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Opinione di Travis Bickle 1979 su Le conseguenze dell'amore





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04/04/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film


La tragedia di un uomo (non) ridicolo

In una desolante camera d'albergo s'annodano invasivi i pensieri mai dubbiosi di un uomo "statico", nel suo cammino che si vagheggia da sé, fra angolazioni prospettiche e colori freddi di un'anima inaridita. E' Titta, personaggio che respira nella monotonia della flemma di una sigaretta e della sua dose regolare, compulsiva d'eroina. Impassibile e immoto, osserva una barista con occhi che assaporano, forse, la sua pelle, di giacerne in amplessi dove smorirsi per non essere moribondi, un profumo che gli danza intorno mentre, "inesistente", la vede sfilare da dietro il vetro, il vetro di tutta una vita.

T'incardini e obnubili l'anima, i fremiti agonici sono lamenti appena sussurrati, una voce off che mormora ed eloquia con la parte umana di sé, in desideri che s'avvilirono nella monocromatica evanescenza, nel tepore che soffia di amori mai gustati, di ricatti che espugnerai con la "vigliaccheria" eroica, di un suicidio annunciato, immerso nel catrame, nei ricordi che bussano dentro un volto sgualcito da un'amarezza sovrana, da battiti di ciglia che vaniloquiano sul Tempo e le sue (s)cadenze, nell'abito elegante di una compassata noia appena appena sfiorata da labbra di una donna forse fervida d'immaginazione, dal tocco di un caffè in un angolo dove, nella solitudine, c'è rimembranza armoniosa di un corpo che non c'è più, solo un fantasma in un luogo "sperduto" della Svizzera, fra strozzini mafiosi e una valigia che appare e scompare, di una BMW che ti svecchierà quando la guidi con la beffarda indolenza di chi morde strade asfaltate di uomini di latta.

Il Tempo oscura le palpebre, e arcani sogni lo tengon desto, nei sospiri evocativi di un amico "dimenticato" che torna alla memoria, il Tempo svanito che ora si soffoca chiudendo gli occhi.

(Stefano Falotico)


SI

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