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Opinione di ViolettaBeauregarde su Il servo ungherese





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27/01/2012 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Durante la Seconda Guerra mondiale, il maggiore Dailermann, comandante del campo di concentramento di Teufelwald, pur di accontentare la sua frivola moglie, accetta di prendere come servitore Miklos, un ebreo ungherese colto e raffinato quanto schietto e fino conoscitore della pittura e del greco antico.
Il comandante delle SS e sua moglie stanno affrontando una profonda crisi di coppia e passano le loro giornate a darsi fastidio: lui ascoltando dischi di lirica e lei rimproverandogli tutto il fumo che dal campo (da lei chiamato fabbrica) entra in casa tanto da costringerla a passare le sue giornate annoiandosi distesa su un sofà della camera da letto.
L'arrivo di Miklos rappresenta una doccia fredda per Franziska che sembra affascinata dalla cultura dell'uomo anche se non riesce a comprenderne fino in fondo la profondità dei versi di Archiloco e di Simonide che l'ungherese le cita e che lei crede stupidamente di aver compreso ed assimilato.
La peculiarità di questa pellicola che la distingue fortemente da altre opere cinematografiche di analogo argomento storico, è il fatto che per una volta la vera protagonista sia l'arte nella forma pittorica, in versi ed in musica; un modo che i prigionieri avevano di arrivare al cuore dei propri aguzzini senza però esserne fondamentalmente compresi.
Complice però una fotografia dozzinale che si perde in spazi angusti e in esterni banali; un cast non proprio adatto e una sceneggiatura che a tratti rasenta il noioso ed il ridicolo (come la scena del ballo sulle note della celebre Habanera della Carmen di Bizet, L'amour est un oiseau rebelle), il film diventa un mezzo disastro in cui sembra che la cornice della pellicola (l'inizio ambientato in un fantomatico presente con Cesare Bocci che invia un telegramma in Argentina) non c'entri assolutamente nulla con il resto del film.

Sulla regia di Giorgio Molteni

Stanca e sotto tono.

Sulla regia di Massimo Piesco

Stanca e sotto tono.

Sull'interpretazione di Tomas Arana

Non del tutto convincente.

Sull'interpretazione di Andrea Renzi

Non sembra una parte adatta a lui.

Sull'interpretazione di Chiara Conti

Quest'attrice a nostro modesto avviso non ha le capacità per interpretare neanche ruoli poco impegnativi come questo, non trasmette alcun tipo di emozioni.

Sull'interpretazione di Edoardo Sala

Molto bravo.

Sulla colonna sonora

Brani presi da importanti opere liriche e quindi assolutamente suggestiva.


SI

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