Il fantasma del palcoscenico (1974)
Con Paul Williams, William Finley, Jessica Harper
La trama
Un potente industriale del disco sfrutta commercialmente la musica di Winslow Leach, un compositore timido e impacciato che ha fatto rinchiudere a Sing Sing. Winslow fugge, tenta di vendicarsi del magnate, ma rimane sfigurato. Con una strana maschera da uccello e un costume da supereroe si rinchiude in una sala d'incisione e cerca vendetta.
Un musical horror che mescola con sapienza il mito di Faust a quello del "Fantasma dell'Opera". De Palma stravolge i canoni espressionisti e gioca la carta dell'accumulo barocco, componendo una partitura impressionante. Accentuatissimi gli aspetti mèlo e la critica dell'industria culturale e del suo sfruttamento degli artisti.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 29/03/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Se c’è un film che riassume sinteticamente tutte le tematiche della poetica DePalmiana questo è proprio il Fantasma del Palcoscenico che, ignorato al momento della sua uscita, con il tempo è invecchiato splendidamente come un vino DOC.
La storia del perfido e mefistofelico Swan (l’autore delle musiche Paul Williams) che manipola il genio artistico di Winslow Leach (un esoftalmico William Finley) e l’ingenuità adolescenziale della timida Phoenix (Jessica Harper al debutto, la rivedremo in Suspiria di Dario Argento) per i propri scopi materialistici è condotta da De Palma sul binario della continua citazione cinefila (il dottor Jekyll di Rouben Mamoulian per la trasformazione corporea, il Gabinetto del Dr Caligari di Wiene per la manipolazione psicologica e naturalmente Hitchcock, scena della doccia e finale) e del trionfo dei sensi (vista e udito su tutti). Il senso della morte (raffigurata dal logo della Death Records) aleggia per tutto il film ed è anche evocata dalle fonti di ispirazioni letteraria: certo il Fantasma dell’Opera di Gustav Leroux del 1911, ma anche il Faust di Goethe, la Maschera Rossa di Edgar Allan Poe e il Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde.
Dove si è disposti ad arrivare per ottenere il successo? E’ tutta colpa veramente dello Show business? Perché ci lasciamo facilmente abbindolare dal cigno nero (Black Swan)? Il Rock è la musica del diavolo e ci manda messaggi subliminali di morte? De Palma sottolinea le carognate e i trucchi per guadagnare soldi sulle masse di adolescenti festanti e deliranti (si parla di industria discografica ma potete pure pensare a qualsiasi industria dello spettacolo, quella cinematografica per esempio) ma stressa particolarmente il discorso della solitudine dell’artista (intrappolato in un corpo non presentabile, anche ben prima dell’incidente della pressa per dischi) e dell’irritante ingenuità delle aspiranti starlette modello Jessica Harper, cui basta una folla osannante per firmare un contratto senza termine. Black Swan in realtà si nutre delle nostre paure e insicurezze e fa leva in maniera diabolica sul punto debole di ogni essere umano: la vanità.
Finley scrive della bella musica ma la sua voce e il suo aspetto estetico ne causano l’emarginazione e l’alienazione: come Carrie coverà dentro un odio esplosivo che però viene anch’esso abilmente manipolato ed utilizzato. L’amore del Fantasma per Phoenix, un amore che non può essere ricambiato, si nutre della morte, della assenza, della dimensione fantasmatica (ma è anche un Tallone d’Achille). Le folle festanti rockettare vogliono emozioni sempre più forti: non basta l’incenerimento con saetta dell’alter ego di Alice Cooper, Beef, durante la rappresentazione metaforica di quello che la cultura di massa fa con i propri idoli: li smembra pezzo a pezzo e poi li ricostruisce a proprio uso e consumo (come il Frankenstein di Mary Shelley). Come L’uomo della folla di Edgar Allan Poe, allo spettatore non basta più guardare, vuole immergersi nel flusso della vita, toccare, gustare, smembrare. Le telecamere riprendono tutto e il vojeur Fantasma è a sua volta ripreso da un'altra telecamera: chi è spiato a sua volta spia (tema De Palmiano) e il ritratto di Dorian Gray è sostituito da una pizza cinematografica.
Il finale è un trionfo della morte ipercromatico (scenografie di Sissi Spacek, che tempo due anni si tramuterà in Carrie) con una citazione evidente de “L’uomo che sapeva troppo” di Hitchcock senza assordante colpo di piatti. La visione dall’alto della folla festante e impazzita attorno a due cadaveri è una perfetta sintesi della poetica di Brian De Palma: la spettacolarizzazione della morte ai tempi della moderna civiltà dei consumi.
- negative [1]
- sufficienti [4]
- positive [21]
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4 dicembre 2011 Opinione di Kurtisonic su "Il fantasma del palcoscenico"
Un pò troppo sottovalutato, questo lavoro di Brian De Palma uscito negli anni d'oro dei film musicali. E' una trasposizione rock del mito di Faust, attraverso citazioni che vanno dal Ritratto di Dorian Gray al Fantasma dell'Opera. De Palma usa la consueta abilità per stravolgere e reinventare in chiave fanta-horror i contenuti dei grandi classici, col risultato di coinvolgere, attrarre e soprattutto divertire. L'aspetto visivo è quello determinante per arrivare allo scopo finale, e pur...
voto al film: 
29 marzo 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Il fantasma del palcoscenico"
AMORE E MORTE NELLA CIVILTA' DEI CONSUMI Se c’è un film che riassume sinteticamente tutte le tematiche della poetica DePalmiana questo è proprio il Fantasma del Palcoscenico che, ignorato al momento della sua uscita, con il tempo è invecchiato splendidamente come un vino DOC. La storia del perfido e mefistofelico Swan (l’autore delle musiche Paul Williams) che manipola il genio artistico di Winslow Leach (un esoftalmico William Finley) e...
voto al film: 
10 marzo 2011 Opinione di hupp2000 su "Il fantasma del palcoscenico"
La più divertente e originale rivisitazione del mito di Faust che abbia mai visto. Brian De Palma, autore praticamente sconosciuto in Europa alla metà degli anni ‘70, realizza un film rock-horror, un film grottesco nel miglior senso del termine, che lasciò a bocca aperta i giovani della mia generazione. Fin dalla prima scena, con l’improbabile gruppo dei Juicy Fruits che canta “Goodbye, Eddie, Goodbye”, capimmo di essere in...
voto al film: 
18 settembre 2010 Opinione di michii su "Il fantasma del palcoscenico"
Chissà perché nessuno dei film di De Palma mi convinca completamente come questo Phantom of the paradise? Questo è il suo film più libero ed anarchico, un fantasy-horror-musical rock che elude molte regole del genere. L'iconografia del fantasma del palcoscenico è geniale in sè, il film inventa una tessitura horror-musical che nemmeno Tim Burton con Sweeney Todd è riuscito a ripetere. Tra tutti i film di De Palma questo è l'unico che non...
voto al film: 
24 maggio 2010 Opinione di bellahenry su "Il fantasma del palcoscenico"
bellissimo,originale,musiche stupende...non c'è che dire. la storia è un richiamo a tante storie famose ma levigate e unite con un risultato ottimo. pensiamo che questo e il rocky horror sono usciti praticamente insieme e meditiamo sulla pochezza della musica,del cinema e della cultura di oggi...mediatiamo gente....
voto al film: 
4 maggio 2010 Opinione di jagger su "Il fantasma del palcoscenico"
Rilettura in chiave rock del romanzo di Leroux ("Il fantasma dell'opera"), con una messinscena dark e virtuosismi visivi glamour che rendono grottesco ciò che è orrore ed enfatizzano il dramma del protagonista sfigurato. Eccentrico, ricco di sfumature scure, ottimamente musicato e diretto con grande energia. Un cult.
voto al film: 
20 aprile 2010 Opinione di XANDER su "Il fantasma del palcoscenico"
Se questo è un capolavoro, che cosa sono gli altri film musicali rock che hanno fatto la storia??? Questo è di una noia mortale e solo un paio di musiche sono decenti.
voto al film: 
25 marzo 2010 Opinione di zederfilm su "Il fantasma del palcoscenico"
Capolavoro di diritto nella storia del cinema, Phantom of the Paradise gode di un eccellente aspetto tecnico, di un cast di attori di livello, di musiche ancor oggi straordinarie e coinvolgenti e di una regia che, tra giochi visivi, movimenti e citazioni, rimane ineguagliabile. Poetico.
voto al film: 
15 marzo 2010 Opinione di bradipo68 su "Il fantasma del palcoscenico"
Nonostante siano passati più di trenta anni dalla sua uscita nelle sale questo Phantom è tuttora un oggetto poco identificabile nella copiosa filmografia di De Palma.Un saggio irriverente tra melodramma e horror adagiato sulle note di una vera e propria sinfonia rock.Curiosamente esce qualche tempo prima del musical rock più famoso di tutti i tempi ,quel Rocky Horror Picture Show che ancora oggi viene venerato da aficionados,ma sembra...
voto al film: 
10 dicembre 2009 Opinione di federico su "Il fantasma del palcoscenico"
Il piu' grande film horror-pop degli anni 70. De Palma, dopo un paio di brutti film con De Niro e un buon Le due sorelle, firma il suo primo capolavoro.
voto al film: 
- negative [1]
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