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Il fantasma della libertà (1974)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il fantasma della libertà: presente
Ritmo ritmo in Il fantasma della libertà: forte
Impegno impegno in Il fantasma della libertà: forte
Tensione tensione in Il fantasma della libertà: minimo
Erotismo erotismo in Il fantasma della libertà: presente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il fantasma della libertà (voti: 57 media: 4,42) 57

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locandina di Il fantasma della libertà

10/12/2010

Sequenze. Un attimo di libertà.

"Scusi, dov'è la sala da pranzo ?" "Ultima porta, in fondo al corridoio a destra". L'uomo che fa la domanda è in compagnia di altri commensali, ha appena finito di fare i suoi...

di Peppe Comune

La trama

Nel prologo, anno 1808, assistiamo alla fucilazione di patrioti e di un ufficiale profanatore di tombe. Poi si passa al presente, ed ecco un uomo che mostra a due bimbe foto "oscene" dei monumenti di Parigi, un assassino messo in libertà, la repressione di una manifestazione che inneggia alle catene...Le convenzioni sociali della borghesia, perfidamente rovesciate, rivelano tutto il loro assurdo. Uno dei film più limpidi e divertenti del tardo Buñuel, che recupera una acredine inconciliata insieme ad una olimpica semplicità. L'ultima immagine è il primo piano di un surreale e distante struzzo. 

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 01/10/2010 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto ottimo

Nella Spagna del 1808, i francesi saccheggiavano chiese, profanavano tombe e fucilavano i patrioti (tra i quali un Bunuel che si concede un gustoso cameo) che morivano al grido "abbasso la libertà". E' una delle "leggende"di Braquer questa, che una governante sta leggendo su una panchina del parco di Parigi. Poco lontano, un uomo osserva rapito due ragazzine che giocano sullo scivolo, gli si avvicina e consegna a una di loro delle foto con la promessa di non mostrarle a nessun adulto. I genitori della ragazzina inorridiscono alla vista di queste foto che non sono altro che della cartoline illustrate dei monumenti di Parigi ad uso dei turisti. In un osteria, quattro frati si giocano a poker i loro paramenti sacri. Nella stanza vicina, un ragazzo è smanioso di vedere nuda la vecchia zia che, una volta spogliata, si rivela avere un corpo bellissimo. In un'altra stanza ancora, un uomo vuole che lo si stia a guardare mentre l'amante gli frusta le natiche. Un gruppo di borghesi si riunisce nella sala da pranzo per fare i propri bisogni fisiologici e ognuno si ritira furtivo in bagno per mangiare senza essere visto. Un uomo ha appena saputo di avere un cancro al fegato, ritorna a casa e scopre che la figlia è scomparsa. Ma la bambina è li, tutti la vedono ma lo stesso viene dato l'allarme per cercarla. Un uomo si mette a sparare da un grattacielo uccidendo una decina di persone. Viene arrestato, condannato a morte e subito rimesso in libertà. Un questore non viene creduto tale finchè non incontra il suo doppio e insieme danno l'ordine di sparare sulla folla in tumulto. E ancora, ci sono uomini che vanno a caccia di volpi con il carro armato, un'altro che si crede perseguitato dagli animali, un professore che insegna la relatività dei valori morali salvo poi avallare l'opportunità di piegarsi all'autorità delle leggi comunemente accettate e uno struzzo che sembra guardare compiaciuto le miserie umane. Questo ed altro fa il mondo capovolto di Luis Bunuel, un distillato di salutare ironia che sconvolge l'andamento logico della nostra percezione del reale, che ribalta il senso delle parole e dei fatti. Una spruzzata di intelligenza viva rivolta contro la passiva acquiescenza di uno stato delle cose accettato per abitudine e difeso per opportunità. Se si è presi atto che non sono valsi secoli di apologia della ragione per liberare l'uomo dalle convenzioni sociali che si è autoimposto, se si è giunti al punto che un'astratta idea di ordine sociale viene regolarmente preferita al piacere sano di abbandonarsi ai propri più intimi desideri, tanto vale divertirsi a destrutturare l'ordinario andamento sistemico per cercare di costruirne uno di segno opposto, giocare a rimescolare i pezzi che compongono l'esistente sensibile per ricomporlo come se si trattasse di un puzzle pensato a propria immagine e secondo regole tutte nuove. Se la libertà è un fantasma allora è meglio regolarizzare il paradosso. Ne vale una possibilità data all'uomo per affrancarsi dai vincoli codificati dal senso comune e liberare la libertà dello spirito dalla banalizzante recita di se stessa. "Il fantasma della libertà" è il manifesto anarchico di Luis Bunuel, che usa la ferrea logica dell'assurdo per minare le certezze consolidate dell'ordine costituito. La glorificazione del surreale per una rivitalizzante cerimonia iconoclasta. Jean-Claude Brialy, Julien Bertheau, Milena Vukotic, Adriana Asti, Michel Lonsdale, Adolfo Celi, Jean Rochefort, Monica Vitti, Michel Piccoli, tutti danno un volto all'inaudita plausibilità della vita e tutti sono partecipi di questa divertita sagra degli ossimori. Un capolavoro di irridente genialità. L'ennesimo di un maestro.
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SI

Opinioni su Il fantasma della libertà


1 ottobre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Il fantasma della libertà"
Peppe Comune

Nella Spagna del 1808, i francesi saccheggiavano chiese, profanavano tombe e fucilavano i patrioti (tra i quali un Bunuel che si concede un gustoso cameo) che morivano al grido "abbasso la libertà". E' una delle "leggende"di Braquer questa, che una governante sta leggendo su una panchina del parco di Parigi. Poco lontano, un uomo osserva rapito due ragazzine che giocano sullo scivolo, gli si avvicina e consegna a una di loro delle foto con la promessa di non mostrarle a nessun adulto....

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Il fantasma della libertà (1974)

5 commenti
[utile per 19 utenti]

29 aprile 2010 Opinione di OGM su "Il fantasma della libertà"
OGM

Il pensiero, per essere veramente libero, deve spezzare anche la catena dell’ultima schiavitù residua, che è la sua sudditanza al buon senso, alle leggi della logica, all’evidenza dei fatti. Un pluralismo che sia, a tutti gli effetti, paritario, è razionalmente possibile solo se ogni costume mentale viene assunto come una pura convenzione, che si sovrappone alla realtà senza pretendere, da essa, alcun riscontro e tantomeno un avallo. Solo con queste...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il fantasma della libertà (1974)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


15 ottobre 2009 Opinione di clario su "Il fantasma della libertà"
clario

aldilà dell'innovazione dal punto di vista filmico, quest'opera di Bunuel sega le gambe alla ridondante ordinarietà delle consuetudini sociali ed alle convenzioni in genere. allora come oggi una cagata in compagnia al posto di una cena in compagnia farebbe sbiancare anche i più disinibiti. allora come oggi ma non è detto come domani. questione di abitudine,come per ogni cosa.

voto al film: clario assegna il voto ottimo a Il fantasma della libertà (1974)


27 agosto 2009 Opinione di luxandra su "Il fantasma della libertà"
luxandra

Interessantissima,nonchè bizzara opera del grande regista surrealista spagnolo: la logica va a farsi benedire ma l'interpretazione dei sogni e il gusto per l'assurdo lascia spazio ad ogni interpretazione dello spettatore.Grande il cast.

voto al film: luxandra assegna il voto buono a Il fantasma della libertà (1974)



4 gennaio 2009 Opinione di brando su "Il fantasma della libertà"
brando

La concatenazione delle immagini come flusso di idee ininterrotto saltellante nella conferma incessante che non esiste realtà confermabile come tale. La stravagante messainscena dei nostri sensi nel percepire ogni giorno situazioni diversissime allo stesso modo; il filo conduttore forse non è la follia dell'esistenza ma la stupidità dell'uomo nel non accorgersi della stessa. Il confine esilissimo tra fenomeno e sogno esplode immediatamente; ci si chiede chi sia chi e se esso sia puntato...

voto al film: brando assegna il voto ottimo a Il fantasma della libertà (1974)


7 novembre 2008 Opinione di mm40 su "Il fantasma della libertà"
mm40

Un film sul piacere di fare film. O soltanto una goliardata, lo scherzo di un animo surrealista ed anarchico? Non mi pare che il film ad episodi l'abbia inventato Bunuel nel 1974, nè tantomeno l'utilizzo di personaggi, situazioni, oggetti, suoni come 'testimoni' fra una scena e la seguente: quante persone avrebbero visto questo film se non ci fosse la sua firma? Il nonsense, il non sequitur, la successione sconclusionata di vicende del tutto estranee l'una con l'altra ed una glassa di...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Il fantasma della libertà (1974)



30 settembre 2008 Opinione di teaestefano su "Il fantasma della libertà"
teaestefano

L'unico criterio che il regista seguì per la realizzazione di questo film fu l'assurdo e l'illogico, anzi spesso il contrario di quanto sarebbe logico e sensato. Chi si avventura in letture simboliche, psicanalitiche, sociologiche, metaforiche (cioè la maggioranza dei critici) finirà per uscire dal seminato e azzardare interpretazioni alle quali - come Bunuel stesso dichiarò su qualche altro suo film - non aveva neppure pensato. Il film in questo è coerente: tutte le vicende che narra...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Il fantasma della libertà (1974)


22 agosto 2007 Opinione di Charlus Jackson su "Il fantasma della libertà"
Charlus Jackson

Probabilmente il capolavoro di Bunuel... da un certo punto di vista, potrei criticare al film di fare del surrealismo uno schema fondante, un meccanismo-guida, "matematizzarlo"... ma che fantasia, che esuberanza, e, va detto, che divertimento! Questo è davvero un sogno, di quei sogni talmente lieti che resta attaccata una maschera eccitata di riso al risveglio. Il senso del film è forse in una sensazione quasi a suo modo mistica di "risveglio", qualcosa che si ritrova anche in altre opere...

voto al film: Charlus Jackson assegna il voto buono a Il fantasma della libertà (1974)



14 maggio 2007 Opinione di luca826 su "Il fantasma della libertà"
luca826

Voto 8,5 Totale

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Il fantasma della libertà (1974)


25 febbraio 2007 Opinione di Zarathustra su "Il fantasma della libertà"
Zarathustra

Il mio Bunuel preferito, il più surreale e divertente di tutti. Rompe ogni legame con il cinema narrativo, il protagonista cambia continuamente, struttura tutto il film come una serie di episodi soncatenati in modo surreale e con leggerezza. Bunuel è un regista in continuo cambiamento, stavolge il linguaggio del cinema ma anche il suo stesso linguaggio pur continuando a divertirsi giocando con religione, esercito, polizia e borghesia più in generale; gioca con i suoi riti (la grande scena...

voto al film: Zarathustra assegna il voto buono a Il fantasma della libertà (1974)




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