British Sounds (1970)
La trama
Un mediometraggio in puro stile "agit-prop".
Nel febbraio 1969, Godard e il collettivo "Dziga Vertov" realizzano il loro primo lavoro. Concepito come una ricognizione sui gruppi della sinistra rivoluzionaria britannica, il film - in accordo col titolo - propone gli spunti più interessanti nelle interconnessioni fra immagini e colonna sonora (voci, rumori e musica).
L'opinione più votata
Di callme Snake scritta il 27/03/2010 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
27 marzo 2010 Opinione di callme Snake su "British Sounds"
Il suono inglese del titolo è quello delle fabbriche e delle catene di montaggio in cui l'individuo perde la propria identità, ridotto a meccanismo di un ingranaggio; è quello delle canzoni di protesta sessantottine che rappresentano gli ideali di una generazione; è quello del tessuto di voci godardiane che commentano le immagini, spesso contrastandole (inutile dirlo, brechtianamente). Ne esce il solito (nell'ambito godardiano si...
voto al film: 
1 aprile 2009 Opinione di mm40 su "British Sounds"
Tre quarti d'ora di propaganda sinistroide di ispirazione marxista, che sviluppa l'ampia tematica della condizione lavorativa dell'uomo facendo un excursus storico delle varie conquiste raggiunte in Gran Bretagna sotto il profilo politico-lavorativo. Ci si riaggancia quindi al discorso dell'alienazione, a quello della parità fra uomo e donna, perfino alla problematica sessuale, fino a lanciare l'ultimo messaggio in uno slogan che suona bene o male come un invito a lottare ogni singolo...
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