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Le regole dell'attrazione (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le regole dell'attrazione: minimo
Ritmo ritmo in Le regole dell'attrazione: forte
Impegno impegno in Le regole dell'attrazione: presente
Tensione tensione in Le regole dell'attrazione: presente
Erotismo erotismo in Le regole dell'attrazione: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Le regole dell'attrazione

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Le regole dell'attrazione (voti: 91 media: 3,58) 91

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locandina di Le regole dell'attrazione

Le regole dell'attrazione play

La trama

Le "trasgressioni" di un gruppo di studenti di college.

Camden College, una piccola università del New England, è affollata di giovani di buona famiglia: il bel Sean Bateman, pieno di debiti fino al collo; il cinico e libertino Paul Denton; la confusa Lauren Hynde e Lara, la sua compagna di stanza... I ragazzi passano il loro tempo tra le lezioni - frequentate occasionalmente - e i numerosi festini a base di alcol, droga e sesso.  

Esattamente come nel libro di Bret Easton Ellis, la drammaticità dell'affresco è "spiegata" attraverso la complessità del linguaggio, con split-screen e frammentazioni che spaccano la linearità di un racconto per teen-ager (anche il cast è in questo senso sintomatico, dato che il protagonista è la star di _Dawson's Creek_) restituendo il disequilibrio e l'horror vacui di una generazione che si è fatta "mondo". Avary affronta la materia narrativa nel miglior modo possibile, anche se è proprio il suo formalismo a tenerci lontani dai personaggi: impedendoci di amarli oppure di odiarli, condannandoli senza appello alla loro solipsistica deriva.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 13/2004

Maltrattato dalla distribuzione, esce finalmente il film che Avary ha tratto dal best seller di Bret Easton Ellis, una “riduzione” riuscita ma fredda

Dopo un’attesa di due anni, Le regole dell’attrazione esce in Italia conciato malissimo, come neppure un film di quart’ordine visto a ferragosto. Già i titoli di testa “tradotti” in italiano sono una vergogna: Roger Avary, regista del cult movie Killing Zoe e co-sceneggiatore di Pulp Fiction premiato con l’Oscar, è stato trasformato in Roger Avery, che non sappiamo chi sia. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Paul Hackett scritta il 2011-07-21 16:10:06 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Innanzitutto lasciate perdere Brett Easton Ellis: la matrice letteraria di una pellicola cinematografica è di solito troppo ingombrante per fare inutili confronti e, del resto, è giusto che un film viva di vita propria, essendo considerato un'opera a sé stante, con una propria cifra stilistica e uno spessore indipendente dal testo letterario dal quale origina. Questo discorso vale a maggior ragione per un film tratto da uno scrittore come Ellis: i romanzi dell'autore americano e l'impatto che ebbero sulla mia generazione, fatemelo dire con un pizzico di sussiego, possono capirli solo chi ha vissuto gli anni '80 in presa diretta sulla propria pelle e che, nelle storie eccessive e spesso grottesche di Ellis, ha potuto riversare tutto il proprio disagio e la propria insofferenza nei confronti di un decennio vuoto, edonista e spesso crudele. Ma ormai, dall'epoca dell'uscita di libri come "Meno di zero" e "Le regole dell'attrazione", sono passati tanti anni (ben 25... incredibile quanto s'invecchi rapidamente!), sia nella vita che sullo schermo dei cinema, ne abbiamo davvero viste di tutti i colori e la realtà, ormai da un pezzo, ha superato qualsiasi immaginazione. Di conseguenza, chi volete che resti sconvolto, oggi, per le storie dei ragazzi perduti di Ellis, di una gioventù bruciata nel vano tentativo di riempire con sesso, depravazione, droga e violenza l'insostenibile vuoto e la totale assenza di valori e di ideali? Venuto inevitabilmente meno l'impatto, il pugno nello stomaco, il significato "generazionale" dell'opera, resta solo la curiosa testimonianza di un'epoca. Roger Avary, nel portare sullo schermo una materia così scivolosa, deve essersi posto il problema dell'ingombrante matrice letteraria e di tutto il peso del suo significato "storico" e ha tentato, da un lato, di attualizzare la vicenda trasponendola nel presente (i protagonisti utilizzano internet, Sean strimpella alla chitarra un brano dei Counting Crows del 1993 e così via), dall'altro di conservare lo spirito originale dell'opera di Ellis, anche con richiami, piacevoli ma un po' ruffiani, agli anni '80 (ad esempio con la bella colonna sonora di brani dell'epoca). Il risultato è un po' un ibrido che non sconvolge particolarmente da un punto di vista contenutistico ma che convince pienamente da quello formale. Il film di Roger Avary, infatti, visivamente è semplicemente straordinario e girato, immagino, con ossessiva e maniacale cura del dettaglio, tale da trasformare ogni scena, ogni immagine in quadri o fotografie dal fascino iperrealista che si trasforma per paradosso in grottesco. Eccellente il giovane cast: bravissimi Shannyn Sossamon e Ian Somerhalder, convincenti James Van Der Beek e Jessica Biel, che considero dei mediocri attori ma che, forse proprio a causa della loro limitata espressività, riescono bene ad interpretare il vuoto interiore di personaggi allo sbando. Da notare, in ruoli minori, l'ottimo e purtroppo ormai un po' dimenticato Eric Stoltz (già utilizzato da Avary in "Killing Zoe") e una Faye Dunaway estremamente autoironica nell'interpretazione di una sorta di parodia di sé stessa. In definitiva, tentando per l'ennesima volta di dimenticare l'origine letteraria del film di Roger Avary, considero "Le regole dell'attrazione" una pellicola visivamente eccezionale, ma dai contenuti non particolarmente convincenti: peccato solo che il regista americano (già collaboratore di Tarantino per "Le iene" e "Pulp Fiction") sia fin troppo restio a mettersi dietro la macchina da presa e che, nel giro di vent'anni, abbia realizzato solo 3-4 lungometraggi. Voto positivo.
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SI

Opinioni su Le regole dell'attrazione


2011-07-21 16:10:06 Opinione di Paul Hackett su "Le regole dell'attrazione"
Paul Hackett

Innanzitutto lasciate perdere Brett Easton Ellis: la matrice letteraria di una pellicola cinematografica è di solito troppo ingombrante per fare inutili confronti e, del resto, è giusto che un film viva di vita propria, essendo considerato un'opera a sé stante, con una propria cifra stilistica e uno spessore indipendente dal testo letterario dal quale origina. Questo discorso vale a maggior ragione per un film tratto da uno scrittore come Ellis: i romanzi dell'autore...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto buono a Le regole dell'attrazione (2002)

nessun commento
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2011-01-24 16:57:14 Opinione di Makp su "Le regole dell'attrazione"
Makp

Non fosse per l'altalenante livello ritmico, il "buon" giudizio sarebbe pieno. Si tratta di un film interessante e gradevole, soprattutto stilisticamente fascinoso. Ci sono quelle due-tre sequenze che lasciano a bocca aperta tanto sono accattivanti e coinvolgenti: la sequenza iniziale play-rewind-play..., forse la scena del suicidio, sicuramente il racconto del viaggio in Europa (accidenti, mai visto un racconto così condensato in poche decine di secondi risultare tanto chiaro e...

voto al film: Makp assegna il voto sufficiente a Le regole dell'attrazione (2002)



2010-11-27 01:27:25 Opinione di Luke Vacant su "Le regole dell'attrazione"
Luke Vacant

Recensione col vecchio nickname Titanic900: "Un pò perverso e un pò matto, questo film è interessante, non banale ma anche un poco noiosetto in certi punti, anche se in altri è stupefacente. Bello."

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Le regole dell'attrazione (2002)


2010-08-06 23:07:04 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Le regole dell'attrazione"
LIBERTADIPAROLA75

Da un bel romanzo (forse autobiografico?) di Brett Easton Ellis ambientato nei Reganiani anni 80 un bel film ambientato nella "Terra di Mezzo". E che è? Non di certo del luogo del SIGNORE DEGLI ANELLI sto parlando ma della "Terra di Nessuno", un luogo che esiste ma non esiste. Come mai? Qua si parla di internet che già c'era negli 80 ma qui usiamo computer moderni. Così come sono moderne (digitali) le telecamere usate in scene identiche (quelle del viaggio in...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto buono a Le regole dell'attrazione (2002)

nessun commento
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2009-12-08 00:15:50 Opinione di almodovariana su "Le regole dell'attrazione"
almodovariana

Questo film è un vuoto videoclip con personaggi inconsistenti

voto al film: almodovariana assegna il voto pessimo a Le regole dell'attrazione (2002)


2009-06-18 22:00:04 Opinione di satura su "Le regole dell'attrazione"
satura

Lo rivedo adesso dopo la prima visione al cinema, all'epoca della sua uscita in Italia. Confermo il giudizio di allora: gran film, con personaggi indimenticabili, una densa patina di ironia e casualità a sorreggere un microdedalo di storie sapientemente intessute, la tragedia che occhieggia e maestria nel dirigere.

voto al film: satura assegna il voto buono a Le regole dell'attrazione (2002)



2009-04-04 00:00:53 Opinione di Mr Blonde su "Le regole dell'attrazione"
Mr Blonde

Voto 8!

voto al film: Mr Blonde assegna il voto ottimo a Le regole dell'attrazione (2002)


2009-01-02 18:10:36 Opinione di LorCio su "Le regole dell'attrazione"
LorCio

Acclamato come un capolavoro o una genialata, “Le regole dell’attrazione”, se non altro, è un film sbagliato. La materia letteraria che vi sta alla base è uno di quegli equivoci che portano a pensare un best seller come un ritratto inappuntabile. Generazionale finché si vuole, inevitabilmente rappresenta solo una parte degli americani anni ottanta: è quella gioventù non troppo benestante ma neanche misera che immola le serate al trinomio sesso-droga-rock’n roll senza farsi...

voto al film: LorCio assegna il voto mediocre a Le regole dell'attrazione (2002)

1 commento
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2008-12-16 23:56:40 Opinione di Max76 su "Le regole dell'attrazione"
Max76

8

voto al film: Max76 assegna il voto buono a Le regole dell'attrazione (2002)


2008-08-19 15:12:51 Opinione di Utente rimosso (Bright Parker) su "Le regole dell'attrazione"
Utente rimosso (Bright Parker)

Osceno, morboso e contorto. In una parola, GENIALE.

voto al film: Utente rimosso (Bright Parker) assegna il voto buono a Le regole dell'attrazione (2002)




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