Old Boy (2003)
Con Choi Min-sik, Yu Ji-tae, Kang Hye-jeong, Ji Dae-han, Oh Dal-su
La trama
Un ventenne viene rapito e rinchiuso in una stanza da malavitosi assoldati da uno sconosciuto cliente. Quando finalmente esce, dopo quindici anni, l'uomo si mette sulle tracce del mandante.
Il film è estremamente stilizzato, i personaggi sono prigionieri in e di se stessi, succubi del passato e predestinati a un terribile futuro, senza conseguenze dell'amore capaci di liberarli (anzi, anche l'amore risponde alla legge del taglione). L'ambiguità è una chiave di lettura, una scelta poetica. Troppo netta la sensazione che Oh Dae-soo dopo la prigionia sia "migliore" di prima per pensare che sia un caso. Ispirato al manga di Tsuchiya Garon e Minegishi Nobuaki ma splendente di luce propria.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 19/2005
Uomini prigionieri di se stessi in debito con un mondo dove la violenza non risparmia nessuno
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 2010-10-13 20:21:14 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
“Non è che vada molto meglio, vivo solo in una prigione più grande…”
Il film che ha fatto conoscere il sudcoreano Park Chan Wook alle platee mondiali fa parte della cosìdetta trilogia della vendetta che comprende l’antecedente Sympathy for Mr Vengeance 2002 e il successivo Sympathy for Lady Vengeance 2005. E in effetti dal punto di vista artistico, Old Boy rappresenta il perfetto equilibrio tra la cupa disperazione del primo episodio e la illuminante candida redenzione del terzo. Le analogie con Quentin Tarantino riguardano solo ed esclusivamente il tema trattato, ossia quello della vendetta. In Kill Bill il sentimento di rivalsa è in realtà un pretesto per la usuale operazione Tarantiniana di rielaborazione e destrutturazione di vari generi (cappa e spada, wuxia, spaghetti western, B e Z movies) e riproposizione in chiave post moderna. Tarantino è molto più vicino a Godard negli intenti che nelle forme espressive. Al contrario, in Park Chanwook i personaggi acquisiscono uno spessore maggiore e la stessa rappresentazione iperestetizzante della violenza sottende comunque un significato filosofico e morale, e non è mai fine a sé stessa. Il tempo, il ricordo e la dimenticanza: queste tre variabili si embricano fra loro e sono il motore di tutti gli avvenimenti di Old Boy. Si dice che il tempo è galantuomo e che guarisce anche le ferite più profonde. Qui è tutto il contrario: i quindici anni che Daetsu passa in prigione sono da una parte la lucida attuazione di una vendetta di un vecchio compagno (old Boy) di scuola, tale Lee Wooo Jin, per un fatto del passato che si alimenta giorno dopo giorno senza mai un momento di cedimento o ripensamento. Dall’altra tutto questo arco di tempo trasforma l’ubriaco Daetsu, immaturo essere che cerca di dimenticare nell’alcool chissà quali dolori, in mostro assetato di rancore che vuole a tutti i costi ricordare ogni aspetto del suo passato per capire le ragioni della sua segregazione. Vi è una evidente dissociazione tra tempo esteriore e tempo interiore: mentre i giorni i mesi gli anni si susseguono scanditi dagli avvenimenti e filtrati dalla TV (oltre all’immancabile attentato alle Twin Towers ci sono anche i maledetti mondiali coreani del 2002) il povero Daetsu scrive su un diario tutti i nomi dei possibili vendicatori, cerca di scandagliare nel passato un motivo di rivalsa. Tatuaggi sulla pelle, quadri grotteschi in cui il pianto e il riso sembrano la stessa cosa, ravioli fritti, gas soporiferi e allucinazioni con formiche alla David Lynch (stupenda quella gigante in metro).
Anche se passano quindici anni, il tempo per vittima e carnefice sembra essere fermo ai momenti adolescenziali della scuola Evergreen Old Boy. Questa contraddizione è espressa magnificamente nel titolo del film e se ci fate caso le lettere di OLDBOY nei titoli di testa girano giustamente in senso antiorario. ESPANDI +
- negative [11]
- sufficienti [8]
- positive [84]
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2011-10-26 17:53:59 Opinione di marcopolo30 su "Old Boy"
Tesissimo noir Coreano, la storia di una vendetta lunga tutta una vita. Ritmo incalzante, sorprese a go go e un paio di scene degne del miglior Hitchcock. Grande finale, di quelli che a Hollywood mai troverebbe luogo. Contundente.
voto al film: 
2011-06-08 20:02:08 Opinione di versa88 su "Old Boy"
Che piacevole sorpresa. Quando ho letto i commenti su questo film, soprattutto quelli di tarantino ho capito che poteva essere o un gran bel film o il solito splatter. Dopo averlo visto posso dire che è un bel film, che non manca di ritmo, sangue, e mistero. Se, non si sa per quale ragione, un giorno, ci chiudessero in una stanza (bagno, letto, televisore) per 15 lunghi anni, senza una ragione...cosa faremmo!? Inizieremmo a pensare a chi abbiamo fatto un torto tale da infliggerci...
voto al film: 
2011-04-01 18:25:57 Opinione di chribio1 su "Old Boy"
commento rapido e veloce:da salvare solo i primi 10' il resto e insensato,troppo sadico (specialmente verso la fine) e troppo deja-vu' come in molti films Orientali.voto.4.
voto al film: 
2010-10-13 20:21:14 Opinione di Snaporaz68 su "Old Boy"
L’ONDA DELLA MEMORIA E IL REFLUSSO DELL’OBLIO “Non è che vada molto meglio, vivo solo in una prigione più grande…” Il film che ha fatto conoscere il sudcoreano Park Chan Wook alle platee mondiali fa parte della cosìdetta trilogia della vendetta che comprende l’antecedente Sympathy for Mr Vengeance 2002 e il successivo Sympathy for Lady Vengeance 2005. E in effetti dal punto di vista artistico, Old Boy rappresenta...
voto al film: 
2010-08-24 14:26:49 Opinione di satura su "Old Boy"
Al di là del bene e del male. Opera colossale, ne avevo sentito parlare moltissimo all'epoca e l'avevo inserito erroneamente in quell'operazione di rivisitazione del b-movie che dopo Tarantino ha avuto largo seguito e prodotto film di ottimo livello. Però, per una storia o per l'altra, ancora non ero riuscita a vederlo. Davvero sorprendente, credo che se l'obiettivo principale dell'opera d'arte debba essere quello di defamiliarizzare-rompere-non consolare-instillare...
voto al film: 
2010-03-27 22:10:34 Opinione di chribio1 su "Old Boy"
commento veloce:il film e' salvabile solo nei primi 10' poi e' incapibile e sconclusionato e pieno,specialmente verso la fine,di violenza gratuita (come spesso nei films Orientali).voto.4.
voto al film: 
2010-03-14 17:39:15 Opinione di ed wood su "Old Boy"
Nella prima parte ci sono invenzioni visive talmente geniali da far dimenticare il garbuglio psico-narrativo che costituisce la sostanza del film. Tra le varie trovate di questo pregevole crossover stilistico, mi è rimasto impresso il piano-sequenza con carrello a seguire e ralenty in cui il protagonista sgomina una ventina di scagnozzi in un corridoio: sembra quasi di vedere uno di quei videogame platform bidimensionali che andavano di moda nei primi anni 90 (non ricordo i nomi...
voto al film: 
2009-12-28 16:44:05 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Old Boy"
Un noir crudele e claustrofobico come pochi, si affaccia più volte sul baratro del drammone infinito e sul thriller costruito e senz' anima, ma riesce creare un' equilibrio stabile tra i due. Il risultato non è impeccabile (la storia vacilla in più di un' occasione) ma da vita ad un perfetto meccanismo che getta sempre più ombra sui personaggi e sui luoghi e non per crearne un mistero, per tirar fuori un pessimismo intrappolante e delle verità...
voto al film: 
2009-03-05 03:12:37 Opinione di Makp su "Old Boy"
Prodotto assolutamente originale e anomalo, molto fumettistico nella sua messa in scena. Alcune situazioni sono agghiaccianti e la colonna sonora sublima il senso di claustrofobia, mantenendo la narrazione in sospensione tra violenza e tragedia, in una dimensione quasi onirica. Dopo alcune decine di minuti sembra passare in secondo piano il tema della prigionia quindicennale per lasciare spazio alla scoperta delle profonde (ma non troppo) ragioni psicologiche che muovono gli eventi. Il...
voto al film: 
2009-02-08 19:56:12 Opinione di bradipo68 su "Old Boy"
Consumare la vendetta può essere complicato e non appagante.Questo film coreano è incentrato sul bisogno quasi fisico di vendetta da parte del suo protagonista rapito e rinchiuso in una stanza apparentemente d'albergo per 15 lunghissimi anni passati ad autoflagellarsi con allenamenti a base di pugni nel muro a guardare la tv che è l'unico collegamento col mondo circostante e ad allevare il proprio senso della vendetta in attesa di esplosione.Poi esce e cerca di fare tutto quello per cui...
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