La maschera del demonio (1960)
Con Barbara Steele, John Richardson, Ivo Garrani, Andrea Checchi
La trama
Rediviva, una malvagia fattucchiera scatena la sua vendetta.
1830: sostando in una cappella in rovina nel fitto di un bosco, il dottor Chomas e il suo assistente Gorobec scoprono un sarcofago che custodisce le spoglie mummificate della strega Asa, giustiziata due secoli prima. Costei, entrando incidentalmente in contatto col sangue di Chomas, torna in vita e riprende a mietere le sue vittime nella famiglia della pronipote Katia, che abita in un vicino castello insieme al padre, al fratello e a un vecchio servo...
L'esordiente Bava - che firma anche la fotografia - si ispira al racconto _Il Vij_ di Nikolaj Gogol' e ne trae uno dei capolavori assoluti dell'horror (non solo italiano). Memorabile la Steele.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 03/05/2011 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
[Arturo Dominici e Barbara Steele]
"Nel XVII secolo si scatenò spietata e violenta la lotta contro quegli esseri mostruosi e assetati di sangue che le cronache del tempo chiamavano vampiri. I fratelli trovarono la forza di accusare i fratelli, e i padri i figli, perchè la terra fosse purificata da quella razza di feroci assassini. Ma prima di metterli a morte, la giustizia umana, anticipando il verdetto divino, bollò per sempre le carni maledette di quei mostri col segno rovente di Satana". È la sorte della strega Asa (Barbara Steele), appartenente alla stirpe dei principi Vajda della Moldavia, condannata a morte dal fratello inquisitore insieme al suo amante Igor Javutich (Arturo Dominici) e sepolta nella cripta di famiglia dopo aver scagliato una terribile maledizione: "La mia vendetta ricadrà su di te e sulla tua stirpe, perchè sarà nel sangue dei tuoi figli e dei figli dei tuoi figli che io vivrò la mia vita immortale e saranno loro a ridarmi la vita che tu ora vuoi togliermi. Io tornerò a tormentare e a distruggere nella notte dei tempi!". Due secoli dopo, il professor Thomas Kruvajan (Andrea Checchi) e il suo giovane assistente, il dottor Andrej Gorobec (John Richardson), diretti a Mosca per presenziare a un convegno medico, si imbattono, attraversando i boschi della Moldavia, proprio nelle rovine della chiesa dei Vajda e nei sepolcri di famiglia, dove, incuranti di leggende e maledizioni, scoperchiano incautamente la tomba di Asa. Incontrano anche l'affascinante discendente della strega, la principessa Katia (sempre Barbara Steele), che vive nel castello dei Vajda con il padre (Ivo Garrani) e il fratello Costantino (Enrico Olivieri):
"Vogliate scusarci se ci siamo permessi di entrare nella chiesa, la credevamo un rudere abbandonato e non abbiamo resistito alla curiosità. Tutto è così strano e misterioso qui...".
"E tutto va in rovina... Mio padre, il principe Vajda, si oppone a qualsiasi restauro di questa vecchia chiesa: questo, per lui, è un luogo maledetto".
Poi riprendono il viaggio, sostando in una locanda nella vicina Mirgorod, piccolo villaggio a un giorno di carrozza da Mosca. In piena notte vengono convocati al castello dei Vajda per soccorrere il principe, miracolosamente scampato all'aggressione di Igor Javutich: Asa e il suo antico amante, infatti, sono tornati in vita per esigere il loro tributo di sangue e placare, così, la propria sete di vendetta. È Igor, però, ad avere preceduto alla locanda lo stalliere del principe, attirando con l'inganno il professor Kruvajan nel castello, mentre Andrej, ubriaco, dorme nella sua camera. ESPANDI +
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1 gennaio 2012 Opinione di maghella su "La maschera del demonio"
“La maschera del demonio”, primo film del genere horror-gotico in Italia, esempio perfetto di come la tecnica e la creatività italiana abbiano fatto scuola per tutto un genere che ha avuto poi tanto successo, non solo nel nostro paese, ma anche all'estero. Mario Bava, gran direttore della fotografia dei primi lavori di Freda, Mattioli, Rossellini, dopo qualche documentario per l'Istituto Luce, e dei corti...concepisce e crea questa prima opera complessa, unica nel suo genere. ...
voto al film: 
8 agosto 2011 Opinione di mm40 su "La maschera del demonio"
L'esordio dietro la macchina da presa di Mario Bava arriva quando ormai l'esperto direttore della fotografia (già con, fra gli altri, Soldati, Freda, Mattoli) ha 46 anni: non più un ragazzo, insomma. Ma certo ha l'esperienza dalla sua: e più che la regia sono infatti le luci a impressionare, di questo La maschera del demonio, immerso in un'irreale atmosfera da incubo degno di un Edgar Allan Poe più che di un Gogol, alla cui novella Il Vij il regista disse di...
voto al film: 
26 luglio 2011 Opinione di cheftony su "La maschera del demonio"
"Copritele il volto con la maschera del demonio! Inchiodatela! E il fuoco purificatore la riduca in cenere, sì che il vento possa cancellarne ogni traccia." La Sacra Inquisizione giustizia la strega Asa Vajda (Barbara Steele) e il suo amante Igor Javutic (Arturo Dominici), provocando la terribile minaccia di Asa di tornare e vendicarsi delle torture subite. Due secoli dopo, un dottore (il fiorentino Andrea Checchi) e il suo giovane assistente Andrej (John M. Richardson) viaggiano in...
voto al film: 
3 maggio 2011 Opinione di FABIO1971 su "La maschera del demonio"
"L'eternità è spezzata, tu lo hai potuto... Mi hai strappato alla terra che mi pesava come piombo. Questa volta non sei più sola: ti porterò il suo corpo e sarà la tua preda. Ella è nata e vissuta per questo, è identica a te: il fato si compie, Asa. Vivrai in lei, parlerai, sorriderai come lei e torneremo a vivere come una volta". [Arturo Dominici e Barbara Steele] "Nel XVII secolo si scatenò spietata e violenta la lotta contro quegli...
voto al film: 
19 maggio 2010 Opinione di mmciak su "La maschera del demonio"
"La maschera del demonio" diretto nel 1960 da Mario Bava,devo dire che mi è piaciuto molto. La storia si svolge nel 1830 e racconta che il Dottor Chomas e il suo assistente Gorobec sostando in una cappella in rovina nel fitto di un bosco,scoprono un sarcofago che custodisce le spoglie mummificate della strega Asa, giustiziata due secoli prima. Però ingenuamente Chomas dopo che un pipistrello gli è andato contro distrugge per metà la tomba e lei entrando...
voto al film: 
13 marzo 2010 Opinione di steno79 su "La maschera del demonio"
Un piccolo capolavoro del cinema di genere e uno dei primi film horror italiani, nonchè l'esordio alla regia di Bava. Il film è tratto da un racconto di Gogol che non conosco, ma riprende ampiamente anche dalla tradizione vampiresca che fa capo a Dracula e Nosferatu. Diventato un oggetto di culto grazie a registi come Tarantino o Tim Burton, in Italia però è stato per molto tempo invisibile prima dell'uscita del dvd. I meriti formali sono innegabili, con...
voto al film: 
25 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "La maschera del demonio"
Non sono d'accordo nel definirlo "capolavoro". E' comunque un buon esordio da parte di uno dei maestri del genere. Voto 6½.
voto al film: 
23 giugno 2008 Opinione di Dalton su "La maschera del demonio"
L'assenza di connotazioni sociopolitiche lo ha reso poco trascendentale; rimane comunque un'opera pionieristica per il cinema horror italiano (e non solo). Già ai suoi primi passi alla regia, Bava si rivelò un maestro delle inquadrature e della fotografia. Specie nella prima parte, il film è carico di invenzioni visive e momenti di inedita angoscia; in più, la trama è composta da passaggi di inaudita cattiveria. A tratti è difficile credere che sia un prodotto nostrano.
voto al film: 
30 maggio 2008 Opinione di teaestefano su "La maschera del demonio"
Credo si possa parlare di capolavoro, sia per le idee (moltissime), l'atmosfera sinistra e di minaccia, la tensione della vicenda, una realizzazione che non risente minimamente delle modeste risorse di cui potè usufruire il regista, a riprova del fatto che non sono i quattrini della produzione a fare la sostanza e la qualità di un'opera. Del racconto di Gogol (che ho letto), rimane solo il nucleo, cioè la strega che torna in vita tramite una giovane innocente per vendicarsi di essere...
voto al film: 
25 marzo 2008 Opinione di satura su "La maschera del demonio"
Raffinato, ricercato, mi è piaciuto molto. Non regala "docce d'adrenalina", va ovviamente contestualizzato e storicizzato nel suo tempo (1960!), quello che si respira davvero è una persistente angoscia. Eccezionali i primi piani della Steele, vera icona di "quel" cinema che oggi sembra tanto difficile riportare in vita.
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