto al film: danandre67 assegna il voto buono a Che ne sarà di noi (2004)



24 luglio 2007 Opinione di cineelena su "Che ne sarà di noi"
cineelena

Stupido film su cui non c'è molto da dire: solita storia di ragazzi che "crescono" con un viaggio che sarebbe dovuto essere di divertimento ma che invece porte alla maturazione ecc.... Che noia, di questi film ce ne sono troppi, almeno americani o di qualche altro stato, ma quando si mettono gli italiani non c'è più niente da fare.... siamo senza speranze

voto al film: cineelena assegna il voto mediocre a Che ne sarà di noi (2004)


3 maggio 2007 Opinione di Stepan su "Che ne sarà di noi"
Stepan

Di consumo

voto al film: Stepan assegna il voto sufficiente a Che ne sarà di noi (2004)




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