Bang, bang, sei morto! (2002)
[Bang, Bang, You're Dead, USA, Canada 2002, Drammatico, durata 87']
Regia di
Guy Ferland
Con Thomas Cavanagh, Ben Foster, Randy Harrison, Janel Moloney
Con Thomas Cavanagh, Ben Foster, Randy Harrison, Janel Moloney
La trama
L'opinione più recente
Di zombi scritta il 08/06/2004
Voto al film: 
strano come i film a volte non dicano niente e li si guardi, giusto perchè non si ha voglia di scegliere tra le videocassette registrate, o solo perchè sono in palinsesto e una terza lettura alle brevi note forse incuriosisce. a tratti un pò troppo fastidiosamente didascalico e con un doppiaggio da ferro stiracchiato sulla lavagna. però è un docu-dossier-fiction che trascina e attanaglia alla poltrona. le prime immagini della scuola assediata da poliziotti, coi ragazzi che passano sotto i metal detector mi ha fatto pensare che forse non avevo sbagliato a scegliere di guardare quel film. penso ad elephant che ho visto e a bowling a columbine che ancora devo vedere, e che il paragone sarà arduo e forse avventato, ma più il film avanza, più mi piace. un groppo alla gola pian pianino mi si stringe e mandare giù diventa un pò difficile. i ricordi affiorano e nonostante il doppiaggio che è veramente disumano, il docu-dossier-fiction ha vinto la scommessa. purtroppo non è la solita americanata esagerata. i fatti sono veri e documentati con parsimonia da telecamere a circuito chiuso. nelle scuole americane si è sparato e ucciso e l'assassino era uno di loro. fa male ripensare alla propria adolescenza se non è stata propriamente esaltante. se si era esclusi, un pò a parte, se si tendeva a stare nell'angolino non tanto per non essere visti del tutto, ma per passare un pò inosservati. la paura è una brutta bestia. annebbia la ragione e si agisce istintivamente, attaccando. non è mai bello essere diversi, ma se lo si è, cosa ci si può fare. se l'essere diversi significa non essere come molti degli altri o come vorrebbero che tu fossi. non ci si capisce, ma è anche un'età difficile ed ingrata per richiedere approfondimenti e pause meditative, su ciò che si causa agli altri. è difficile immaginare l'ansia e la paura che possono instaurare uno spintone premeditato. perchè oltre allo spintone contro il muro, c'è l'atto secondo: "avranno visto e rideranno". non finisce qui perchè in più, oltre ad essere sbeffeggiati e derisi, si tiene dentro tutto. non si dice niente ai maestri e tanto meno ai genitori, perchè si presuppone che ad una certa età ci si sappia e ci si debba saper difendere. ci si immagona spesso e si ringrazia ciò in cui si crede per aver passato quell'età infernale che chissà mai perchè si crede sempre bella e spensierata. in più il progetto può contare su un attore in stato di grazia. ben foster è semplicemente superbo nella parte di trevor. il momento in cui il corpo docente e i genitori, aguzzini e amici assistono al video confessione è quasi insostenibile. da spettatore mi sono sentito inquisitore mentre lo guardavo ingobbito sulla sedia, con gli occhi bassi in attesa del giudizio finale. forse è un mondo che corre troppo in fretta. non si ha la voglia, la pazienza o il tempo per potersi soffermare su ogni singolo individuo. li si preferisce simili per poterli prendere tutti in una volta, senza doversi soffermare. se è preferibile identificare nel numero tre una suddivisione di gruppi sociali, sicuramente chi sfugge a questa classificazione, non ha diritto ad un numero quattro. per comodità è meglio costringerlo a far parte di una delle tre categorie. se si sfugge alla rapida comprensione da manuale docenti, si manda in tilt il sistema così efficacemente pianificato e scatta l'allarme... o il disinteresse, basta liberarsi del soggetto e gettarlo nella fossa successiva, fino a quando natura concedendo, siamo considerati adulti e possiamo liberarci da giudizi insindacabili per librarci nel blu di quella che, bella o brutta, sarà la nostra vita.
8 giugno 2004 Opinione di zombi su "Bang, bang, sei morto!"
strano come i film a volte non dicano niente e li si guardi, giusto perchè non si ha voglia di scegliere tra le videocassette registrate, o solo perchè sono in palinsesto e una terza lettura alle brevi note forse incuriosisce. a tratti un pò troppo fastidiosamente didascalico e con un doppiaggio da ferro stiracchiato sulla lavagna. però è un docu-dossier-fiction che trascina e attanaglia alla poltrona. le prime immagini della scuola assediata da poliziotti, coi ragazzi che passano sotto...
voto al film: 
-
Voto:












