Il siero della vanità - La recensione di FilmTv
Con Margherita Buy, Barbora Bobulova, Valerio Mastandrea, Francesca Neri
La recensione di FilmTv
Alla seconda prova Infascelli non delude
Il secondo film di Alex Infascelli (dopo Almost Blue), da un soggetto di Ammaniti, è un racconto morale in forma di thriller. Parte da un antefatto drammatico e cruento in cui è coinvolta un’ispettrice di polizia, ma abbandona quella pista dopo averla utilizzata per “segnare” uno dei due personaggi femminili principali. Chiuso il prologo, la macchina da presa e il copione ingaggiano un match polemico, caustico, non nuovissimo, contro un certo uso della Tv, i meccanismi e le tante vanità dei talk-show trasformati in “reality” dell’autopromozione, delle illusioni sotto costo. La Tv, con il suo Sonia Norton Show (condotto da una Neri, impassibile e cinica) non è la madre di tutti i mali, ma è il set, la causa scatenante di una frustrazione pericolosa. È la concausa del movente di una serie di sequestri di persona su cui la polizia indaga. È la testimone puntuale e in esclusiva della fine di un incubo da cronaca nera. Nel film ci sono alcune incongruenze e non sempre la tensione della suspense e le notazioni grottesche si coniugano senza scossoni. Le due protagoniste sono brave e convincenti. Infascelli vuole fare film di genere e ha il talento per realizzarli in un cinema italiano avaro di format...
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