Fahrenheit 9/11 (2004)
La trama
Michael Moore si sofferma sul dopo 11 settembre e sui legami di lungo corso tra la famiglia Bush e quella di Osama Bin Laden.
Una montagna di carne al fuoco, in pratica (in gran parte riprodotta nel libro di Moore pubblicato nel 2003, _Ma come hai ridotto questo paese?_), cui però non corrisponde una resa cinematografica altrettanto efficace di quella dei due lungometraggi precedenti del più rissoso (e, attualmente, più ricco) documentarista d'America, _Bowling a Columbine_ e _Roger & Me_. Aperto dal presunto broglio elettorale del 2000 in Florida (quando il responso favorevole ad Al Gore fu ribaltato all'improvviso, complici, pare, il fratello del futuro presidente, governatore dello Stato, e altri membri del suo staff, coinvolti nello spoglio dei voti), _Fahrenheit_ rivela presto una certa faciloneria a effetto che i film precedenti non avevano: una voce off di troppo (nella scena della scuola, che sarebbe stata efficacissima se silenziosa), un eccesso di didascalismo populistico, una vena di moralismo ricattatorio, una sgradevole strumentalizzazione del dolore.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 36/2004
Arriva finalmente il film denuncia su Bush vincitore a Cannes. Ma questa volta Michael Moore ha una “resa cinematografica” meno forte del precendente Columbine. Comunque da vedere
L'opinione più votata
Di cheftony scritta il 2011-07-09 10:26:07 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Fahrenheit 9/11 è un documentario del 2004 di Michael Moore e uno dei pochi(ssimi) film realizzati con spirito critico sugli eventi successivi all'11 settembre 2001, data dell'attentato alle Torri Gemelle in cui morirono quasi 3000 persone. C'è da dire, tuttavia, che Moore non indaga sulla natura di quell'attentato, su cui comunque i dubbi, almeno i miei, rimangono, ma si concentra sul comportamento dell'amministrazione Bush jr.
Pur non scavando a fondo sull'argomento dell'incipit, ossia il vergognoso ed accertato broglio elettorale in Florida che permise al repubblicano figlio di papà George W. Bush di diventare Presidente degli Stati Uniti al posto del democratico Al Gore, Moore mette subito a nudo i rapporti che per decenni sono intercorsi fra la famiglia Bush e la famiglia bin Laden, soci azionisti della Carlyle Group, gruppo che gestisce diversi miliardi di dollari e che ha investito pesantemente su difesa ed energia, risultando uno dei più importanti fornitori di armamenti del Pentagono.
Inoltre, il 13 settembre 2001, data piuttosto vicina ad un'altra significativa, con voli di linea vennero rimpatriati in Arabia Saudita un enorme numero di sauditi residenti in America, fra cui ben 24 parenti di Osama bin Laden, esponente di punta del movimento fondamentalista islamico al-Qaeda e ritenuto il responsabile dell'attentato di due giorni prima. Perché facilitarne il rimpatrio?
L'attacco militare statunitense all'Afghanistan viene seguito un paio di anni dopo da quello in Iraq, nazione in mano al dittatore Saddam Hussein, accusato di coprire e proteggere Osama bin Laden; Michael Moore ricorda come nel 2001 venne esclusa la responsabilità dell'Iraq da Colin Powell ed altri celebri esponenti del governo USA, ma, evidentemente, il petrolio ha fatto cambiar loro idea e quindi è partito quel processo politico che noi occidentali amiamo chiamare "esportazione della democrazia". Con le armi. Nascondendo alla popolazione, in mezzo a cumuli di morti, gli enormi profitti registrati dalle società degli armamenti e petrolifere...
Come disporre di un esercito numeroso e ligio? Fomentando la paura. I politici, la faccia da idiota di George W. Bush in primis, e i media hanno giocato per un sacco di tempo a dire enormi bugie per incutere timore nei cittadini (ricordate le famose armi di distruzione di massa di cui Saddam avrebbe dovuto disporre secondo loro?) e scatenare in loro un sentimento di autodifesa da una minaccia montata ad arte; oltre all'instillazione del patriottismo operato con successo su una manica di volontari alla leva razzisti, ottusi e violenti, questa "politica" ha portato all'arruolamento anche di un gran numero di giovani residenti nelle aree più povere del paese, impossibilitati economicamente a frequentare il college e disoccupati. ESPANDI +
- negative [22]
- sufficienti [30]
- positive [93]
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2011-09-17 15:59:43 Opinione di Fanny Sally su "Fahrenheit 9/11"
Dopo di questo documentario che all'epoca fece molto clamore, furono in molti a seguire la teoria del complotto, al contempo affascinante per la sua oscura freddezza e sconcertante per i risultati in prezzo di vite umane che ben conosciamo. La denuncia non prende una vera posizione se non a favore delle vittime di tutto ciò; la documentazione non è però del tutto asettica, poggiandosi esplicitamente su una sottile e amare ironia e su un tono parodistico nei confronti dei potenti. Volti,...
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2011-07-09 10:26:07 Opinione di cheftony su "Fahrenheit 9/11"
"Naturalmente l'amministrazione Bush non ha mai distribuito un manuale sul modo più efficace di affrontare la minaccia terrorista, perché il punto in questione non era la minaccia terrorista. Volevano solo spaventare gli americani quanto bastava perché dessero il proprio consenso a un piano che era già pronto da tempo." Fahrenheit 9/11 è un documentario del 2004 di Michael Moore e uno dei pochi(ssimi) film realizzati con spirito critico sugli eventi...
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2010-10-29 02:08:01 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Fahrenheit 9/11"
Dimenticate BOWLING A COLUMBINE! Stavolta il mitico documentarista usa tutte le armi che ha a disposizione (sensazionalismo, interviste, scene di guerra, patetismo, etc.) al servizio della "Pace nel Mondo"!!! Intanto non è un film contro Bush (che comunque non ci fa una bella figura!) o almeno "non è solo contro di lui" (anche Bin Laden e gli integralisti islamici sono trattati di mer... come meritano). la telecamera di Moore segue le grida di dolore di una madre che ha perso...
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2010-09-05 02:40:20 Opinione di Luke Vacant su "Fahrenheit 9/11"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "L'ho visto al cinema, ma non mi ha mai annoiato. E' coraggioso, svela alcune cose imbarazzanti su Bush e lo fa con coraggio. Perfetto sotto tutti i punti di vista. Non annoia e ci si diverte molto."
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2010-04-30 22:45:31 Opinione di jagger su "Fahrenheit 9/11"
Il documentario più redditizio del mondo cavalca l'onda delle polemiche politiche post 11 settembre e smaschera, a modo suo, le magagne della politica di Bush. Con la maestria (e soprattutto l'ironia) dei suoi primi film, Moore intavola una tesi che può risultare convincente, anche perchè documentata, ma è solo la sua campana quella che si fa udire. Il gusto dello spettatore sta nel farsi abbindolare e nel credersi più edotto di quanto sia nel seguire le...
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2009-12-07 18:32:50 Opinione di bradipo68 su "Fahrenheit 9/11"
L'attacco a Bush da parte del suo nemico pubblico numero uno.O forse è meglio definirlo ex perchè il suddetto Bush dopo 8 anni di mandato in cui ha combinato un danno dietro l'altro ora,come da legge,è riscivolato indietro nell'anonimato.Michael Moore sulla locandina occhieggia con la sua faccia paffuta da detro un finto rapporto confidenziale.Ma quella faccia così rassicurante in due ore di film ci investe con un raffica di notizie,supposizioni,anatemi e ci...
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2009-07-09 20:57:35 Opinione di mm40 su "Fahrenheit 9/11"
Con il solito pressapochismo strafottente, Moore espone la sua versione sul post-11 settembre e sull'inferno bellico scatenato dagli Usa senza motivazione alcuna in medio oriente nei mesi e negli anni successivi. Indisponente e disinformato, il grasso regista azzecca per lo meno l'argomento: sacrosanto fare un film del genere, già meno raccattare notizie a casaccio e gettarle in pasto al pubblico senza alcun tipo di conferma della fonte o dell'attendibilità della notizia...
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2008-10-09 20:31:24 Opinione di akenaton su "Fahrenheit 9/11"
Concordo appieno con la scheda di FILM TV per quanto riguarda la faciloneria, i sospetti non suffragati da prove, il moralismo, lo sfruttamento del dolore, le inutili voci fuori campo...il primo piano di Bush mentre viene informato dell'attacco alle torri gemelle vorrebbe diventare uno sberleffo al Grande Capo, ma è troppo facile creare l'effetto sparando a tutto schermo la faccia smorta e perplessa e inserendo un irrisorio commento fuori campo...insomma, non è con documenti di questo tipo...
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2007-09-13 19:02:06 Opinione di LorCio su "Fahrenheit 9/11"
Michael Moore, il documentarista più importante e famoso d'America, torna dopo l'Oscar ricevuto con "Bowling a Columbine" con un film che un pugno nello stomaco, un atto d'accusa contro l'amministrazione Bush. S'era già avvertito un certo anti-bushismo gia dalla consegna dell'Oscar, quando sul palco del Teatro Cinese di Hollywood urlò con durezza contro George W., colpevole di permettere l'uso di armi con troppa faciloneria e superficialità. E "Fahrenheit 9/11" parte dall'inizio...
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2007-06-03 19:21:16 Opinione di Mathiasparrow su "Fahrenheit 9/11"
Moore riesce a migliorare lo splendido rislutato che aveva ottenuto con "Bowling for Columbine" regalando al mondo un documentario ancor più sorprendente. L'obiettivo principale è la critica, l'accusa, la dimostrazione d'odio contro una certa "persona", ma tutto questo non viene urlato attraverso lo schermo come in tanti film politici. La genialità di Moore sta proprio in questo: essere riuscito a colpire nel profondo, proprio nei punti deboli, il suo nemico prediletto. Peccato che tutto...
voto al film: 
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- sufficienti [30]
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