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Opinione di Paul Hackett su Fandango





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06/01/2008 voto al film: voto ottimo

Sul film

Uno dei miei film preferiti di sempre: una commedia agrodolce ambientata nella sottile linea d'ombra tra l'adolescenza e l'età adulta e che racconta dei temi fondamentali del viaggio, dell'amicizia e dell'amore. "Fandango", primo film del sodalizio Reynolds-Costner, è il classico film di culto generazionale: diverse le scene entrate nel mito, dal lancio col paracadute per scommessa di Mr.Hicks ("il nostro pisellone"), alla "riesumazione" di Dom ("a quello che eravamo, a quello che siamo, a quello che saremo"). Impossibile, almeno per il pubblico maschile, non provare un po' di brividi nella scena del fandango di Gardner/Kevin Costner con la ragazza dei suoi sogni... come per qualsiasi appassionato di buona musica, non apprezzare la splendida colonna sonora con Elton John, Steppenwolf, Pat Metheny e Blind Faith. Un gran film, probabilmente non un capolavoro in senso assoluto, ma per qualcuno di noi anche qualcosa in più: voto positivo.


SI

Commenti

  • 13 aprile 2010, 17:52 di Inside man

    Sottoscrivo in pieno, era uno dei miei cult-movie di riferimento in gioventù! Purtroppo rivedendolo da "adulto" non sembra effettivamente un capolavoro, tuttavia all'epoca fu fra i film che maggiormente mi colpirono. D'altronde dici bene, per noi "maschi diciottenni" a cavallo degli anni "80 credo rappresentasse un sintetico e qualitativo (fortunatamente la berlusocietà mediatizzata simil-Moccia+reality era ancora in fasce) non plus ultra di tutti quei clichè giovanilisti di ritorno dagli "eccessi d'impegno e coinvolgimento" degli anni di piombo, identificabili con l'onnipresente seppur attenuato spirito di ribellione, il valore dell'amicizia, pacifismo apolitico e prime istanze ecologiste, nichilismo esistenziale e in ultimo, ma fondamentale, quel pizzico di romanticismo grezzo e sincero, da troppo tempo dissimulato o negato (tutti elementi che i grandi capolavori di Scorsese, Cimino e Coppola a metà anni "70 avevano prodromicamente già annunciato). Di conseguenza la scena del matrimonio sulle note del fandango di Pat Metheny è davvero emblematica di una generazione e tuttora mitica (oltre ad essere il vertice registico di Reynolds)! Oggi come allora provo immancabilmente un tremendo nodo alla gola cercando di trattenere la commozione, allora da provetto "duro" in mezzo ad amici pure loro con gli occhi lucidi, ed oggi più modestamente, vergognandomi un pò degli sguardi frammisti di stupore e benevola comprensione dei miei familiari. In quegli anni credo che molti di noi abbiano avuto l'impressione di essersi fatti sfuggire o di aver abbandonato una Debbie, la loro Debbie (nel film una folgorante Suzy Amis!), col risultato di averla poi cercata o inseguita, inutilmente, per tutta la vita. Bei ricordi, comunque...

    cancella commento cancella commento e blacklista Inside man
  • 17 aprile 2010, 23:01 di Paul Hackett

    Sottoscrivo tutto: rivisto con gli occhi della maturità "Fandango" non può essere certo considerato un capolavoro, ma è un tale concentrato di romanticismo e struggente giovinezza che è impossibile non commuoversi e ritrovare un frammento della propria adolescenza perduta nella scena del fandango o nella fuga finale di Gardner sulle note della toccante "Can't find my way home" dei Blind Faith...

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